LA DIASPORA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

LA DIASPORA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

A cura di SERGIO MARTUSCELLI (Roma) * sergio.martuscelli@dconline.info * 393-8981186

< LA DIASPORA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA >

 Gli storici tendono ad identificare con il 27 marzo 1994 la fine della PRIMA REPUBBLICA, chiudendosi un eroico capitolo del nostro Paese e dando inizio ad una nuova fase della vita politica italiana.

I partiti che erano stati creati ed avevano iniziato ad operare nell’immediato dopoguerra hanno avuto il duro compito di ricostruire l’asset politico sociale del Paese dopo la seconda grande guerra mondiale.

Tra i partiti presenti ricorderemo la Democrazia Cristiana. il PCI,  il Partito Socialista , il Movimento Sociale Italiano ed altri ancora, i cui leader hanno un grandissimo ricordo ancora oggi.

Senza grosse difficoltà la Democrazia Cristiana era forza politica più grande e rappresentativa, conosciuta per la sua moderazione e capacità di mediazione politica nell’interesse generale ed ha guidato per oltre cinquant’anni i Governi che si sono susseguiti a reggere le sorti del nostro Paese.

La fine della Prima Repubblica crea un profondo vuoto nella politica italiana perché era difficile riconoscersi nei nuovi partiti .

Molti optarono per Forza Italia, un partito che proponeva di raccogliere anche le anime democristiane di centro destra, e altri nel Pd partito più di sinistra che raggruppava le anime di centro sinistra, mentre la vecchia guardia – transfuga in altre formazioni politiche minori –  mise mano (indebitamente) al capitale democristiano.

Sedi prestigiose come quella di palazzo Sturzo venne chiusa e venduta, così come quella prestigiosissima di piazza del Gesù, sede storica della Democrazia Cristiana, venne di fatto sottratta ai legittimi detentori defraudati della loro sede simbolo.

Inizio dunque una fase ciò che possiamo definire di diaspora ed a cui si è contrapposta quella che noi chiamiamo la < RESISTENZA DEMOCRISTIANA > !

Il termine, forse in questo caso un po’ esagerato ma la dà la netta sensazione di un popolo disperso in cerca di in identità, ma che comunque segnala tutta una serie di difficoltà dovute a varie ragioni che proveremo ad analizzare anche in questo articolo.

La presenza della DEMOCRAZIA CRISTIANA, tenuta inequivocabilmente in piedi da valorosi eroi di altri tempi, non è riuscita in questo periodo di Seconda Repubblica a coinvolgere le masse di un tempo.

Questo dipende anche alla evoluzione (negativa) della stessa politica italiana che cambiando le sue regole ha modificato (imbrogliando ?) le modalità di svolgimento, soprattutto sul piano elettorale, rendendo il tutto molto verticista, se non dittatoriale. 

Può sembrare una parola grossa, ma crediamo che sia sostanzialmente la verità !

Vi sono poi altre considerazioni da fare rispetto alla preparazione dei soggetti artefici – anche di primo piano – della vita politica italiana. O più in generale il concetto di  amore verso la politica stessa.

Nulla è perduto ovviamente, anche perché la fiammella democratica che scalda il cuore di molte persone ancora arde e fino a quando ci saranno loro lo scudo crociato sarà sempre alzato a protezione dei più deboli e delle categorie meno abbienti, come da sempre è stato fatto dal partito che fu di don Sturzo, De Gasperi e Aldo Moro.

Bisogna ritornare a crederci di più, bisogna amare il prossimo il più possibile e ritrovare quello spirito Cristiano che risiedeva in ogni buon democristiano e continuare a contrastare la diaspora, con questa azione di <RESISTENZA DEMOCRISTIANA> che sta cominciando a dare buoni frutti in ogni parte della nostra penisola. 

A cura di SERGIO MARTUSCELLI (Roma) * sergio.martuscelli@dconline.info * 393-8981186

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