IL COSTANTE E DECENNALE IMPEGNO DELL’UNIVERSITA’ ISFOA NEL CAMPO DELLA FORMAZIONE !

IL COSTANTE E DECENNALE IMPEGNO DELL’UNIVERSITA’ ISFOA NEL CAMPO DELLA FORMAZIONE !
Nicola Zuin (Venezia)

A cura di Dott. Nicola Zuin (Mestre/Venezia)

nicola.zuin@dconline.info * cell. 335-7198871 *

Vice-Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana

Direttore Editoriale de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

e di Dott. Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/UD)

segreteria.nazionale@dconline.info * Cell. 342-1876463

Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana 

Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< IL COSTANTE E DECENNALE IMPEGNO DELL’UNIVERSITA’ ISFOA NEL CAMPO DELLA FORMAZIONE ! >

Abbiamo avuto modo nei giorni scorsi di occuparci – sulle colonne di questo stesso giornale < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana – di ISFOA, prestigiosa università telematica svizzera, protagonista nel mondo della formazione, in particolare digitale, e che da molti anni opera concretamente e con successo in questo delicato ed importante settore.

Ce ne siamo occupati – giornalisticamente parlando – in occasione dell’inserimento del Dott. Nicola Zuin (di Venezia) nel Senato Accademico di questa importante Istituzione Universitaria avendo così modo di fare al neo-Senatore le nostre congratulazioni e gli auguri di Buon lavoro, anche a nome dell’intera redazione del nostro giornale.

Al di là della notizia che ci sembrava doveroso richiamare e commentare vorremmo ora entrare maggiormente nel merito dell’argomento FORMAZIONE che ci sembra – anche dal punto di vista del nostro partito della Democrazia Cristiana – un argomento che va affrontato ed approfondito con massima attenzione in quanto è un punto nevralgico per lo sviluppo della futura classe dirigente che sarà chiamata a reggere le sorti del nostro Paese.

Allo stato attuale infatti risulta esserci veramente una lontananza tra la situazione esistente ed il bisogno crescente di formazione, il che è dovuto anche alla velocità e alla complessità di cambiamento del mondo che ci circonda.

Alcuni dei componenti del Senato Accademico di Isfoa

Di conseguenza è assolutamente necessario e davvero fondamentale poter costruire un ponte –  per il 2023 e per i lustri a venire – tra la situazione in essere e questa esigenza di formazione che non può essere disconosciuta.

Ed il ponte non può che essere digitale !

L’Italia è caratterizzata da evidenti ritardi nella trasformazione digitale e questa considerazione riguarda in primis per il settore dell’educazione e della formazione.

Quel 28% di laureati nella fascia 30-34 anni rischia di essere un’ipoteca non solo sul presente ma anche sul futuro, specialmente considerando che considerando altre realtà a noi vicine vi sono dati notevolmente più positivi.

Francia e Germania – ad esempio – vantano rispettivamente il 50% (Francia) e 36% (Germania) della popolazione laureata e che la media esistente in Unione Europea si attesta al 41 per cento.

Il Magnifico Rettore di ISFOA Dott. Stefano Masullo

Su questa situazione pesano alcuni aspetti specifici, come ad esempio una rete di infrastrutture limitate e la particolare conformazione geografica con poche metropoli e una popolazione che nell’80% dei casi risiede in luoghi con meno di 100.000 abitanti.

In più, considerando che il 50% delle province è privo di una sede universitaria, se ne deduce facilmente che ancora per troppi italiani iniziare l’Università significa affrontare viaggi e trasferimenti davvero complicati.

Uno studente su due oggi è fuori sede.

Negli anni del Covid la didattica a distanza era diventata la regola anche nelle Università, ma una volta terminata l’emergenza gli atenei sono tornati in massa alle lezioni in presenza.

L’Italia si è fatta sorprendere dalla pandemia con un ritardo strutturale significativo.

Il giorno di Codogno un italiano su quattro non era mai andato in rete e si registrava il 75% di penetrazione internet: un record negativo delle economie industrializzate.

Si è dovuto quindi fare di necessità virtù.

In particolare nel mondo della scuola è stato evidente che la tecnologia, da un lato, ha permesso di evitare un disastro, ma dall’altro è stata utilizzata solo in una logica emergenziale.

Ci si è un po’ arrangiati e da lì è nata l’idea che la didattica digitale sia solo la didattica a distanza quando in realtà è solo la versione basilare e non c’entra nulla con la trasformazione digitale che sta avvenendo anche e soprattutto nel settore dell’istruzione superiore.

Del resto, se si pensa che in dieci anni si è osservato una trasformazione epocale in senso digitale di settori che spaziano dalla finanza alla “automotive”, dalla distribuzione ai media.

In un contesto del genere, con 5 miliardi di persone in rete nel mondo e oltre 35 miliardi di dispositivi elettronici connessi, si è nel pieno di una rivoluzione digitale.

E non c’è alcun motivo per cui l’università in generale – ed in particolare quella italiana – debba ritenersi isolata ed immune dai benefici trasformativi che la rivoluzione tecnologica sta portando in tutti gli altri comparti.

La tecnologia, applicata al mondo dell’istruzione, aiuta a potenziare l’offerta ed a modulare i contenuti, nonchè la loro erogazione, in forme moderne, capaci di raggiungere un grandissimo numero di persone.

Calorosa accoglienza al dott. Nicola Zuin in occasione del suo ingresso nel Senato Accademico di ISFOA

Fare didattica online però non significa solo mettersi davanti a una telecamera e registrare.

Va ripensata l’intera proposta formativa attraverso il grande potenziale dei nuovi strumenti, con modalità interattive che rendano lo studente parte integrante del processo di apprendimento.

In Italia le università digitali rappresentano uno strumento imprescindibile di aggiornamento delle competenze e l’unica opzione efficace in termini di ascensore sociale, a vantaggio dell’intero sistema produttivo nazionale.

Gli atenei digitali infatti arrivano laddove non sono disponibili istituzioni accademiche tradizionali.

E grazie alla loro proposta flessibile e accessibile, consentono a lavoratori, giovani famiglie con figli e chiunque non possa usufruire della formazione in presenza, di accedere a una proposta accademica di grande qualità, ritagliata sulle proprie esigenze.

Quella delle università digitali è una sfida di sistema vissuta con grande serietà !

Solo un’integrazione strategica fra atenei in presenza e digitali, pubblici e privati, potrà colmare un vuoto che rischia di allargarsi ulteriormente senza una visione di lungo termine.

 

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