IL RICORDO DELLA FIGURA DI SAN LORENZO MARTIRE CRUDELMENTE ARSO VIVO IN EPOCA ROMANA A CAUSA DELLE FEROCI PERSECUZIONI AI CRISTIANI DECISE DALL’IMPERATORE VALERIANO (ANNO 258)

IL RICORDO DELLA FIGURA DI SAN LORENZO MARTIRE CRUDELMENTE ARSO VIVO IN EPOCA ROMANA A CAUSA DELLE FEROCI PERSECUZIONI AI CRISTIANI DECISE DALL’IMPERATORE VALERIANO (ANNO 258)
A cura di Alessandro Dianda (Lucca)
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Presidente nazionale del Dipartimento < Sviluppo – Comunicazione – Marketing > della Democrazia Cristiana italiana
Segretario Organizzativo regionale della Democrazia Cristiana della Regione Toscana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana.

< IL RICORDO DELLA FIGURA DI SAN LORENZO MARTIRE CRUDELMENTE ARSO VIVO IN EPOCA ROMANA A CAUSA DELLE FEROCI PERSECUZIONI AI CRISTIANI DECISE DALL’IMPERATORE VALERIANO (ANNO 258) >.

Abbiamo recentemente celebrato (il 10 agosto) la ricorrenza di San Lorenzo martire, che sicuramente non va ricordato soltanto per le stelle cadenti.
Facciamo dunque memoria della figura di questo Santo.
San Lorenzo, nato forse il 31 dicembre 225, e morto a Roma, il 10 agosto 258, è stato uno dei sette diaconi di Roma, dove venne martirizzato nell’anno 258 durante la terribile persecuzione voluta dall’imperatore romano Valeriano (già dal precedente anno 257).
San Lorenzo martire

Le notizie sulla vita di san Lorenzo, che pure gode di una notevole devozione popolare, sono piuttosto scarse.

Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona
Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II.
Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma,
Al principio dell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte. L’editto fu eseguito immediatamente a Roma, al tempo in cui Daciano era prefetto dell’Urbe.
Sorpreso mentre celebrava l’Eucaristia nelle catacombe di Pretestato, papa Sisto II fu ucciso il 6 agosto insieme a quattro dei suoi diaconi, tra i quali Innocenzo; quattro giorni dopo, il 10 agosto, fu la volta di Lorenzo.
È considerato patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro.
San Lorenzo è il patrono della città di Grosseto e della città di Tivoli (in provincia di Roma); della città di Sant’Agata, di Battiati (in provincia di Catania), della città di Aidone (in provincia) di Enna (dove si venera anche una sua reliquia) e uno dei tre patroni della città di Perugia; della città di Alba (in provincia di Cuneo), nonché compatrono di Viterbo.
La Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma

Il Duomo di Genova è intitolato a San Lorenzo, benché egli non sia annoverato tra i quattro santi patroni della città.

Molto nota anche la Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, nell’omonimo e centralissimo quartiere della Capitale (dove – annotazione importante per il popolo democristiano – erano ubicati gli uffici dell’On. Giulio Andreotti).
La notte di San Lorenzo (10 agosto), è tradizionalmente associata al passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi, fenomeno popolarmente ed erroneamente chiamato stelle cadenti, ma anche denominato poeticamente “lacrime di San Lorenzo”, considerato evocativo dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato.
In effetti, in questi giorni, l’atmosfera terrestre è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.
Celebre la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta lo sciame meteorico come “lacrime celesti”. La poesia è intitolata appunto < X agosto >, dal giorno dedicato al santo .
<< San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla… >>
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