La disabilità ancora un grave problema irrisolto in una società ancora non civile !

La disabilità ancora un grave problema irrisolto in una società ancora non civile !

A cura di FRANCO CAPANNA (Teramo)

franco.capanna@dconline.info

Sindacalista – Giornalista – Scrittore

 

< La disabilità ancora un grave problema irrisolto in una società ancora non civile ! >

Cari lettori oggi parliamo di disabilità e problemi derivanti. Recentemente per una banale caduta inciampando su un gradino della mia cittadina, mi ritrovai per terra e non passando alcuno per aiuto, in ginocchio e dolorante mi trascinai verso la mia autovettura.
Credi che il riposo notturno porti via qualche dolore, ma ti sbagli e chiami il tuo medico che impone terapie: iniezioni al cortisone, creme antidolorifiche e tempi lunghi di ricupero.
La vita sconvolta!
Provi camminare con un bastone ma ti fa male la coscia esterna e sembri una marionetta mossa da fili e torni sconsolato a letto.
Hai bisogno degli altri così ridotto e la mente quasi impazzisce così inutile e incapace vivere.
Gli ostacoli che non permettono la completa mobilità delle persone con disabilità

Disabili discriminati: basta barriere, città inaccessibili. Basta barriere architettoniche che impediscono la completa mobilità delle persone con ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale.

Disabili discriminati basta barriere !

 

Una parte della  popolazione italiana, circa quattro milioni di cittadini, è formata da persone disabili che quotidianamente devono affrontare barriere fisiche e culturali che rendono complesse anche le azioni più semplici. Come ormai ben sappiamo la disabilità consiste nella condizione personale di colui che, a causa di menomazioni o minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali, congenite o acquisite, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale.

Ne consegue che il disabile è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane, e spesso si trova in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale; i disabili, come è noto, incontrano quotidianamente delle barriere attitudinali e ambientali, le quali possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di parità ed uguaglianza con gli altri individui.

Disabili discriminati basta barriere architettoniche: ostacoli per l’indipendenza

Con il termine barriere architettoniche si indicano tutti gli ostacoli (scale, porte strette, marciapiedi senza rampe) che non permettono la completa mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, temporaneamente o permanentemente.

Sono barriere anche gli ostacoli costituiti dall’ubicazione dell’abitazione, della sede di lavoro (c.d. barriere di localizzazione, che costringono a compiere a piedi lunghi percorsi), nonché con gli ostacoli che rendono scarsamente conoscibili l’ubicazione degli edifici di uso pubblico (c.d. barriere percettive). Il concetto di barriera quindi è molto ampio e comprende anche ad esempio le “attrezzature o componenti”, ovvero gli arredi e qualsiasi altro componente o attrezzatura indispensabile per la fruibilità degli ambienti.

La loro presenza può impedire, a quanti hanno difficoltà motorie o sensoriali, di uscire da casa, di andare a scuola o al lavoro, di stare con gli altri.

Le istituzioni devono eliminare gli ostacoli e le barriere all’accessibilità

Affinché le persone con disabilità possano vivere in maniera indipendente, nonché partecipare attivamente alla vita sociale, le istituzioni hanno l’onere di eliminare ostacoli e barriere all’accessibilità “fisica” dei disabili negli edifici, trasporti, scuole, strutture sanitarie, luoghi di lavoro e, in generale, di tutti i luoghi aperti al pubblico; inoltre, lo Stato deve mettere a disposizione delle persone con disabilità forme di aiuto e servizi di mediazione per agevolare le relazioni sociali, quali guide, animali addestrati, esperti nel linguaggio dei segni, nonché per rendere possibile l’apprendimento scolastico, attraverso efficaci misure di supporto individualizzato.

Se le barriere architettoniche (ossia gli elementi che impediscono o limitano o rendano difficoltosa la fruizione di spazi, edifici, strutture) rappresentano un limite alla tua libertà di movimento è possibile, non solo richiedere la rimozione dell’ ostacolo, ma anche un risarcimento del danno subito.

Infatti, la legge 67/2006 stabilisce che sussiste una discriminazionequando una persona disabile è trattata meno favorevolmente o non analogamente a quella non disabile e quando situazioni apparentemente neutre pongono la persona disabile in una condizione di svantaggio rispetto agli altri.

L’autore della discriminazione è tenuto non solo a rimuovere “l’ostacolo” ma anche a risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale alla persona a cui è stato negato o limitato il diritto.

Nonostante l’esistenza di leggi ben precise e di una campagna di sensibilizzazione in crescita (basti pensare ai servizi realizzati da Striscia la Notizia sui parcheggi per disabili occupati abusivamente), i casi di barriere architettoniche che impediscono la piena accessibilità e rispetto alle quali i cittadini disabili si sentono discriminati sono moltissimi.

Autore Franco Capanna

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11 mesi fa

Buongiorno ,prego non mandare a me scrivente i commenti ma postate qui e descrivete vs problemi pubblici che poi saranno inviati al governo.
Auguri a tutti.

Emanuela Pecorario
11 mesi fa
Reply to  Franco Capanna

Un bellissimo articolo, come sempre i Tuoi d’altronde, Franco Capanna, amico mio tra l’altro.
Non mi limito solo a leggerlo ovviamente, ma cercherò di entrare nel merito, anche perché ricordi lontani, ma sempre attuali per me, mi portano ad essere molto vicina alle problematiche dei disabili in genere.
Ho vissuto, dalla la mia fanciullezza, il grave problema di essere sorella di Laura Pecorario, affetta da meningite nel lontano 1945, colpita alla tenera età di 9 mesi Suoi.., e come ben si sa, solo nel 1947 , ci fu chi in America, scopri’ la poi famosissima Pennicellina e la esporto’ con grande plauso in tutto il Mondo, per i benefici che apporta ancor oggi a supporto e cura di tantissimi tipi di malattie, per la maggior parte dei casi, molto gravi…
Non è detto che tale importante e necessaria scoperta e la Sua lontana Storia, si debba conoscere ad ogni costo, ma lo diventa per chi però, l’ha vissuto sulla propria pelle tale “Problema”.., come ovviamente vale per i propri familiari, che “Supportano e Sopportano” con Amore, e per Amore, i flussi malefici che comporta vivere accanto ad una persona menomata intellettualmente e/o fisicamente.
Nel caso che mi interessa come detto, solo intellettualmente, ma non meno importante rispetto ad altre e tantissime tipologie sempre specifiche, ma non sempre è detto.
Si rimane scioccati per la vita anche Noi, Te lo assicuro caro Franco.
Solo chi lo passa ne conosce profondamente la grave entità e, tutto quel che ne concerne attorno.
Ancor oggi.., quello che si passa anche *Noi Sani*, non lo auguro neanche al peggior nemico.
Perché vedi Amico mio, le sempre problematiche di tutte queste persone affette da disabilità, più o meno gravi, non sono solo Loro a partirne.., ma con Loro, tutti quelli che gli sono attorno.
Tanto peggio quindi, e per tutti, se lo *Stato deficia per Assenza Totale o parziale*.
Quindi, e torno a dire, che bisogna preoccuparsi della Propria Società in Toto , e qui lo *dico*, anche Politicamente parlando , *sottolineo ed urlo* perché Necessario, essendo come detto, particolarmente sensibile a tutto quel che concerne lo STAR MALE e SUL SERIO..!!..
CON LA SALUTE NON SI SCHERZA MAI.., E NEANCHE CON QUELLO CHE NE DERIVA, che viaggia strisciando, MA STA SEMPRE VICINO ad INDIVIDUI MALATI.
Ti saluto ora caro Franco…, e TI ringrazio ancora per questo articolo tanto sensibile e, nel contempo pur non sapendolo, per avermi dato modo per esprimere il mio pensiero.

11 mesi fa

Purtroppo non vedo commenti a parte una gentile signora e nulla si risolve così .
Che peccato!
Chi come me al servizio degli svantaggiati vuole creare un miglioramento a barriere x disabili non può se non c’è partecipazione.