Il Villaggio Contadino di Coldiretti a Roma: un’occasione per riflettere sullo stato dell’agricoltura italiana

Il Villaggio Contadino di Coldiretti a Roma: un’occasione per riflettere sullo stato dell’agricoltura italiana

di DORA CIRULLI – ROMA * www.ilpopolo.news *

Grande successo del “Villaggio Contadino” organizzato a Roma da Coldiretti nell’ultimo week end: migliaia di agricoltori, allevatori e pastori sono infatti scesi in campo al Circo Massimo per allestire una sorta di “Arca di Noè” dell’agricoltura italiana, dove i visitatori hanno potuto vivere e riscoprire profumi e sapori tipici di ogni parte d’Italia.

E’ stata costruita – sottolinea la Coldiretti – la più grande fattoria mai realizzata in una città con le razze più curiose che popolano le stalle e le campagne italiane, dalla capra valdostana al maiale nero dei Monti Lepini fino all’asino dell’Amiata, dove è stato possibile  scoprire i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati” che assicurano all’Italia il primato nella biodiversità alimentare, dai fagioli del Purgatorio di Gradoli alla patata Cojonaria del Friuli. L’evento ha visto la presenza del Vicepremier Matteo Salvini, del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, del  Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del Sindaco Virginia Raggi e del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Su 80mila metri quadrati di campagna i visitatori hanno potuto passeggiare tra le aziende agricole ed i loro prodotti, salire sui trattori, sedersi a tavola con gli agrichef, montare in sella ad asini e cavalli, ammirare gli uccelli per imparare l’antica arte del falconiere, visitare la stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, o entrare nella capanna dei pastori e nelle fattorie didattiche con attività dedicate ai più piccoli.

L’evento è stato un’occasione per riflettere sulle allarmanti problematiche del settore primario in Italia, come per esempio la scomparsa della “vecchia fattoria” in Italia, dove sono scomparsi 1,7 milioni tra mucche, maiali, pecore e capre negli ultimi dieci anni, un addio che ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori. Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – ha sottolineato la Coldiretti – rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. L’allevamento italiano è poi un importante comparto economico che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35 per cento dell’intera agricoltura nazionale, con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale dove sono circa 800mila le persone al lavoro. “Per questo quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni” ha ricordato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

 

L’allarme è esteso anche al settore ortofrutticolo: sempre Coldiretti ha ricordato che in Italia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta. Proprio per questo motivo sono stati lanciati i “Sigilli” di Campagna Amica, ovvero sono la piu’ grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia che può essere sostenuta direttamente dai cittadini nei mercati a chilometri zero degli agricoltori e nelle fattorie lungo tutta la Penisola. I “Sigilli” di Campagna Amica sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica,

 

Secondo gli studi del settore infatti in Italia nel secolo scorso  si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa, ma la perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo, dagli ortaggi ai cereali, dagli ulivi fino ai vigneti. Un pericolo – secondo la Coldiretti – per i produttori e i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare del Paese.

 

 

Un pensiero infine anche alle zone colpite dal terremoto del 2016, dove -ha sottolineato sempre Coldiretti- è ancora lontano il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i ritardi della ricostruzione. Il risultato è un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola. Precisamente, In difficoltà ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Numerose le iniziative a sostegno delle realtà produttive presenti nelle zone terremotate, tra cui-ha ricordato Roberto Moncalvo, la con la consegna gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo, senza alcun contributo pubblico. Sempre la Coldiretti assieme all’Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari ha consegnato mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi. Da segnalare anche le iniziative “adotta una mucca”, per dare ospitalità ad almeno 2000 pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle, e “dona un ballone” di fieno per garantire l’alimentazione del bestiame o la riscoperta dell’antica tradizione agropastorale della “paradura” con la quale i pastori sardi della Coldiretti hanno donato mille pecore ai loro colleghi umbri colpiti dalle scosse per risollevarne le sorti. In segno di riconoscenza le agnelle nate da queste pecore sono state appena restituite ad alcuni pastori sardi che hanno perso il proprio gregge.