IV DOMENICA DI QUARESIMA-DOMENICA LAETARE (“RALLEGRATI”)

IV DOMENICA DI QUARESIMA-DOMENICA LAETARE (“RALLEGRATI”)
Anna Beneduce (Salerno)

A cura di Anna Beneduce (Salerno) *

anna.beneduce@dconline.info * Cell. 340-5838171

Segretario provinciale per i Rapporti con il mondo ecclesiale e del volontariato della Democrazia Cristiana della provincia di Salerno

< IV DOMENICA DI QUARESIMA: LA DOMENICA “LAETARE” OSSIA “RALLEGRATI” ! >

La quarta Domenica di Quaresima è indicata con il termine latino “laetare” ossia “rallegrati”. Come si potrà facilmente notare, in questa Domenica il colore liturgico dei paramenti che vengono usati dal sacerdote durante la liturgia, è <rosa>, a differenza dal resto della Quaresima dove si usa il colore <viola>.

Dalla < Rete mondiale di preghiera > abbiamo desunto alcuni approfondimenti al riguardo.

<< Perché dunque parliamo della domenica “laetare” ossia avente l’invito a rallegrarsi ?

Il motivo è il grande amore di Dio verso l’umanità !

Anche quando la situazione sembra disperata, Dio interviene, offrendo all’uomo la salvezza e la gioia.

«Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza» (antifona d’ingresso).

Dio, infatti, non se ne sta in disparte, ma entra nella storia dell’umanità, si “immischia” nella nostra vita, entra, per animarla con la sua grazia e salvarla.

Può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine per il domani, dalla paura della malattia e della morte, ma questo non deve spaventarci.

E’ bene conoscere i propri limiti, le proprie fragilità, dobbiamo conoscerle, ma non per disperarci, ma per offrirle al Signore” (papa Francesco).

Lui ci aiuta, ci prende per mano, e mai ci lascia da soli ! Dio è con noi ed è per questo che in questa domenica (e sempre) ci “rallegriamo”.

“Rallegrati, Gerusalemme”, ci dice la liturgia, perché Dio è con noi. La nostra gioia è avere accanto un Dio ricco di misericordia, che ci tiene a noi.

E’ vero ci sono limiti, tristezze, debolezze, ma il nostro alleato è un “prode valoroso” (Ger. 20,11). E se Dio è con noi non dobbiamo certo avere paura. >>

E quando ci sentiamo angosciati od anche un po’ depressi guardiamo in alto e ricordiamoci di quello che disse Gesù a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito” !

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