LA FIGURA DI PAPA CLEMENTE XI – ALBANI (PRIMA PARTE)

LA FIGURA DI PAPA CLEMENTE XI – ALBANI (PRIMA PARTE)
Jacopo Dozio (Monza)

A cura di Rag. Jacopo Dozio (Vimercate/prov. di Monza e Brianza)

jacopo.dozio@dconline.info * cell. 331-4053606 *

Vice-Segretario Organizzativo nazionale della Democrazia Cristiana

Segreterio Nazionale della Democrazia Cristiana ( Udine)
Angelo Sandri (Udine)

Membro d’onore della Fondazione Internazionale “Papa Clemente XI – Albani”

e di Dott. Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/ prov. di Udine)

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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana

Membro del Senato Accademico della Fondazione Internazionale “Papa Clemente XI – Albani” 

< LA FIGURA DI PAPA CLEMENTE XI – ALBANI (PRIMA PARTE) >

In queste settimane il nostro giornale < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana ha avuto modo in più occasioni di ocuparsi della Fondazione Internazionale < Papa Clemente XI – Albani > presieduta dall’On. Zef Bushati (Tirana).

In molti ci hanno chiesto di voler approfondire la figura di Papa Clemente XI – Albani e con piacere ci industriamo nell’esaudire tale richiesta.

Incominciamo con il dire che Giovanni Francesco Albani (il futuro Papa Clemente XI) è nato il 23 luglio 1649 ad Urbino da Carlo Albani e Elena Mosca (entrambi nobili) e fu il primogenito della famiglia.

E’ mancato a Roma il 29 marzo 1721.

Ricorre dunque quest’anno il trecentesimo anniversario della sua scomparsa e naturalmente la Fondazione Internazionale < Papa Clemente XI – Albani > si sta alacremente impegnando per fare opportuna memoria di questa importante ricorrenza.

Ritornando a Francesco Luigi Albani, ricordiamo che gli Albani erano una nobile famiglia di origine albanese. Durante il pontificato di Urbano VIII (1623-1644) il nonno del futuro pontefice, Orazio, aveva ricoperto la carica di Senatore di Roma (all’epoca carica monocratica).

Suo padre era imparentato con il cardinale Gian Girolamo Albani. All’età di 11 anni Francesco Luigi fu condotto a Roma e fu iscritto al Collegio dei Gesuiti, dove si compì tutta la sua formazione.

Studiò il greco antico sotto la direzione del famoso grecista francese Pierre Poussines, che comprese e incoraggiò la sua predisposizione per le lingue classiche. Completò gli studi ginnasiali nell’anno 1660.

Dotato di un notevole talento per le lingue, imparò a tradurre dal latino e dal greco antico.

S’iscrisse all’Università e si laureò in Diritto. Ad Urbino conseguì il titolo di dottore (1668). Nel giro di pochi anni la sua fama portò Cristina di Svezia a volerlo nella sua Accademia, grazie alla ottima presentazione fattagli dal cardinale Decio Azzolino. Quest’ambiente letterario, molto colto, era frequentato da letterati, poeti, pittori e musicisti tra i più famosi del tempo

Grazie alla sua competenza e alla sua conoscenza dei meccanismi di governo della Chiesa, fu inoltre anche consigliere di papa Alessandro VIII (1689-1691) e di Innocenzo XII (1691-1700).

Divenne molto noto, all’interno della Curia romana, come uomo integerrimo e scevro da corruttele e nepotismo.

Alessandro VIII lo consultò prima di sancire l’annullamento delle decisioni dell’assemblea episcopale francese (Costituzione Apostolica “Inter Multiplices”, approvata il 4 agosto 1690).

Da parte sua, Innocenzo XII utilizzò i suoi consigli quando, immediatamente dopo l’elezione, dovette effettuare le nomine ai vertici dei dicasteri della Curia romana.

Essendo Giurista, scrisse il testo che fu approvato e promulgato da papa Innocenzo XII con la bolla “Romanum decet pontificem” (contenente la famosa condanna del nepotismo).

Nel 1700, richiesto di un parere da parte del Re di Spagna Carlo II (che non aveva figli propri), prima di rispondere si servì dei consigli di tre cardinali, tra cui l’Albani. Il re accolse il suggerimento papale e fece testamento in favore di Filippo d’Angiò, nipote del re di Francia Luigi XIV.

Fu ordinato sacerdotenel mese di settembre 1700.

Prese parte a due conclavi: quello del 1.691e quello del 1.700, che lo vide eletto Papa.

Giovanni Francesco Albani fu eletto Papa il 23 novembre 1700 ed assunse il nome di Clemente XI.

 

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