IL DIRITTO AL LAVORO ED ALLA SALUTE – ( PARTE PRIMA )

IL DIRITTO AL LAVORO ED ALLA SALUTE – ( PARTE PRIMA )

A cura di Giordana Di Giacomo (Roma)

giordana.digiacomo@dconline.info * cell. 333-9033937 *

< IL DIRITTO AL LAVORO ED ALLA SALUTE > – (Parte prima)

Il lavoro, dovrebbe essere “il diritto” che ogni essere umano ha per esprimere la sua creatività,  nonché la sua partecipazione e collaborazione, alla vita sociale a favore del progresso della società.

L’Articolo 4 della Costituzione Italiana dice a chiare lettere che

< Va riconosciuto a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società >.

Si parla molto di sicurezza sul lavoro e delle relative condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, in parte sono migliorate, anche se, ogni giorno si registrano infortuni gravissimi, quindi è un dato di fatto che sul posto di lavoro, ci si può “fare male”, ci si può ammalare e si può anche morire.

Il  tema lavoro visto in un’ottica all’altezza del progresso che è  in essere, come gli esperti suggeriscono, deve comprendere alcuni aspetti fondamentali come quelli di una buona alimentazione, l’attività sportiva quotidiana, l’integrazione di vitamine e sali minerali,  oggi pubblicizzati a raffica sui media, visto che la qualità della vita è  migliorata e si può vivere facilmente più a lungo.

È  arrivato il momento di essere più concreti, di mettere al primo posto gli aspetti ritenuti realmente fondamentali per vivere al meglio, e più a lungo senza tralasciare nulla.

La maggior parte delle ore della giornata vengono trascorse sul posto di lavoro, a prescindere dal settore e dalle mansioni svolte; la maggior parte delle persone non riescono a vivere in salute, perché svolgono un lavoro diverso dalle proprie aspettative, come per esempio  i laureati che non trovano un occupazione  e si trovano costretti, pur di lavorare, a dover  accettare un posto di ragioniere in un supermercato, altri  controvoglia si trasferiscono all’estero, lontano da affetti e dalle proprie radici, non tutti affrontano serenamente queste “forzature”, c’è chi si ammala o cade in depressione.

Per non parlare poi delle “anime” tristi, coloro che hanno perduto il posto di lavoro,  a causa della crisi globale,  quindi i vuoti da colmare sono facilmente individuabili.

I nostri giovani studiano e fanno sacrifici, riuscendo a fatica a guardare al futuro con serenità, sia per la mancanza di opportunità professionali, sia per la preoccupazione di non riuscire ne a raggiungere una stabilità economica, ne tanto meno e prendere la pensione in futuro.

Adeguarsi ad un posto di lavoro diverso dalle aspettative  maturate durante il corso di studio,  con orari lunghissimi, turni di notte, e ravvicinati a quelli del giorno, in ambienti poco sicuri e spesso gradevoli, con luci a neon che fanno male alla vista, e aggiungiamo un aspetto che non viene considerato, che invece risulta motivo di gravi patologie e che fa male alla salute della persona e la mancanza di esposizione luce solare Naturale, indispensabile alla attività salutare fisiologica, vitale, che spesso viene a mancare.

Oltretutto i posti di lavoro privati, scarseggiano sempre di più è in qualsiasi settore, ci si deve accontentare di ciò che si riesce a trovare, ma sta di fatto che,  un lavoro non scelto in base alle capacità e alle aspettative, può innescare l’abbassamento delle difese  immunitarie, e creare problemi psicologici, in particolare modo alle persone di costituzione fragile.

I campanelli di allarme possono essere: la comparsa di mal di testa, problemi circolatori, sovrappeso, vene varicose, obesità, gambe stanche, allergie alimentari, intossicazioni, si diventa più esposti alle infezioni e infiammazioni, si diventa terreno fertile per virus e bacteri.

Causate da un’alimentazione frettolosa e scorretta, dovuta al poco tempo a disposizione che richiede invece un’assunzione del cibo corretta, ma sopratutto per la spesa eccessiva che richiede un pasto completo consumato fuori casa quotidianamente.

Diverso è lo scenario che si presenta per i dipendenti pubblici, coloro i quali hanno un posto di lavoro “sicuro”, con tredici o quattordici mensilità, permessi, ferie, malattia retribuiti, più tempo a disposizione per organizzarsi e stabilità economica.

Per loro lo stress da “disarmonia fisica” è di gran lunga inferiore, la certezza di un lavoro sicuro, di per se diventa  una sorta di terapia riequilibrante, condita di sicurezza, armonia, serenità, che sono i migliori ingredienti per la salute ed il benessere, del corpo, della mente e delle emozioni.

(fine prima parte)

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Giordana Di Giacomo – NATUROPATA

D.B.N. & D.O.S. * (Discipline Bio Naturali – Discipline Olistiche per la Salute)

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