IL TECNOPOLO DEL MEDITERRANEO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

IL TECNOPOLO DEL MEDITERRANEO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
A cura Avv. NICOLA RUSSO (Taranto) * Presidente Movimento “Taranto futura”
Avv. Nicola Russo (Taranto)

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<IL TECNOPOLO DEL MEDITERRANEO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE>

Sì è tenuto nei giorni scorsi a Taranto, presso l’ Istituto di scuola superiore “Antonio Pacinotti“, ubicato in Via Lago Trasimeno , un interessante convegno in ordine all’insediamento nella Provincia di Taranto da parte dell’Istituto di ricerche “Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile”.
La sede dell’Istituto “Antonio Pacinotti” in Via Lago Trasimeno a Taranto

Antonio Pacinotti (giusto per la cronaca) è stato una scienziato italiano di Pisa (1841/1912) a cui – tra l’altro – si deeve l’invenzione della dinamo.

La decisione di avviare la creazione del “Tecnopolo del Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile” con sede a Taranto è stata assunta nell’anno 2018, con il finanziamento nel triennio 2019/20121 di tutta una serie di attività correlate a questa importante iniziativa.
Lo scienziato italiano Antonio Pacinotti (1842-1912) all’opera nel suo laboratorio.

Naturalmente, in questa sede è fors’anche superfluo sottolineare ciò che già conosciamo l’importanza della discussione sulle energie alternative (fotovoltaico, eolico, mondo ondoso e via dicendo).

Così come è fose anche superfluo sottolineare l’inutilità della discussione in merito alla collocazione dello spazio-porto nel territorio, dato che, a mio avviso, la questione dello sviluppo sostenibile (e quindi delle energie rinnovabili), va vista inevitabilmente in relazione al benessere, inteso come obiettivo di crescita integrale di ogni persona  (e non solo) di poche persone.
Parliamo di benessere e non solo ricchezza materiale !
Se al posto della produzione di ricchezza viene posto il benessere complessivo delle persone, tutto cambia. A cominciare dagli stili di vita e dai diversi valori di riferimento, ma anche dal punto di vista ambientale energetico.
E per raggiungere tale traguardo occorre senza dubbio uno sforzo congiunto di capitale e lavoro, industria e scienza, tecnologia e finanza, in uno con il quadro di riferimento di nuovi valori umani basati sul ” beneficio congiunto”.
Si tratta di attuare una nuova sfida educativa, un nuovo “Welfare” del sociale, in cui il consumo non dev’essere più considerato in una dimensione esclusivamente individuale, ma aperta alla sfera collettiva delle relazioni intersoggettive.
Il nuovo impegno educativo, quindi, deve accompagnarsi ad un adeguato orientamento nelle scelte del consumo, il quale deve inevitabilmente valorizzare l’esistenza e il benessere di ogni persona.
E allora, senza usare grandi parole: quale occasione migliore sarebbe per il nascente Istituto di ricerca “Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile” nel pensare ad un progetto locale di un < Cogeneratore > per portare acqua calda nelle tubature delle case dei tarantini, se proprio deve esistere un termovalorizzatore nel territorio ?
Quale occasione migliore far capire che il limite di velocità posto sulle strade serve non solo alla sicurezza delle persone, ma anche per risparmiare energia?
Parliamo dunque del cosiddetto “consumo responsabile”.
Una velocità di 90 km/h , anziché di 120 Km/, fa risparmiare circa il 50% di benzina. Con il conseguente riconoscimento dell’accumulo dei punti della ‘Mucca Carolina”,  con benefici indiretti) e non, di contro – ora come ora – con l’ipotesi della perdita dei punti sulla patente.
Quale occasione migliore è ricordare agli utenti che la frenata di un’auto ibrida determina l’accumulo di energia, facendo girare l’alternatore caricando, quindi, le batterie?
Il Vice-Segretario politico naz.le della Democrazia Cristiana Rag.ra Clara Funiciello (Taranto)

Una cosa è certa: il consumo sostenibile non può prescindere dalla formazione e dall’etica.

Dodicimila anni fa l’uomo cacciatore-raccoglitore aveva bisogno dell’equivalente energetico di 1 o 2 schiavi. Da quel momento in poi, sino alle soglie della rivoluzione industriale, l’uomo agricoltore aveva una domanda di energia pari a quella generata da 4 schiavi, soddisfatta in particolar modo ricorrendo agli animali. Oggi, il cittadino dei Paesi sviluppati ha bisogno di usare energia equivalente a quella di 55 schiavi di una volta.
Una domanda insostenibile, anche ricorrendo agli automatismi energetici del caso. È imprescindibile: la nuova domanda di energia deve passare inevitabilmente dalla crescita basata sul risparmio.
Dobbiamo comportarci come quando si va al supermercato: prendi tre spendendo due. Si tratta di cambiare, quindi, la gerarchia dei valori verso i citati “benefici congiunti.

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