IL CONFRONTO TRA ITALIA E SVIZZERA PUO’ FORNIRE UN UTILE TERMINE DI COMPARAZIONE !

IL CONFRONTO TRA ITALIA E SVIZZERA PUO’ FORNIRE UN UTILE TERMINE DI COMPARAZIONE !
Giordana Di Giacomo (Roma)

A cura di Giordana Di Giacomo (Roma)

giordana.digiacomo@dconline.info * cell. 

Segretario nazionale del Dipartimento Ambiente – Foreste – Fonti energetiche – Prevenzione calamità naturali della Democrazia  Cristiana

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< IL CONFRONTO TRA ITALIA E SVIZZERA PUO’ FORNIRE UN UTILE TERMINE DI COMPARAZIONE >.

Un confronto tra Italia e lo Stato confinante della Svizzera può essere utile quale termine di comparazione per poter acquisire utili prospettive di miglioramento.

La Svizzera è uno Stato federale composto da 26 cantoni, ossia Stati federali, ufficialmente definita come Confederazione Svizzera, si estende su un territorio di 41’285km2 nel cuore dell’Europa.

L’Italia è amministrativamente articolata in 20 Regioni – di cui alcune a statuto speciale, ufficialmente definita Repubblica Italiana, si estende su una superficie complessiva che ammonta a 302.073 chilometri quadrati.

LA SITUAZIONE ECONOMICA IN SVIZZERA (CH)

La Svizzera è uno dei Paesi economicamente più prosperi al mondo. Secondo i dati riportati dal Fondo Monetario Internazionale, infatti, il reddito pro-capite medio svizzero si aggira attorno a 86.600 dollari e la Svizzera risulta uno dei Paesi più ricchi d’Europa, con un potere d’acquisto fra i più alti al mondo.

La Svizzera offre un livello di benessere economico con pochi eguali in Europa.

L’economia italiana è momentaneamente scampata alla recessione, ma le sue prospettive a breve restano flebili.

Il reddito imponibile pro capite è 19.176€

Il MERCATO DEL LAVORO

La disoccupazione in Svizzera è tra le più basse d’Europa (2,4% a marzo 2022), e l’occupazione è in crescita costante.

In Italia il tasso di disoccupazione è stabile all’8,1%

COSTO DELLA VITA

Vivere in Svizzera può presentare dei problemi. Innanzitutto, il costo della vita è molto alto. Il prezzo degli alloggi è così elevato che la maggior parte delle persone che giungono in Svizzera in cerca di lavoro non può permettersi di acquistare una casa e molti ricorrono quindi all’affitto. Tuttavia anche i canoni di locazione sono relativamente elevati.

A titolo indicativo, il prezzo medio nazionale dell’affitto di un’abitazione si aggira attorno a 1.862 franchi svizzeri (circa 1.889 euro).

(più o meno come nella Capitali italiana.)

COME CERCARE LAVORO IN SVIZZERA

In Svizzera hanno siti web e servizi utili per iniziare la ricerca di un lavoro funzionanti sempre aggiornati oltre a fornire tutte le informazioni ufficiali sul mercato del lavoro,  divisi per Cantone di competenza.

COME TROVARE LAVORO IN ITALIA

In Italia ci sono innumerevoli siti web recruiting dove le aziende sono a caccia esclusivamente del candidato perfetto, che spesso preferisce trasferirsi all’estero. Le offerte di lavoro che durano mesi, continui a candidarti e non ti chiamano.

LAVORARE IN SVIZZERA COME STRANIERO

Le condizioni di soggiorno per lavorare in Svizzera come straniero dipendono dalla cittadinanza e dal motivo del soggiorno.

La 🇨🇭si oppone alla libera circolazione dei cittadini, e  teme il “turismo degli aiuti sociali”.

LAVORARE IN SVIZZERA COME FRONTALIERE

In Svizzera prima precari poi inseriti gli italiani sono circa 660 mila  tra essi un terzo ha la doppia cittadinanza, molti di loro sono frontalieri. Sono considerati frontalieri, i cittadini italiani che risiedono vicino al confine svizzero e che si recano in Svizzera per lavoro, rientrando al proprio domicilio in territorio italiano a fine giornata o almeno una volta a settimana. L’Italia ha siglato un nuovo accordo con la Confederazione Svizzera, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023, per ridefinire l’imposizione fiscale sui lavoratori frontalieri.

Il documento dà una nuova definizione dei lavoratori frontalieri, in base alla quale è considerato frontaliere il lavoratore che risiede entro 20 Km dalla frontiera con la Svizzera e, in linea di massima, rientra ogni giorno la proprio domicilio. L’accordo è in attesa di ratifica da parte del Parlamento italiano e di quello svizzero per entrare in vigore. Una volta ratificato diventeranno validi il nuovo regime di imposizione e la nuova definizione dello stato di frontaliere.

Con il nuovo accordo che dovrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2023, sulle doppie tasse tra Italia e Svizzera, si applicherà solo ai lavoratori assunti da quella data. La novità principale sarà l’aumento della tassazione.

Ma siamo sicuri i non poter dare un posto di lavoro ai nostri connazionali a casa loro, invece di elaborare piani strategici per la categoria dei frontalieri, si può elaborare un piano industriale  che permetta alle aziende di assumere personale, per di più con referenze svizzere.

Certo la storia si fa sempre più complicata con l’aumento delle utenze sopratutto per le aziende, scommettiamo che la svizzera ha già un piano strategico per far fronte anche a questa problematica che sta affossando l’economia mondiale.

Infatti le aziende svizzere al momento affrontano la sfida delle bollette diminuendo l’orario di lavoro e di conseguenza una riduzione dei consumi e non solo, hanno già attivato una iniziativa di risparmio energetico coinvolgendo imprese e famiglie, l’energia scarseggia? Non sprechiamola.

Per risolvere i problemi più importanti serve buon senso, avere una visione chiara del problema, per affrontarlo al meglio con calma e serenità, in parlamento si parla di buon senso come arma contro il risparmio energetico, come se lo dovessero risparmiare, diminuendo l’uso del forno o nel mangiare la pasta meno cotta, tutto questo è assurdo, semplicemente perché noi che usiamo da sempre il buon senso, comprendiamo semplicemente che i governanti o governatori  sono stati poco lungimiranti, non  sono stati all’altezza di prevenire il problema che grava sulle famiglie e le aziende, le stesse che hanno dato fiducia alle Istituzioni alla guida del Paese.

Oggi si usiamo tutto il buon senso possibile, per cambiare, per innovare il sistema Italia, perché no, allineandoci con il Sistema Svizzero, lo stesso che ha guidato e guida il Paese realmente  con buon senso.

 

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