IMMIGRAZIONE ED ORDINE PUBBLICO: L’URGENZA DI UNA RISPOSTA EFFICACE !

IMMIGRAZIONE ED ORDINE PUBBLICO: L’URGENZA DI UNA RISPOSTA EFFICACE !
Giacinto Cimolai (Pordenone)

A cura di ALBERTO CIMOLAI (Pordenone)

Imprenditore e fondatore dell’Associazione < Comunità etica >

< IMMIGRAZIONE ED ORDINE PUBBLICO: L’URGENZA DI UNA RISPOSTA EFFICACE ! >

 < PRIMA PARTE >

Gli episodi di violenza da parte di extracomunitari accaduti recentemente a Milano, nei quali un agente è stato aggredito ed accoltellato ed una pattuglia è stata costretta a sparare per fermare l’aggressore, pongono nuovamente in risalto il tema della gestione dei flussi migratori.

Chi abita nelle grandi città, sa da tempo che spostarsi di notte può essere pericoloso, ma oggi lo è anche di giorno.

È sufficiente passare davanti alla Stazione centrale di Milano per rendersi conto del problema: decine di migranti di ogni colore la popolano, c’è chi dorme per terra, chi chiede l’elemosina, chi vende qualsiasi cosa ovviamente “senza scontrino”, chi spaccia e chi ne fa uso.

Polizia alla Stazione Centrale di Milano

Non a Scampia o altra località similare ma davanti alla Stazione Centrale di Milano, la capitale economica del Paese.

E tutto ciò avviene sotto gli occhi dell’esercito, della Polizia e degli addetti alla sicurezza.

Ma andiamo per ordine !

La Legge e le Sanzioni

  • La mancata emissione dello scontrino elettronico comporta una sanzione minima di 500 euro, a cui può aggiungersi la sanzione accessoria legata alla sospensione della licenza o dell’esercizio dell’attività per un periodo compreso tra tre giorni ed un mese.
  • Chiedere l’elemosina in forma molesta spesso adducendo problematiche inesistenti significa “accattonaggio”. L’articolo 669 del nostro codice penale recita: “salvo che il fatto costituisca più grave reato chiunque esercita l’accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà è punito con la pena dell’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da euro 3.000 a 6.000.”
  • Lo spaccio di droghe è punito da 2 a 6 anni di reclusione per le droghe leggere e da 8 a 20 anni per quelle pesanti.
  • Lo straniero entrato in modo irregolare in Italia dovrebbe essere espulso a meno che non debba essere trattenuto in uno dei centri per l’immigrazione per accertarne l’identità.

Non c’è bisogno quindi di nuove leggi per risolvere un problema ogni giorno più grave: le leggi ci sono a condizione che vengano applicate.

Viene da chiedersi quindi per quale motivo le leggi non vengano applicate.

Innanzitutto, questo non è un problema creato dalla sinistra o dalla destra, chiunque si sia succeduto al governo del paese non è andato oltre le promesse, perché i fenomeni migratori presentano radici molto lontane, hanno molteplici implicazioni ed è sostanzialmente mancata una visione programmatica per il futuro, perché oramai da tempo la politica si occupa della gestione del quotidiano.

Una prima ragione di quello che sta accadendo sta sicuramente nella carenza di personale tra le forze dell’ordine, nella mancanza di coordinamento tra le stesse e di strumenti adeguati ad impedire e gestire i reati che vengono costantemente compiuti. Basta guardare la foto qui accanto, è emblematica.

Davanti la stazione centrale di Milano il mezzo utilizzato dai militari dell’esercito italiano ha bisogno di un catino per raccogliere l’olio che fuoriesce dal motore.

Mandiamo mezzi militari e soldi in Ucraina e noi non siamo in grado di fare la manutenzione ai nostri mezzi.

C’è però un altro fronte sul quale è doveroso soffermarsi: l’inefficienza e i danni causati dalla burocrazia.

Facciamo qualche esempio.

Un immigrato che entri clandestinamente nel nostro paese dovrebbe essere espulso se non ha i requisiti che gli permettano di ottenere un permesso di soggiorno.

Deputati a verificare l’esistenza dei requisiti sono gli uffici immigrazione presso le Questure.

Se pensiamo che oggi le Questure non sono nemmeno in grado di rilasciare un passaporto ad un cittadino italiano ed in alcune province i tempi superano i 12 mesi, ci rendiamo immediatamente conto, di cosa possa accadere ad un immigrato che voglia regolarizzare la propria permanenza sul territorio nazionale.

Dall’altra parte ci sono le varie associazioni e/o organizzazioni che dicono di offrire assistenza ai migranti, spesso lasciandoli in mezzo al guado dopo aver chiesto lauti compensi.

Un richiedente protezione internazionale, che arriva nel nostro paese, dovrebbe manifestare la sua volontà al momento dell’arrivo in Italia presso la Polizia di Frontiera o presso la Questura (ufficio Immigrazione di Polizia) più vicina.

Di lì a qualche settimana il richiedente asilo dovrebbe essere convocato per istruire la pratica e per il rilascio di un Permesso di Soggiorno (per richiesta Asilo).

< FINE DELLA PRIMA PARTE >

 

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