LA TERZA ONDATA DEL COVID AGGREDISCE I PIU’ GIOVANI CHE FINISCONO IN OSPEDALE. URGE UN LOOK DOWN NAZIONALE BREVE PER UN FORTE PIANO DI VACCINAZIONI.

LA TERZA ONDATA DEL COVID AGGREDISCE I PIU’ GIOVANI CHE FINISCONO IN OSPEDALE. URGE UN LOOK DOWN NAZIONALE BREVE PER UN FORTE PIANO DI VACCINAZIONI.
Daniele De Vito (Roma)

A cura di Daniele De Vito (Roma) *

daniele.devito@dconline.info *

Vice-Segretario nazionale Vicario del Dipartimento Sanità ed Assistenza Sociale della Democrazia Cristiana italiana.

<LA TERZA ONDATA DEL COVID AGGREDISCE I PIU’ GIOVANI CHE FINISCONO IN OSPEDALE. URGE UN LOOK DOWN NAZIONALE BREVE PER UN FORTE PIANO DI VACCINAZIONI.>

Le varianti non solo sono più trasmissibili, ma anche più “aggressive” e ad essere colpiti sono soprattutto i più giovani. I ragazzi infatti, “risparmiati” dalla prima ondata di Covid-19, adesso vengono più colpiti dal virus ed hanno anche manifestazioni gravi. E così mentre prima normalmente non arrivavano in ospedale, ora cominciano ad arrivare e questo è un grande campanello d’allarme.

Io credo che in questo momento bisogna pensare a un lockdown nazionale per raffreddare, in maniera seria, per alcune settimane la circolazione del virus e per cominciare a fare una campagna vaccinale in una situazione diversa da quella attuale. Un lockdown nazionale breve, quindi, che sia propedeutico all’idea di avviare davvero una campagna vaccinale.

In ogni caso le chiusure sono indispensabili per rallentare la corsa del virus e per permettere di tornare al tracciamento di cui non si parla più. Ma è indispensabile per non arrivare ad esempio alla situazione del Piemonte dove “hanno dovuto chiudere gli ospedali ai pazienti non-Covid.

Credo che la comparsa delle varianti debba essere un elemento ulteriore di considerazione di intervento sulle misure di contenimento da mettere in atto, non può essere più considerato solo il numero dei casi e dei ricoveri. Il fatto che le varianti siano non solo più trasmissibili ma anche più aggressive è evidentemente un elemento di grande preoccupazione, perché modifica molto lo scenario epidemiologico e la capacità degli ospedali di rispondere a un eventuale incremento dei numeri”.

I dati dicono che dobbiamo aspettarci una salita ulteriore e questo evidentemente preoccupa, ed è effetto delle varianti che si modificano. Quindi, l’importanza della vaccinazione.

Dobbiamo essere impegnati tutti sulla vaccinazione. La nostra grande vera speranza è poter fare una vaccinazione di massa. La prospettiva di arrivare a 500/700mila vaccinazioni al giorno è possibile perché si può mettere in campo una macchina che può realizzare tutto questo.

Io vedo molto bene l’affidamento di questa organizzazione ai militari che hanno nella loro mentalità l’organizzazione di queste cose e credo che sia un buon sistema per arrivare a ciò che si deve fare.

Credo sia indispensabile allargarsi a tutte le ditte che preparano vaccini e dai dati scientifici, sono tutti ottimi vaccini. Anche con l’arrivo di altri vaccini, dello Sputnik – che sarà presto validato – ci saranno “più fornitori” e si potrà “avviare una campagna di vaccinazione di massa”.

Però sarebbe meglio proseguire per fasce d’età: “Io vedrei una campagna più per fasce d’età. Procederei molto più rapidamente sulle fasce d’età, cosa che rende più snello e facile l’arruolamento delle persone.
La politica deve ricominciare a pensare e proporre. Lo abbiamo fatto dal primo giorno e quello stiamo portando avanti è un lavoro enorme.

Abbiamo investito tante risorse nella costruzione di una squadra di persone preparate, motivate e di alto livello. Questo lavoro sta dando i suoi frutti. E questa la politica del buon senso !

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