JOHNNY DEPP PARTE SECONDA E RIFLESSIONE SUL DEGRADO

 

È in questa condizione esistenziale che molti giovani e adulti si confrontano oggi con il futuro.

PREFAZIONE

Riconoscersi come uomini e donne vulnerabili,con in cuore fatto di cristallo e l’anima segnata da crepe profonde,significa infatti liberarsi dall’orgoglio e dalla vanità che spesso alimentano in noi un’eccessiva sicurezza e un falso senso di autosufficienza.

Gli avvocati di Johnny Depp puntano a mettere in luce le discrepanze tra ciò che è stato raccontato in aula con quello che è accaduto nella realtà.

In tribunale

Benjamin Chew, che ha tenuto l’arringa finale, ha sottolineato come in questi mesi non ci sia stata nessuna donna che abbia denunciato comportamenti

violenti di Depp nei suoi confronti, né prima né dopo il matrimonio con la Heard: “Questo è un MeToo senza MeToo” ha sentenziato il legale, a cui si è accodata anche Camille Vasquez, la quale sostiene che il vero obiettivo di Amber Heard sia sempre stato quello di rovinare il suo ex marito. I due avvocati hanno poi sostenuto che in questi mesi sono state portate prove con le quali hanno smentito, passo dopo passo, tutte le accuse mosse dall’attrice, mettendo in evidenza come invece sia stato l’attore ad essere stato vittima di abusi emotivi e violenze: dal dito mozzato alle feci sul letto, ai piani orchestrati dalla Heard per screditarlo.

Anche le deposizioni in aula, secondo il team a sostegno di Depp, non erano altro che delle performance.

La sentenza è prevista per la prossima settimana, quando verosimilmente dopo la pausa di sabato e domenica, i giurati potrebbero aver preso la loro decisione in merito alla veridicità di quanto affermato da una delle due parti in causa. L’accusa di diffamazione parte da Johnny Depp nei confronti della ex moglie per una cifra di 50 milioni di dollari, davanti alla quale l’attrice ha risposto citandolo in giudizio e chiedendo 100 milioni di dollari.

  L’umanità ha perso il suo senso di umanità, coinvolta nelle superficialità e scossa dai valori fondamentali per essa, come la stessa dignità umana. La sindrome dell’arroganza arrogante e autosufficiente di pochi è spalancata, mascherata in modo vile di fronte a tutti. Vi sono chiari segni di abbandono umano, che in molte situazioni politiche, economiche e sociali non è solo un errore, ma palesemente irresponsabile che si traduce in un accumulo ignobile di concentrazione di ricchezza, esclusione e morte delle persone più sofferenti. In diversi luoghi, le manifestazioni di razzismo, xenofobia e pregiudizi discriminatori di ogni tipo sono diventate spaventose.

Io scrivente a Roma in San Pietro

L’umanità soffre soprattutto di una palese negligenza nei confronti della vita, in tutti i sensi, specialmente nel modo in cui viene trattata la “madre terra”. È il degrado, al limite della depravazione, che minaccia e porta via gli sforzi giganteschi e le conquiste dell’umanità, dopo molte costruzioni di civiltà.
Il momento in cui viviamo oggi in Brasile, in particolare, ci fa ritornare, più che mai, al triste retaggio che pesa sul passato di una società schiava, elitaria ed esclusiva, che non è ancora riuscita a fare pace con se stessa e molto meno è riuscito a maturare in un vero spirito repubblicano e pratica della democrazia.

Scritto da Franco Capanna

 

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