La Democrazia Cristiana della provincia di Foggia propone una soluzione per l’emergenza rifiuti in Capitanata.

La Democrazia Cristiana della provincia di Foggia propone una soluzione per l’emergenza rifiuti in Capitanata.

A cura di Dott.ssa DORA CIRULLI (Roma) * dora.cirulli@dconline.info * 334-3614005 * Capo ufficio stampa nazionale della Democrazia Cristiana

Dott.ssa Dora Cirulli (Roma)

L’intera provincia di Foggia è ancora scossa dalla notizia della messa in liquidazione del Consorzio < SIA FG/4 >, consorzio di smaltimento di rifiuti del Basso Tavoliere.

Un tanto a causa di scelte scellerate del Presidente del Consorzio ed ex Sindaco della città di Cerignola (FG), con la prospettiva ora di mandare a casa e lasciare sul lastrico più di 200 famiglie.

E’ sotto gli occhi di tutti (e purtroppo ancor di più sotto i riflettori nazionali), il risultato di una politica miope ed attendista che – anziché mirare ad una efficace soluzione dei problemi – non ha fatto altro che portare al degrado il patrimonio di immagine e di terra di accoglienza che è il territorio foggiano.

Sono sotto gli occhi di tutti i cumuli di spazzatura, i sacchetti abbandonati e debordanti dai cassonetti maleodoranti, le montagnole di rifiuti spesso bruciate agli angoli delle strade da cittadini esasperati e non più disponibili a tollerare uno stato di così avanzato degrado.

Non può essere’ questa l’immagine della Capitanata, terra di bellezze naturali, di storia e cultura ed occorre rimboccarsi le maniche per trovare soluzioni concrete.

La Democrazia Cristiana della provincia di Foggia, di fronte a questo stato di cose veramente inaccettabile, ha inteso elaborare una proposta da sottoporre anche alle altre forze politiche del territorio per trovare una soluzione concreta ai tanti problemi sollevati da questa pericolosa vicenda.

Cav. Antonio Campaniello

Se ne fa interprete il Segretario politico regionale della Democrazia Cristiana Cav. Antonio Campaniello (Cerignola / FG).

<< Il mondo è pieno di buone esperienze – osserva Antonio Campaniello – nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti.

La risoluzione che andiamo a proporre è la valutazione dell’efficacia del trattamento di conversione idrotermica (Hydro Thermal Carbonization, HTC) per produrre un combustibile dal rifiuto organico umido.

Durante l’HTC, lo scarto dunque viene trasformato in un materiale solido, l’idrochar, che assume l’aspetto e le caratteristiche energetiche di un biocarbone.

L’idrochar può essere utilizzato in vari modi: come biocombustile (anche in forma di pellets), come substrato nutriente per le piante o come precursore per materiali avanzati (ad esempio per la produzione di carboni attivi per l’assorbimento di inquinanti nelle acque.

Tale processo viene svolto all’interno di un serbatoio chiuso, in condizioni di temperatura e pressione tali da mantenere l’acqua allo stato liquido.

Per rendere l’idea, il processo può essere visto come una “cottura” del rifiuto in acqua, in pentola a pressione ad alta prestazione, per tempi che vanno da pochi minuti a 8 ore.

Il grosso vantaggio di questa tecnologia è che può essere applicata a qualsiasi scarto organico umido (ad esempio potature e sfalci d’erba, deiezioni animali, scarti delle industrie alimentari, fanghi di depurazione etc.).

Oltre a essere un processo innovativo il quale viene promosso anche da varie Associazioni Ambientaliste, bisogna dare importanza a questa tecnologia nel poter risolvere contemporaneamente due problematiche ambientali molto sentite e discusse, sia a livello locale che mondiale.

La gestione efficiente dei rifiuti, in accordo con i concetti di “economia circolare” e “rifiuti zero” e la sempre più pressante necessità di distaccarsi dallo sfruttamento delle risorse fossili.

La tecnologia è in grado di ridurre la produzione di potenziali rifiuti, valorizzandoli in una filiera concentrata e, al contempo, generando dei prodotti rinnovabili destinati a ridurre lo sfruttamento di fonti fossili.

Riutilizzando la fase solida prodotta dal processo si ridurrebbero l’utilizzo di risorse fossili, sia se l’idrochar venisse utilizzato come biocombustibile, sia se l’idrochar venisse sfruttato come materiale avanzato nella produzione di carboni attivi o come substrato nutriente del terreno.

A differenza di altri processi di trattamento degli scarti organici, quali pirolisi, gassificazione o torrefazione, la tecnologia HTC consente di poter trattare direttamente lo scarto così com’è (umido), eliminando pertanto i costi di pretrattamento del rifiuto.

Infine, se paragonata ad altre tecnologie di trattamento (quali la digestione anaerobica e il compostaggio, che impiegano più di 20-30 giorni per concludersi), la conversione idrotermica consente il trattamento in poche ore.

Questa dunque la proposta della Democrazia Cristiana che permetterebbe anche di avere tariffe più basse nello smaltimento dei rifiuti; di salvaguardare i tanti posti di lavoro ora in pericolo ed evitando il pericolo di una vera emergenza sanitaria >>.

A cura di DORA CIRULLI (Roma) * dora.cirulli@dconline.info * 334-3614005 * Capo ufficio stampa nazionale della Democrazia Cristiana

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