Jacques Maritain e il Concilio Vaticano II.

Jacques Maritain e il Concilio Vaticano II.
Fernando Ciarrocchi

A cura Dott Fernando Ciarrocchi (Ascoli Piceno)

< Jacques Maritain e il Concilio Vaticano II >

Jacques Maritain è stato sul serio, nel vero senso della parola, un grande  protagonista “intra atque extra Ecclesiam”.

Una domanda, per dirla alla Lubrano, sorge spontanea: come può essere che Maritain, nato nella terra dell’illuminismo, è diventato il filosofo cristiano per eccellenza del secolo scorso?

Jacques Maritain

La risposta si desume da alcuni suoi dati biografici.

Maritain nasce in Francia nel 1882. Compiuti i suoi studi liceali e universitari, questi ultimi alla Sorbona di Parigi, nel 1904 incontra pensatori cristiani quali Charles Peguy, L. Bloy e Bergson e nel 1905 abbandona il protestantesimo di famiglia e si converte al cristianesimo.

Inizia da questo anno i suoi studi e le sue pubblicazioni ispirate al cristianesimo tanto da dedicargli tutta la sua attività di ricerca e di studioso.

Don Italo Mancini

Il Prof. Don Italo Mancini, oltre ad essere uno dei maritainiani marchigiani della prima ora,  è stato un autorevole docente di filosofia teoretica, presso l’Università degli Studi di Urbino.

Nei suoi innumerevoli studi scrisse  “Maritain è senz’altro un grande filoso cristiano ma non possiamo certo considerarlo intraecclesiale”.

S.E. Mons. Pietro Parolin

Sua Eminenza, il Cardinale Pietro Parolin, attuale Segretario di Stato Vaticano, a proposito di Maritain ha affermato “Jacques Maritain è un grande filosofo cristiano importante per la Chiesa e la società perché ha fornito gli strumenti epistemologici ed etici per affrontare i grandi problemi del novecento nel confronto con la modernità”.

Nel 1946 Maritain viene nominato Ambasciatore della Repubblica Francese presso il Vaticano dove instaura cordiali rapporti di amicizia con mons. Giovanni Battista Montini, che allora era Sostituto alla Segreteria di Stato Vaticano.

Papa San Paolo VI

In tale contesto il filosofo francese diventa uno dei maggiori protagonisti culturali del mondo cattolico, tanto da essere fortemente impegnato nel favorire e sostenere il rinnovamento della Chiesa rivendicando l’autonomia temporale.

La Chiesa iniziava a muovere i primi passi sulla via del rinnovamento, comunque richiesto dai nuovi tempi, avviato con la Dottrina Sociale che nella famosa enciclica “Rerum novarum” del 1891 di Papa Leone XIII trova la massima sintesi ed esplicazione.

Papa Leone XIII

E’ l’enciclica sociale per eccellenza tanto da essere sviluppata, approfondita , studiata  di decennio in decennio per tutta la prima metà del novecento.

Proprio da essa prendono spunto i successivi e significativi documenti del Magistero ecclesiale tra i quali citiamo: l’enciclica “Quadragesimo anno” di Papa  Pio XI;  la “Mater et Magistra“ di Papa Giovanni XXIII , con cui la Chiesa apriva i tempi moderni del pluralismo, della democrazia, della persona e dei diritti umani.

Questioni cui Maritain si era già aperto a partire dagli anni trenta.

L’aver anticipato tematiche di tal genere con lungimiranza illuminata trova espressione nell’opera maxima del pensiero maritainiano ”Umanesimo integrale “ del 1936  che Papa Montini volle e fece tradurre in italiano.

Papa San Giovanni XXIII

Gli anni sessanta sono segnati dal Concilio Vaticano II di conseguenza da due Papi: quello che lo apre e quello che chiude il Concilio con due encicliche emblematiche che hanno fatto la storia della Chiesa . Sono “La Pacem in terris” di Papa Giovanni XXII e la “Ecclesiam Suam” di Papa Paolo VI, dedicate rispettivamente alla pace e al dialogo che saranno al centro del Concilio Vaticano II che poi andò oltre Maritain configurando la Chiesa nel mondo con l’emanazione della Costituzione apostolica “Gaudium e d spes”.

San Paolo VI con Aldo Moro

Idem dicasi per il magistero sociale di Paolo VI che nella sua enciclica “Populorum progressio” cita esplicitamente l’umanesimo integrale di Jacques Maritain, da cui trae spunto per un umanesimo planetario che dischiude nuovi orizzonti inaugurando così un secondo filone della dottrina sociale della Chiesa.

San Giovanni Paolo II con Padre Bartolomeo Sorge

Tanto che la “Populorum progressiosarà prima celebrata dalla enciclica “Sollecitudo resi socialis” di  Papa Giovanni Palo II e dopo dalla “Caritas in veritate” di Papa Benedetto XVI.

Il cammino di questo importante rinnovamento della Chiesa proseguirà poi con l’enciclica “Laudati sì” di Papa Francesco che di fatto ha inaugurato il terzo filone della Dottrina Sociale della Chiesa incentrato sull’ecologia integrale, vera emergenza tra le emergenze di questo terza millennio che stiamo attualmente vivendo.

 

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