L’immobilitá degli spettacoli, dei teatri e del cinema.

L’immobilitá degli spettacoli, dei teatri e del cinema.
Alessandro Cappelli

A cura di Alessandro Cappelli (Alessandro Cappelli) *

alessandro.cappelli@dconline.info

Vice-Segretario provinciale Vicario Dip. Comunicazione della Democrazia Cristiana della provincia di Ascoli Piceno 

< L’immobilitá degli spettacoli, dei teatri e del cinema >.

Tra le tante chiusure che ha comportato il coronavirus nei vari settori del nostro Paese un settore che è stato fortemente paralizzato è stato il mondo dello spettacolo e quando intendiamo spettacolo ci riferiamo alla massima arte che va dal teatro, ai concerti, al cinema e agli spettacoli all’aperto.

Queste arti sono la rappresentazione del Paese ed accrescono la cultura sociale e individuale (anni fa un politico disse che con la cultura non si mangia, vediamo se nel frattempo ha cambiato opinione…).

Esse regalano spierantezza dopo una brutta o faticosa giornata alla persona ed è ciò che molti cittadini vorrebbero riassaporare.

Sentiamo davvero la mancanza di quella che noi chiamavamo normalità !

Purtroppo la TV ci inonda in modo esagerato della situazione pandemica e di diatribe noiose e di malacreanza (suggeriamo ai direttori di rete di rivalutare le programmazioni considerando che ci sono molti minori davanti alle televisioni e le persone vogliono un pò staccarsi dalla realtà ).

L’altra faccia della medaglia è l’ottima l’attività che sta svolgendo Rai fiction (struttura della Rai che si occupa della realizzazione di fiction televisive).

Tra le tante fiction ricordiamo: Natale in casa Casa Cupiello; Rita Levi Montalcini; Chiara Lubich: l’amore vince su tutto; Permette?; Alberto Sordi; Che Dio ci aiuti; il Commissario Ricciardi; Le indagini di Lolita Lobosco.

Fiction che abbracciano tanti generi: le biografie di grandi personalità del nostro Paese (del Cinema, del Sociale, della Chiesa e della Scienza); estrapolazioni di romanzi e rappresentazioni teatrali di grandi autori; storie inventate ma pur sempre avvincenti da parte degli autori Rai fiction.

Si era preannunciata la possibilità per cinema e teatri di ripartire il 27 marzo però con l’aumentare dei contagi e la curva epidimiologica che non accenna ad abbassarsi potrebbero spingere il governo Draghi a dover fare un passo indietro.

La decisione definitiva arriverà l’ultima settimana di marzo

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