IMMIGRAZIONE: TANTO POPULISMO, NESSUN FATTO CONCRETO ! (parte prima)

IMMIGRAZIONE: TANTO POPULISMO, NESSUN FATTO CONCRETO ! (parte prima)

A cura di Goffredo di Buglione * www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

< IMMIGRAZIONE: TANTO POPULISMO, NESSUN FATTO CONCRETO ! >

< Goffredo di Buglione è stato un cavaliere franco e uno dei comandanti della prima crociata. Dopo il riuscito assedio di Gerusalemme, Goffredo divenne il primo sovrano del nuovo Stato Crociato, il Regno di Gerusalemme ma, secondo la leggenda rifiutò il titolo di Re in quanto credeva che l’unico vero Re di Gerusalemme fosse Cristo. Lo pseudonimo scelto è per ribadire il profondo credo religioso, la speranza di riunificazione del Centro e , sotto un’unica bandiera, essere tra i promotori di un’Europa unita al raggiungimento di obiettivi comuni, secondo i canoni dei padri fondatori,  nonostante le differenze di “credo”>.

Uno dei problemi principali, attuali e maggiormente trattati dai media è quello dell’immigrazione, ma solo perché ci riguarda da vicino e in maniera particolare. Si sentono tante parole, rimedi, ma nessuna soluzione. Sarà forse perché pochi sanno quale sia veramente il problema?

L’immigrazione non è una novità: possiamo dire che, spostarsi per esplorare alternative alla quotidianità, per cercare terre più fertili e ricche, per avere prospettive di un futuro migliore per se e per i suoi discendenti, sta nella natura umana, l’uomo l’ha sempre fatto sin dalla sua presenza su questo pianeta.

Oltre a ciò ci sono sempre state cause oggettive ovvero non imputabili alla curiosità di esplorazione del mondo circostante, ma determinate da necessità reali, quali guerre, carestie, epidemie e cambiamenti climatici.

Gli stress socio-politici e ambientali sono rimasti inalterati nei secoli e costituiscono il motivo principale di emigrazione da un posto all’altro del globo, specie se la terra di origine, lo Stato di appartenenza, non agisce per trovare soluzioni a tali problematiche,magari aiutato dalla comunità internazionale più evoluta.

È ovvio che i movimenti migratori non hanno tutti le stesse caratteristiche.

Si può muovere un’intera popolazione, magari anche temporaneamente, dalla propria terra d’origine per motivi legati a particolari eventi naturali: un terremoto particolarmente distruttivo, una forte eruzione vulcanica, un’inondazione epocale che sommerge un atollo piuttosto che la fascia costiera della terraferma o prolungate condizioni di siccità e/o gelo che rendono difficoltosa la sopravvivenza in quei posti.

Poi ci sono emigrazioni legate a fatti bellici, magari particolarmente cruenti o quelle legate alle persecuzioni di carattere religioso o politico.

Infine ci sono flussi legati alla ricerca di un impiego o della possibilità di migliorare le proprie condizioni socio-economiche.

Ora, mentre nei due primi casi abbiamo flussi di una certa rilevanza, in quest’ultimo, ossia la ricerca del lavoro, gli spostamenti sono più contingentati e, raramente, di gruppi numerosi senza soluzione di continuità, eccezion fatta al termine di un conflitto duraturo e cruento, quando c’è una nazione da ricostruire e le condizioni di alcune parti del territorio possono essere particolarmente depresse. È stato questo il caso, ad esempio che ha interessato anche gli italiani dopo la fine dei due conflitti mondiali.

Tutte le popolazioni, quindi nel corso della storia, sono stati sia attori passivi che attivi di tali spostamenti.

Ma i Paesi diciamo “ospitanti” hanno avuto sempre un atteggiamento ostile nei confronti dei “pacifici” invasori in quanto costituivano un elemento di “disturbo” nell’equilibrio raggiunto nella società, un problema ulteriore che si aggiungeva a quelli già esistenti.

Queste regole, nel tempo, sono diventate sempre più assistenziali e selettive, proprio per evitare disordini all’interno di ogni nazione ospitante.

Ovviamente anche qui il fattore economico gioca un ruolo primario che sovrasta motivazioni suggestive religiose o di umanità.

( FINE PARTE PRIMA )

 

A cura di Goffredo di Buglione  * www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

< IMMIGRAZIONE: TANTO POPULISMO, NESSUN FATTO CONCRETO ! >

< Goffredo di Buglione è stato un cavaliere franco e uno dei comandanti della prima crociata. Dopo il riuscito assedio di Gerusalemme, Goffredo divenne il primo sovrano del nuovo Stato Crociato, il Regno di Gerusalemme ma, secondo la leggenda rifiutò il titolo di Re in quanto credeva che l’unico vero Re di Gerusalemme fosse Cristo. Lo pseudonimo scelto è per ribadire il profondo credo religioso, la speranza di riunificazione del Centro e , sotto un’unica bandiera, essere tra i promotori di un’Europa unita al raggiungimento di obiettivi comuni, secondo i canoni dei padri fondatori,  nonostante le differenze di “credo”>.