La benedizione alle famiglie è davvero una grande gioia !

La benedizione alle famiglie è davvero una grande gioia !

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info *  cell. 347-2577651 *

 Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana

Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Componente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana

La benedizione alle famiglie è davvero una grande gioia !

Quando il Parroco durante le Sante Messe della Quaresima al termine legge le vie che nella settimana entrante saranno interessate dalla benedizione alle famiglie vuol dire che Pasqua, giorno di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, è ormai più che prossima.

La visita del Parroco alle famiglie è una bellissima  e antica tradizione che grazie ancora oggi in moltissimi paesi d’Italia viene praticata.

Andando ad aprire il baule dei ricordi dell’infanzia tornano in mente quei giorni in cui il Parroco con alcuni chierichetti al seguito passava famiglia per famiglia della parrocchia per benedire le abitazioni e i rispettivi abitanti.

Si aspettava con ansia e con gioia questo momento.

La casa brillava davvero: “arriva il Parroco a portarci l’acqua benedetta”  questa era la frase  ricorrente di portone in portone, era una vera festa !

Lo si attendeva  sul portone per accompagnarlo nella propria abitazione. Ricordi bellissimi.

Poi la preghiera con tutta la famiglia, l’aspersione dell’acqua benedetta , il ricordino della vista e l’offerta.

Grazie a Dio per chi scrive non sono solo ricordi ma realtà.

Nella mia Parrocchia ancora oggi, ogni anno durante il periodo quaresimale, il Parroco  cura con dedizione e fede questa straordinaria pratica della benedizione alle famiglie.

E’ una gioia ricevere la visita ma ancor di più quell’acqua benedetta che protegge la famiglia che abita la casa e la vita quotidiana che che si vive in casa.

Si acquista ulteriore serenità per affrontare le difficoltà inevitabili che la vita ci pone davanti.

La benedizione alla famiglia è una grazia per tutti , è un momento bellissimo : ci ricorda che la primavera è alle porte ( anche se quest’anno l’inverno non c’è stato) , che il cambio dell’orario è altrettanto imminente.

E’ un appuntamento di particolare rilievo sia per la vita religiosa di ciascuno di noi, sia altrettanto per  la nostra quotidianità.

Sono momenti, sono gesti, sono tradizioni forti che dobbiamo continuare a tramandare per non perdere la nostra identità.

Anche i democratici cristiani sono chiamati ad essere parte attiva nel recuperare e valorizzare questo importante momento di formazione e di testimonianza.

Qualcuno pensa sia una tradizione sorpassata, una “consuetudine fuori tempo” ma noi non siamo di questo avviso.

Si tratta di una benedizione che va annualmente rinnovata – nel tempo favorevole quaresimale – e che ci interpella come una risposta al mandato di Cristo Risorto.

Chi ha potuto (o voluto) leggere l’enciclica di Papa Francesco “Evangelii Gaudiumsul tema della “Chiesa in uscita” ho potuto notare come il Papa ci stimola a sentirci < inviati > e < portatori della gioia > al mondo ferito dalla propria storia.

Una gioia è davvero gioia solo quando va generosamente condivisa come testimonianza.

E quella della Pasqua, dopo la risurrezione, è “una gioia fuori l’ordinario”, una gioia coinvolgente che i primi discepoli non hanno potuto trattenere “egoisticamente” in loro, soprattutto dopo la grande disperazione e il vuoto lasciato nei loro cuori dalla passione e morte di Gesù.

Ricordiamo che, Gesù stesso, per proclamare il lieto annuncio del regno di Dio, lascia la sua abitazione di Nazaret.

Egli non ha più una sua casa, se non le case delle persone che lo accolgono liberamente e desiderosamente (Lc 9,58).

Gesù non s’impone a nessuno. La sua è una “missione-proposta”.

Ma non attende che le persone vengano a trovarlo: è lui che va loro incontro. Cosi non disdegna neppure l’invito di gente disprezzata e malfamata ( tipo Levi …  ) che gli preparò un grande banchetto nella sua casa.

Il Santo Padre Papa Francesco.

Addirittura Gesù si autoinvita nella casa del pubblicano Zaccheo: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5).

Purtroppo, si nota che, agli occhi dei farisei, Gesù è stato sempre disapprovato entrando nella casa della gente giudicata pagana (Lc 19,7).

Anche oggi i “benpensanti” disapprovano la consuetudine della visita pastorale di Pasqua (la benedizione delle famiglie), ma l’iniziativa di Gesù dà senso a tali gesti come quello di portare l’acqua benedetta nelle case e nelle famiglie.

Sono gesti che sono fecondi di frutti di salvezza: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza” (Lc 19,9).

Per questo e, solo per questo, Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare la lieta novella di casa in casa.

In qualunque casa entriate, beneditela dicendo: “Pace a questa casa”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi (Lc 10, 5-6).

 

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