LA SCELTA DI FRATEL BIAGIO

LA SCELTA  DI FRATEL  BIAGIO
Loredana Di Lorenzo (Roma)

A cura di Loredana Di Lorenzo (Tivoli, in provincia di Roma)

loredana.dilorenzo@dconline.info * cell. 320-2450359 *

< LA SCELTA CORAGGIOSA DI FRATEL BIAGIO CONTE >

Molto provato dalla sofferenza per come sta andando il mondo, Fratel Biagio Conte, Fondatore della missione “Speranza e carità” a Palermo, ci scrive:

<< Mi ritiro nella montagna in preghiera e in digiuno a pane e acqua .

Non posso più accettare una società che stravolge e manipola il Creato, gli uomini e le donne, che stravolge i valori, la morale, i costumi e le tradizioni. 

Per queste ingiustizie mi ritiro in una grotta  in preghiera e in digiuno a pane e acqua’.

Non possiamo acconsentire ed essere responsabili di questa ingiusta AMORALITA’ che offende e calpesta la vita umana, che offende e calpesta l’essere creature di Dio, che disprezza la parola del Signore e che fa di tutto per stravolgere il Vangelo e offendere  la Casa di Dio.

E’ veramente meglio rifugiarsi nel buon Dio, che confidare nell’essere umano e nei potenti. Solo il Signore potrà salvare questa umanità dalla violenza, dagli abusi, dalla promiscuità ingiusta e da tutti quegli abomini che continuamente si perpetrano e che si continuano ad attuare in tutto il pianeta Terra.

Lancio un grido disperato a tutta l’umanità, che si rispetti la giusta via, la verità e la vita che ci è stata donata. >>

Abbiamo  idealmente  rivolto a Fratel Biagio Conte alcune domande per comprendere meglio il  pensiero di un uomo di fede.

 

< La domanda è: si è liberi quando si ha tutto sotto controllo oppure quando si decide di rischiare per qualcosa in cui si crede realmente ? >

È inutile, non si può pensare che la fede  sia il lasciapassare per  una vita serena.

Anzi è esattamente al contrario, è il carburante, che da ti la spinta giusta ad intraprendere  un viaggio di gran carriera, a tratti anche rischioso, che  spesso

porta a sentirsi in balia degli eventi, o che chiede di operare scelte difficili.

< Cosa suggerisce il rapporto con Dio in questo specifico momento della Storia ? >

Avere Dio non ripara dai venti contrari della vita, ma da il coraggio di mettersi in cammino sapendo che il percorso è in sua compagnia.

Con lui tutto diventa  speciale, tutto fiorisce d’amore,  tutto profuma  di lui, tutto è così vero da non avere né di volere più di questo viaggio  il reale controllo.

La radicalità nel rapporto con Dio, non è eroismo, ma  la furbizia di non voler rovinare le cose.

Spesso quando (per non dire tutte le volte) siamo noi a prendere iniziativa di seguirlo, lo facciamo mossi da un’idea che molto spesso è troppo stretta per poterci fare entrare realmente Dio.

Allo stesso modo però quando è Dio a prendere l’iniziativa cerchiamo costantemente di temporeggiare, di accampare scuse ed hai voglia di dire “ma è la stessa cosa” io vivo la fede a modo mio, io prego quando mi sento,  io vado in chiesa quando non c’è nessuno tanto i protagonisti della storia siamo sempre Dio ed io, senza pensare che come ad un buon piatto se gli togli o cambi gli ingredienti o li mescoli senza il giusto dosaggio e gli opportuni tempi di cottura, spesso il risultato è un pastrocchio immangiabile.

 

 

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