ING. ENRICO MIGLIARDI (DEMOCRAZIA CRISTIANA-ROMA): RIFLESSIONI SU “POLITICA E MORALE”

ING. ENRICO MIGLIARDI (DEMOCRAZIA CRISTIANA-ROMA): RIFLESSIONI SU “POLITICA E MORALE”

A cura di Ing. ENRICO MIGLIARDI (Roma Capitale)

enrico.migliardi@dconline.info * cell. 389-8304452 *

Portavoce della Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana

Segretario nazionale del Dipartimento Lavori Pubblici ed Infrastrutture della Democrazia Cristiana     

Componente della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< ING. ENRICO MIGLIARDI (DEMOCRAZIA CRISTIANA-ROMA): RIFLESSIONI SU “POLITICA E MORALE” >         

Di concerto con il Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana Dott. Angelo Sandri (Udine * cell. 342-1876463) proseguiamo il nostro viaggio tra i principi deontologici che devono animare l’impegno politico di un cristiano nello svolgimento delle sue attività nell’ambito del sociale ed a servizio del Bene Comune.

In questa < seconda puntata > del nostro viaggio affrontiamo quest’oggi gli aspetti legati al tema: < Politica e Morale >

  • Il “dover essere della politica”.

La politica cristiana, al di là della scienza e della tecnica politica, esige il rispetto di quei principi morali che indicano non l’essere, ma il “dover essere” morale della politica.

  • Politica e bene comune.

Fine supremo della politica è primariamente il bene comune, cioè quel bene della comunità che, considerato nel suo complesso organico, trascende i beni particolari. La politica offre un mezzo essenziale per la difesa pubblica dei diritti della persona nella sfera dello Stato.

  • Fini e mezzi della politica.

Contro ogni forma di macchiavellismo, la politica cristiana esige che siano leciti non solo i fini, ma anche i mezzi poiché il fine, anche se lecito, non giustifica i mezzi illeciti per raggiungerlo.

  • Conoscenza e responsabilità politica.

L’esperienza politica è necessaria per assicurare la competenza e la tecnica politica, ma non è sufficiente a dirigere l’azione politica la quale deve essere disciplinata anzitutto dalla coscienza del dovere politico e dalla responsabilità morale, non meno impegnativa della responsabilità politica.

Della responsabilità politica e morale il politico deve rendere conto alla società ed accettarne le conseguenze.

  • Morale politica intesa come scienza ed arte.

La morale politica è scienza del bene e del male nell’operare politico ed è pure arte che mira a promuovere il bene politico ed a combattere il male politico.

  • Virtù politiche e virtù morali.

Nella politica cristiana sono intimamente legate le virtù politiche alle virtù morali (onestà, correttezza, lealtà, disinteresse, equità, coraggio, fedeltà alle idee, fraternità con i colleghi, testimonianza della verità, etc.).

All’operatore politico è richiesta la “buona reputazione” di cui trattano Codici e leggi stabilendo sanzioni contro le offese alla “buona reputazione”.

  • Valori inscindibili.

La politica cristiana respinge ogni separatismo, non solo tra morale privata e morale pubblica, ma anche fra morale e politica in quanto considera questi valori come distinti, ma non come separati.

Si impone, inoltre, l’integrazione dei doveri morali, giuridici e politici tra loro e con quelli cristiani.

  • Morale cristiana, politica materialista e politica laica.

Il cristiano riconosce la specifica natura etica della politica cristiana, incompatibile, sia con la politica dell’ateismo materialista, il quale è dichiaratamente anticristiano in quanto negatore dei valori cristiani, sia con la politica del laicismo il quale, quando non è anticristiano, si dichiara anticristo in quanto sostenitore della indifferenza di fronte ai valori cristiani.

La politica cristiana non accetta né l’antitesi tra morale e politica, né quella separazione laica tra morale e politica che si oppone alla “intrusione” della morale nella politica in nome dell’ “intrusione” della politica nella morale.

La Repubblica Italiana non è stata definita “laica” dalla Costituzione, a differenza, per esempio dalla Repubblica Francese che, nel testo costituzionale, è espressamente dichiarata “laique”.

  • Morale cristiana e morale corrente.

La “morale corrente”, di cui talora tratta il laicismo, non è necessariamente la morale cristiana.

E’ ugualmente doveroso rispettare la morale che è normalmente espressa dalla coscienza e dall’azione della generalità degli uomini in un determinato momento storico e che influisce su un determinato ordinamento politico.

  • Morale professionale ed attività politica.

L’attività politica, in rapporto all’esercizio di incarichi pubblici, può assumere carattere di professionalità, non esclusiva perché normalmente coesiste con altra professione preesistente che viene sostituita o sospesa, né permanente perché l’attività professionale del politico cessa normalmente con la fine di un mandato, o di un incarico politico.

Anche se non è né esclusiva, né permanente, la professione politica deve rispettare la morale professionale per tutto ciò che riguarda la coscienza e la responsabilità professionale e per tutto ciò che concerne il rispetto dei doveri morali e politici, analoghi a quelli di altre professioni (doveri di programmare, di eseguire, di controllare, etc.).

 

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