Lady Diana e il figlio Harry : “Talis mater, talis filius”.

Il "tale madre tale figlia" sembra essere un destino ineluttabile, una legge a cui il genere umano deve sottostare. Specialmente quello femminile, ma non ne sono affatto esenti gli uomini.

Nell’immaginario collettivo vi è una sorta di Barbamamma, morbida e serena, sempre pronta ad accogliere i suoi figli e ad affrontare con loro mille ostacoli e peripezie pur di tenerli al sicuro. Nella realtà, le cose sono diverse, a volte ci capita di dire : Tale è il padre, tale è il figlio, recita il detto latino. Ma può valere anche per madre e figlio.

L’ultimo esempio viene dal principe Harry: sì, proprio lui, lo scavezzacollo, quello che beve e fuma spinelli in discoteca (questo però per la verità lo fanno moltissimi ragazzi della sua età), quello che una volta si è vestito da nazista a un ballo in maschera (ma senza fare almeno una cazzata una volta, che gioventù sarebbe?), quello che ha chiamato “paki”, diminutivo razzista di pachistano, un suo commilitone nell’esercito (ma poi ha chiesto scusa e comunque erano amici per la pelle), quello che copiava i compiti a Eton (li copiavo anch’io, pur senza andare a Eton), quello che lascia la fidanzata o ne è lasciato tra storie di tradimenti e scappatelle (non è il solo a fare neanche questo), quello che però invece di fare soltanto la bella vita ha fatto anche il soldato sul serio, e ha insistito per andare a farlo in una guerra vera, in Afghanistan, dove comandava una pattuglia che faceva servizio lungo la linea del fuoco contro i Talebani, e adesso insiste per tornarci, perché, ha detto, “non avrei fatto l’accademia militare se avessi saputo che sarei stato trattato diversamente dagli altri cadetti”.

Harry, in un’intervista, una volta ha anche raccontato che non passa giorno senza che lui pensi a sua madre, la principessa Diana, e si è ripromesso di seguirne le orme. Anche lui andò in Mozambico a sminare campi minati con la stessa organizzazione di beneficenza, Halo Trust, per la quale si impegnò a lungo sua madre.

Il Times di Londra ha pubblicato in prima pagina le foto di Diana e Harry, vestiti allo stesso modo con il casco e il giubbotto protettivo. I dirigenti di Halo, organizzazione che ha scavato e portato via 1 milione e mezzo di mine nel mondo, hanno avuto solo parole di elogio per il comportamento del principe, che ha lavorato con loro per due giorni e ha giocato e parlato con bambini che hanno perso le gambe a causa delle mine. Harry dimostra sempre di più di avere il carattere della madre: estroverso, irriverente, spiritoso. Mentre suo fratello William, il primogenito, colui che diventerà re, somiglia ogni giorno di più al padre Carlo, specie ora che sta cominciando precocemente a perdere i capelli, Harry somiglia anche fisicamente ogni giorno di più a Diana. E’ facile cedere alla tentazione di giudicare la famiglia reale britannica secondo gli stereotipi: Carlo un brutto anatraccolo stravagante, Camilla una bruttina stagionata e ambiziosa, William il bravo ragazzo perfetto, Harry il diavoletto viziato, e così via, fino naturalmente a Elisabetta (fredda, arcigna, scostante). Ma se non fosse così? La realtà è spesso più complicata degli stereotipi.

“La realtà è spesso più complicata degli stereotipi”.
Altrochè se lo è! Infatti giudicare dalle apparenze è l’errore più frequente che siamo portati a fare.
Pirandello insegna: “ciascuno di noi si crede “uno” ma non è vero, è “tanti” secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi”. Vale anche per i reali, ci
mancherebbe. Sono esattamente fatti come noi, soltanto
con mille privilegi in più…..

di Antonio Gentile

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