Il mio spirito dissenziente: Meloni e Fornero a confronto (similis cum similibus ?)…

Il mio spirito dissenziente: Meloni e Fornero a confronto (similis cum similibus ?)…
Dott. Vincenzo Cesareo (Cosenza)

A cura di Dott. Vincenzo Cesareo (Cosenza)

vincenzo.cesareo@dconline.info * cell. 335-6290847 *

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana.

< Il mio spirito dissenziente: Meloni e Fornero a confronto (similis cum similibus ?)… >

Questo Governo è riuscito a stupirmi più di altri !

Capisco che i programmi elettorali, una volta eletti ed insediati al potere, possano scontrarsi con un contesto che obbliga a modifiche o temporeggiamenti, ma “cappottarli” di sana pianta mi pare francamente poco dignitoso ed onesto.

Il prezzo dei carburanti, benzina e gasolio: il Governo decide di riattivare tutte le tasse sospese che vi gravano (accise) facendolo schizzare, ancora una volta, verso quote insostenibili per i comuni mortali ovvero i meno abbienti ed il c.d. ceto medio.

Ovviamente malumore del popolo ed il Governo cerca inizialmente di addossarne la responsabilità alla speculazione…dei distributori che poveretti non saranno dei santi ma certo non hanno un pozzo di petrolio in giardino né una raffineria in garage.

Al fine la (il) Presidente del Consiglio decide di metterci la faccia (ammirevole per questo) e in TV dichiara come la decisione di riattivare tutte le accise sui carburanti risponde ad un principio di “giustizia sociale”, insomma non gli pare giusto che i ricchi paghino la benzina allo stesso prezzo (basso) dei poveri, quindi prezzi alti per tutti.

Certo, aggiunge, le categorie deboli godranno di “bonus” che però a ben guardare nei vari decreti futuri, a fronte dei 10 miliardi di euro che lo stato incasserà in più, stanzierà poche centinaia di milioni per poche categorie di bisognosi con futuri e di dubbia efficacia bonus benzina.

Ora a parte questa nuova concezione della giustizia sociale che evidentemente consiste nel far “piangere indistintamente ricchi e poveri” la Signora del Governo dimentica che a parte quei disgraziati che usano la macchina per andare al lavoro e quell’altra ben peggiore categoria di inquinatori seriali che pretendono di portare in gita la famiglia la domenica, il 90% delle merci in Italia gira su gomma, per cui gli aumenti del carburante incidono pesantemente su grandi categorie di lavoratori ed aziende e quindi soprattutto sui consumatori, se aumenti il gasolio aumenta anche il pane e la verdura, cosi chè i poveri piangono due volte dal benzinaio e quando fanno la spesa.

Ma, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende: ci chiediamo visto che in contemporanea è stata approvata la proroga del decreto che autorizza il Governo a fornire armi all’Ucraina per tutto il 2023 e che l’America ci ha chiesto di inviare armi più moderne e tecnologicamente sofisticate (sistemi missilistici anti aerea ) non è che la necessità di far cassa con questi miliardi dipenderà da questa maggiore spesa?

L’attuale Premier Giorgia Meloni

Non lo sapremo mai perché, alla faccia della trasparenza, la quantità ed il tipo di armi che inviamo sono secretate.

Non è un segreto però che anche con un Governo di centro destra, o meglio conservatore (fino ad ora ha conservato solo la guerra) saremo ancora in guerra contro la Russia per tutto quest’anno.

Val la pena aggiungere, giusto in tema di giustizia sociale, quella della Meloni però, che dal ritorno delle accise il governo ricaverà circa 10 miliardi, combinazione proprio la cifra che dovrebbe pagare, ma non paga e nessuno la sollecita, allo Stato l’ENI come tassa sugli extra profitti.

Combinazione? Certo che no, solo la legittima ma discutibile scelta della nuova Meloni Atlantista-Liberista, i “mercati” non vanno turbati, come nella vicenda del Pos per i commercianti, certo che è ingiusto che le banche incassino commissioni per ogni transazione, dice, ma il governo non può e non deve intervenire su aziende private.

L’ex Ministro Fornero

Questa nuova interpretazione della giustizia sociale credo meriti un approfondimento.

E’ da dire però, comunque, che ogni analisi o programma economico futuro che prescinde dal dissociarsi dall’insensata e autolesionistica guerra degli USA contro la Russia è destinato al fallimento, alla faccia della pretesa “giustizia sociale”.

Prevedo da parte dei fedeli della nostra Presidente le solite critiche: sei diventato piddino, bisogna avere pazienza e dagli tempo, cosa preferivi i governi di prima, meglio questo che gli altri… mah per ora non è né meglio né peggio.

Riscontro invece almeno una piccola differenza di stile: quando la Fornero stangava i pensionati addirittura piangeva; quando la Meloni stanga automobilisti, camionisti e commercianti almeno… non piange.

 

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Enrico Migliardi
1 anno fa

Carissimi Amici ed Amiche,
l’auto le sionistica ed insensata guerra degli U.S.A. contro la Russia per l’egemonia mondiale è una balla grande quanto il cucco. I Presidenti degli U.S.A. sono costretti a far promuovere aree di belligeranza, in genere indirettamente, altre volte attraverso la CIA, perché sono eletti attraverso gli ingenti finanziamenti degli Industriali delle armi e perché sottoscrivono con essi “patti segreti” che li vincolano.
Nel caso dell’Italia che, dalla fine della guerra è occupata militarmente dagli U.S.A. e dalla NATO, attraverso le loro basi militari, la situazione è compromessa per due motivi dominanti:
1.- le lobby delle armi U.S.A. finanziano i Parlamentari Europei perché emettano leggi e regolamenti che impegnino tutti i Paesi Europei, Italia inclusa;
2.- forzano la volontà del Governo italiano attraverso l’occupazione che di fatto, ancora detengono in Italia con le centinaia di basi militari e di sedi civili.
Pur tuttavia l’Italia, pur essendo stato uno stato sottomesso agli U.S.A. perché ha perso la guerra, ha una grande leva in mano: la tecnologia bellica avanzatissima. Cosa significa questo ? Significa che se gli U.S.A. vogliono, attraverso l’Europa e direttamente ottenere che l’Italia fornisca la tecnologia bellica avanzata di cui detiene i brevetti per aiutare, oggi l’Ucraina, domani un’altra Nazione, deve pagarla lei (gli U.S.A.) e non pretendere che la paghi il Popolo italiano che già paga più del necessario, in armamenti tradizionali.
Passando quindi a disquisire sul prezzo del carburante e delle accise che il Governo italiano ha dovuto ristabilire per far fronte alle richieste delle lobby americane delle armi, attraverso i dictat dell’Europa (i famosi 10 miliardi di euro), la DC si deve battere contro questa restaurazione delle accise e, nel proprio programma elettorale deve chiarire con forza che le eliminerà “per legge” e non ne metterà mai più nessuna per alcun motivo o ragione.
Peraltro questi 10 miliardi che l’attuale Governo è stato costretto ad imporre agli italiani, secondo un mio modesto parere, o dovrebbe essere abolito, o, se mantenuto, dovrebbe essere ridistribuito totalmente agli italiani che ne hanno bisogno, dividendoli per fasce di povertà più, o meno accentuata, insomma alla “Robin Hood”, con la differenza di togliere a tutti gli automobilisti e dare ai poveri.
In merito alle armi in Ucraina, se l’ … Europa (leggi U.S.A.) li pretende anche dall’Italia, allora che li paghi lei è non il Popolo italiano che ha, da sempre, avuto e cercato di essere amico di tutti e di non volere la guerra, se non per riprendersi l’Istria, Nizza e la Savoia, oltre alla cima del monte bianco, ma questa è un’altra storia.
Per quanto sopra detto:
1.- le accise sui carburanti vanno eliminate completamente;
2.- l’alta tecnologia militare italiana, se deve essere messa a disposizione di chi che sia, deve essere pagata da chi ne ha interesse.
Questo deve essere un punto fermo ed imprescindibile del programma elettorale della DC.
Con Amicizia Democristiana,
Ing. Enrico Migliardi

Carlos Salvadori
1 anno fa

Ing. Enrico Migliardi: La ringrazio per la sua proposta, ma non mi sembra che sia semplice e meno possibile che l’ Italia (comme i altri paesi della NATO), possono uscire di questo tipo di confronto “strategico – geopolítico” . Direi che risulta un pò più complessa la realtà e non semplice di trovare il giusto equilibrio.