L’anno che verrà…sarà !!: lettera di Auguri di Buon 2019 – (Vice Direttore Antonio Gentile).

L’anno che verrà…sarà !!: lettera di Auguri di Buon 2019 – (Vice Direttore Antonio Gentile).

Inizia il conto alla rovescia, allora non facciamoci trovare impreparati, tutti con carta e penna per essere pronti a stilare la fatidica lista dei buoni propositi da rispettare nell’anno che verrà. Perché il nuovo anno è sempre questo: un foglio bianco tutto da scrivere, pieno di incognite ma anche di scommesse. E viene voglia di lanciarsi in promesse a noi stessi, che non sapremo mai se riusciremo a mantenere. Al termine di un anno come questo, in attesa di ascoltare i discorsi a consuntivo delle massime cariche istituzionali, in ciascuna famiglia bisognerebbe tentare di fare un bilancio sullo stato della Nazione, nella consapevolezza che tentare di comprenderne i problemi rappresenti un esercizio meritorio e propedeutico alla condivisione delle soluzioni, ciascuno per la sua parte di potere detenuto e di conseguente responsabilità personale, fosse anche quella elettorale e basta.

Questi che riporto non sono i principali punti di un mio ipotetico discorso di fine anno, bensì quello che ho raccolto dai quotidiani discorsi fatti in famiglia, con gli amici, colleghi e sentiti in giro tra la gente comune.

In primis c’è la priorità da perseguire che non è altro il futuro dei nostri ragazzi che è stato rubato loro dalle generazioni precedenti, compresa la mia. Restituire una prospettiva di lavoro tale da consentire di mettere su famiglia e figli è un obiettivo così giusto e doveroso che deve poter comportare anche la perdita o la ridefinizione di diritti acquisiti. Che fine ha fatto il debito pubblico italiano? Sicuramente si è trasformato in patrimonio, specie immobiliare, oppure in rendite previdenziali (cui non corrispondono adeguati contributi) di una larga fascia della popolazione che ha beneficiato di politiche clientelari e assistenziali parassitarie oggi non più sostenibili. Interventi fiscali di carattere patrimoniale e pensionistici che ricolleghino le prestazioni alle contribuzioni sono assolutamente necessari senza timore di infrangere patti e diritti divenuti palesemente iniqui.

Le pensioni devono quindi tornare ad essere una forma di risparmio previdenziale obbligatoria, un salvadanaio che non potrà mai erogare più di quanto non abbia incassato. Ai baby pensionati potrà non essere richiesta la restituzione di quanto percepito anzitempo, ma, d’ora in avanti, tra la confusione della legge Fornero o la riforma pensione quota 100, si dovrà eventualmente attendere un’età pensionabile prossima alle aspettative di vita per ricevere una pensione calcolata in base a criteri esclusivamente contributivi. Nessuna categoria, a partire dal mondo agricolo e imprenditoriale, potrà far valere diritti acquisiti in contrasto con criteri di equità sociale.

Il debito pubblico va ridimensionato e riportato sotto gli argini fisiologici per una potenza industriale come l’Italia contando innanzitutto su alcune partite “extracontabili”: evasione, corruzione e riciclaggio di attività criminali. Per raggiungere questo obiettivo bisognerà adeguare la legislazione (es. riconoscimento del reato di auto-riciclaggio), ma soprattutto lo Stato dovrà avvalersi dei migliori colletti bianchi in concorrenza con quelli al servizio delle attività che si intendono colpire e senza ulteriori costi perché tale attività di contrasto sarà assolutamente auto finanziabile. Per abbattere il debito potrà servire pure cedere le partecipazioni pubbliche, strategiche o meno, e tagliare il budget della difesa: non c’è infatti nulla di più strategico e difensivo di abbattere la spesa pubblica per interessi.

Toccherà all’impresa far ripartire economicamente il Paese liberandola innanzitutto dal costo di una burocrazia inefficiente e inutilmente complessa. Le liberalizzazioni di tutti i settori, professionali e non, contribuiranno a indebolire le rendite di posizione e a favorire la vera competizione economica di mercato, non quella truccata. La globalizzazione potrà continuare a costituire un’opportunità solo se soggetta a pari regole in materia di lavoro, di tutela ambientale, ecc. altrimenti dovrà essere opportunamente penalizzata perché nella competizione economica vinca il migliore, il più efficiente e non il più furbo o il più spregiudicato, capace di buttare a mare, con le delocalizzazioni, un prezioso e diffuso DNA di cultura e abilità industriali, tipiche dei nostri distretti. Il sostegno finanziario alla crescita delle imprese, specie giovanili, sarà la contropartita sociale da pretendere dal sistema bancario perché possa essere riconosciuto e difeso il suo ruolo istituzionale, più che di operatore commerciale, così com’era una volta.

L’istruzione, per i docenti come per i discenti, deve tornare ad essere selettiva e meritocratica: meglio concentrare le risorse su poche università di eccellenza che continuare a far proliferare diplomatici di dubbio prestigio accademico. E’ vero che servono più laureati, ma laureati solo sulla carta servono comunque a poco. Allo stesso modo la ricerca deve poter contare su risorse tali da poter adeguatamente mettere a contratto i cervelli fuggiti all’estero, attirarne di stranieri e dotare pochi centri di eccellenza di adeguate attrezzature e di un fecondo collegamento al mondo delle imprese per le applicazioni industriali. Mantenere baroni universitari e le loro progenie non dovrà essere più possibile.

Nella pubblica amministrazione i dipendenti devono imparare a valere il loro costo: se il beneficio di tanto personale non è apprezzabile ed apprezzato dai cittadini il suo costo sarà evidentemente eccessivo e andrà tagliato mentre il personale andrà selezionato attraverso rigorosi criteri e pubblici concorsi. Una buona amministrazione pubblica facilita la vita delle imprese ed attira investimenti.

La spesa pubblica va rivista tutta in modo trasparente (es. in rete) attraverso un’informazione pubblica indipendente, partendo dall’ente locale fino al Quirinale: di ogni voce o aggregato deve essere possibile risalire a chi è stato pagato, quanto e perché cosa. Se non si comprende il valore di una spesa, si taglia, come avviene in ogni condominio: l’opinione pubblica avrà tutto il controllo mentre la politica tutta la responsabilità della spesa.

Auguriamoci un mercato e una concorrenza sana e affrancata da prevaricazioni e favoritismi, per l’affermazione del diritto e del vero merito, dove sono premiati i più bravi. Auguri per una burocrazia che non strangoli sul nascere le iniziative o peggio che non detti le condizioni per andarci d’accordo, ma sia la vera affermazione di tutto ciò che si può fare nei modi e nei tempi compatibili con altri paesi. Auguri affinché l’ambiente di lavoro sia sempre più ottimale per un sano lavoro di squadra fra dirigenti, dipendenti, collaboratori e fornitori. Auguri affinché il sistema bancario torni ad accompagnare le aziende sane con crediti adeguati e in linea con i programmi aziendali. Auguri affinché il fisco trovi finalmente una sua ragionevole collocazione nelle voci dei bilanci.  Auguri che anche il sistema giudiziario ritrovi i suoi giusti tempi per dirimere le controversie commerciali.

Ma credo che l’augurio mio più  grande è  quello di continuare ad avere anche per il prossimo 2019 la vostra grinta e il vostro coraggio per continuare a combattere la vostra guerra di sopravvivenza.  Che poi è quello che continuerà a mandare avanti questo nostro amato Paese . . .Tutto ciò va fatto presto e senza riguardi per nessuno perché la minaccia più grave che incombe nel 2019 è quella di rivedere un violento scontro sociale che comunque farebbe piazza pulita di rendite di posizione e di privilegi anacronistici. Il film lo abbiamo già visto tante volte.

Mi sembra che in questo modo abbiano rappresentato un esempio bello e convincente dello stile che deve contraddistinguere le nostre iniziative. Questo ci lascia ben sperare che anche nel 2019 tutto ciò prosegua e si arricchisca ancora di più, in maniera creativa e sempre più inclusiva. Ciò è stato e non sarà possibile senza l’impegno di tutti. Alla gratitudine è giusto che io aggiunga un invito a replicare ogni anno un impegno che fa bene e ci fa bene.

Piangere..riflettere..tentare..sbagliare..crescere.. sognare.. un anno sta per concludersi lasciando spazio ad uno nuovo carico come sempre di aspettative, progetti e speranze..

Anno nuovo, vita nuova.. eh sì, quando arriviamo a questi giorni viene sempre un po’ spontaneo fare il bilancio dell’anno che sta finendo per decidere, lista alla mano, i buoni propositi per quello in arrivo. Si inizia dalle piccole abitudini quotidiane, come dieta ferrea, palestra, impegno nello studio.. per poi puntare sui grandi argomenti di vita come “troverò l’anima gemella”, “starò solo con le persone che mi vogliono bene, le altre le cancello tutte da Facebook!”..insomma, tra previsioni astrologiche, riti scaramantici, tuffi al mare e countdown da brividi (quest’anno forse più per il freddo!).. siamo quindi tutti pronti ad accogliere questo 2019 nel migliore dei modi.. e se, come dice Ligabue, “il meglio deve ancora venire”, allora che sia questa la volta buona?!

Ma per favore…..non prendiamoci in giro….nella maggior parte dei casi la lista “dei desideri” rimane su carta o al massimo, per i più determinati, passa alla pratica..ma non sarà mai totale. In effetti a febbraio c’è il carnevale, S.Valentino ecc. insomma tutto il calendario sembra improntato alle tentazioni, come si fa ad essere ligi al dovere? Ma comunque, non ci abbattiamo, dopotutto basta il pensiero.. e se poi qualcosa non lo riusciamo a realizzare e portare avanti, pazienza, c’è sempre un altro anno che verrà.

Ma quali sono i buoni propositi che si scrivono più spesso? «Una volta forse, non molto tempo fa, si desideravano soldi e successo, ma la crisi ci ha aiutati a rifocalizzarci su valori diversi. Anche in questo scenario però la percezione, in generale, è di un bisogno auto-centrato in cui il mio benessere viene da qualcosa che riguarda me e non da me come parte di una comunità. Questo perché siamo animali sociali che hanno smarrito il senso di appartenenza e la percezione del valore del gruppo per il benessere del singolo. Dobbiamo riscoprire la condivisione nel piacere di sentirci vicini agli altri senza l’ansia del giudizio, con la autentica finalità di farci ascoltare e ascoltare le paure degli altri, prendercene cura, magari semplicemente ascoltando, senza la pretesa di una risposta alla soluzione magica.

Perché nella vita, in fondo, l’importante è continuare ad averceli dei sogni, e poco male se qualcuno rimarrà nel cassetto ancora per un po’..d’altronde come si dice, più grande è l’attesa maggiore sarà la soddisfazione!

Noi del giornale Il Popolo, vi auguriamo sinceramente di avere sempre un qualcosa per cui valga la pena lottare e di crederci sempre fino in fondo, proprio come noi abbiamo creduto e crediamo in questo piccolo progetto che portiamo avanti per tutti quelle persone che, nonostante i dubbi e le perplessità, credono nei valori, nella famiglia e nella grandezza di Dio, in un tempo in cui è facile rinunciare e andare allo sbando,  perché ci si aggrappa con forza ai sogni determinati perché non bisogna mollare mai!

Molti sognano in generale un futuro migliore: è lecito, anzi dobbiamo sempre puntare in alto e sperare in qualcosa di veramente grande che ci realizzi e ci faccia sentire bene. Potrebbe trattarsi anche di speranze semplici, ma è grande il significato che gli diamo e grande dovrà essere il progetto che metteremo in pratica per ottenerle con tutte le nostre forze.

È vero anche che non c’è molto da stare allegri,fra crisi,economia, disoccupazione, ingiustizia di ogni tipo, femminicidio e violenza negli stadi e fuori oltre a una burocrazia soffocante. Ma non dimentichiamo cosa rappresentiamo nel mondo, quel che sappiamo fare in ogni campo e la nostra storica capacità di superare ogni difficoltà.

Vice direttore del giornale IL POPOLO e Segretario Nazionale Sviluppo e Organizzazione della Democrazia Cristiana.

Nel discorso di insediamento nel gennaio del 1971, John Fitzgerald Kennedy disse: non chiedetemi cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese, era giusto allora per gli americani , è sacrosanto oggi per noi. Ma è anche vero che chi non fa nulla, non sbaglia.

Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori. Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state facendo qualcosa. Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi e il mio augurio per me stesso. Fate nuovi errori. Fate gloriosi, stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. Qualunque cosa abbiate paura di fare, fatela. Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre.  Un anno di ottimi risultati anche per il nostro giornale Il Popolo, tornato a dar voce alla storica Dc in versione on line, ma con la voglia di fare e di dare sempre di più anche nel nuovo anno a venire.

Vi auguro personalmente un buon 2019, a me si uniscono la redazione e il Direttore Angelo Sandri con l’auspicio che l’anno che verrà sia all’insegna di serenità e felicità per tutti voi lettori che siete sempre tanti a seguirci, dedichiamo i nostri sinceri Auguri con tutto il cuore, donandovi 12 mesi di felicita, 52 weekend di serenità, 365 giorni d’amore, 8.760 ore di fortuna, 525.600 minuti di successo, 31.536.000 secondi di amicizia.

Questo è il mio augurio e il mio pensiero. 

Buon 2019.

Buona Vita e Buona D.C. 

                                                                                                                                                 Vice Direttore 

                                                                                                                                                Antonio Gentile 

 

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luca cesari
5 anni fa

grazie Antonio per l’ottimo articolo letto e per spunti a me adatti.
rinnovo a te e a tutto il Gruppo i miei più cari auguri.
buona DC a tutti.
Luca