< LETTERA A GESU' BAMBINO > * SECONDA PARTE

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A cura di Dott. Lorenzo Raniolo (Caltanissetta)

lorenzo.raniolo@dconline.info * cell. 349-8043896 *

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< LETTERA A GESU’ BAMBINO > * SECONDA PARTE

Però devi sapere un’altra cosa e questa notizia Ti toglierà dalla testa, una volta per tutte, la tentazione di voler nascere in Africa.

Appena ti riporteranno in Libia, ti aspetteranno le patrie e scomode galere di quel paese poco ospitale. Lì Ti bastoneranno, Ti sputeranno, Ti insulteranno, Ti tortureranno, Ti faranno ogni sorta di male.

Lì, è permesso agire in questo modo. Mentre noi italiani ci laveremo le mani come quel “vigliacco e timoroso” di Pilato.

Giorni addietro ho visto delle fotografie dei “tuoi fratelli più piccoli”, anche loro “negri”: erano insanguinati, con gli occhi gonfi per i pugni e i calci ricevuti in volto.

Mi sono sentito male nel vedere quelle tristi fotografie, quei volti tumefatti che mi chiedevano aiuto. Credimi: mi sono sentito proprio male.

Stavo per cenare e se mi è chiuso lo stomaco. E tutto questo per non “accoglierti” a Lampedusa, nel “dolce paese” e sognare un futuro migliore per Te, per tanti “fratelli” neri. Caro Gesù Bambino, non chiedermi quando finirà tutto questo.

A noi elettori italiani non è dato sapere “quando”.

Gesù, dopo tutte queste cose che ti ho scritto, hai ancora intenzione di nascere in Africa?

Caro Gesù Bambino, a pensarci bene, devi nascere, e devi nascere

• In Africa, dove rischierai la denutrizione, le guerre, gli odi, le malattie, che sono il “pane” quotidiano per i nostri telegiornali, e per i fratelli africani l’incubo della loro vita.

• Nella pagana Italia, dove correrai il rischio di essere vittima dell’aborto legalizzato, dell’eutanasia (?) e dell’ inumana, scandalosa e crudele legge contro gli immigrati.

• Nella irriconoscibile Sicilia, una volta terra accogliente, terra del sorriso, dove correrai il rischio di diventare un numero per le statistiche, un “vo’ cumprar”, o un lavapiatti, o un immigrato da disprezzare perché “negro”, se avrai fortuna (Caritas).

• Nel Nord America, dove, se parlerai di pace, di amore, di perdono, di condivisione, correrai il rischio di essere beffeggiato o schedato dalla CIA.

• Nell’America Latina, con il rischio di diventare bambino di strada (niño de la calle) a pulire le scarpe ai signorotti di turno, o a spacciare droghe leggere o pesanti, o a tagliare canna da zucchero (che addolcirà i nostri cafè e bevande), o a raccogliere foglie di coca o cacao per i bambini del Primo Mondo, senza mai Tu mangiare una sola tavoletta di cioccolato, o ad essere obbligato a far parte delle bande minorili, che tanta violenza e morte seminano nelle città latinoamericane.

• In Asia, dove ti farebbero lavorare in uno scantinato quattordici ore al giorno, confezionando palloni o scarpe sportive per i nostri bambini dell’opulenta Europa; e Tu non avrai mai un pallone vero per giocare, ma solamente uno fatto di stracci o di carta; e giocherai scalzo, perché a te nessuno regala niente. O a confezionare giocattoli che poi noi, allegramente, regaleremo ai nostri bambini la notte di Natale.

• In Palestina, dove Ti obbligheranno a odiare i tuoi fratelli ebrei, musulmani, cristiani; Ti obbligheranno a prendere un fucile, una pietra, un missile, della dinamite, per uccidere tante persone innocenti o per saltare Tu stesso in aria (Kamikaze), seminando morte, odio, devastazioni. Dove non potrai giocare liberamente per le strade del tuo paese, perché un alto e lungo muro ti dividerà dai tuoi amici, dai tuoi compagni di scuola, di gioco.

Caro Gesù Bambino, non so dove farti nascere!

Non ho trovato un continente, un paese “decente”, “amico”, per ospitarti.

Nessuno ti riconosce più! Sai? Mi sono fatto in quattro per riuscirci, ma vana è stata la mia ricerca. Ma Tu insisti di voler nascere lo stesso.

Ti supplico: come hai deciso di nascere, quest’anno nasci nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni bambino del mondo; nel cuore dei forti e dei deboli, dei ricchi e dei poveri, dei bianchi e dei neri, dei vescovi e dei fedeli, dei governanti e delle autorità (soprattutto italiane e siciliane).

Gesù, nasci nel mio cuore, dammi un cuore grande per amare, per servire, per aiutare gli ultimi; un cuore che gioisca con chi è nella gioia e che pianga con chi piange.

Fammi “prossimo” del mio prossimo, vicino e lontano. Vieni, Gesù Bambino, scegli il mio cuore come “culla” per la tua nascita. Caro Bambino,

Ti abbraccio forte al mio cuore. Ciao.

Buon Natale, Gesù. Buon Natale

 

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