IL COMMOSSO RICORDO DI ALDO MORO DA PARTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEL QUARANTACINQUESIMO ANNIVERSARIO DEL SUO RAPIMENTO E DELL’ASSASSINIO DEGLI UOMINI DELLA SUA SCORTA !

IL COMMOSSO RICORDO DI ALDO MORO DA PARTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEL QUARANTACINQUESIMO ANNIVERSARIO DEL SUO RAPIMENTO E DELL’ASSASSINIO DEGLI UOMINI DELLA SUA SCORTA !

A cura di Dott. Angelo Sandri (cervignano del Friuli/Udine)

segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 342-1876463 *

Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana

Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< IL COMMOSSO RICORDO DI ALDO MORO DA PARTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEL QUARANTACINQUESIMO ANNIVERSARIO DEL SUO RAPIMENTO E DELL’ASSASSINIO DEGLI UOMINI DELLA SUA SCORTA ! >

La Democrazia Cristiana ha voluto ricordare la figura di Aldo Moro, in occasione del suo rapimento e dell’uccisione degli uomini della sua scorso avvenuta alle ore 9.00 del 16 marzo 1978 e di cui oggi ricorre il quarantacinquesimo anniversario.

Lo abbiamo fatto nel corso della riunione della Redazione giornalistica de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana svoltasi ieri sera in video-conferenza.

Ed oggi sono numerosi i messaggi e le testimonianze giunte presso la redazione del nostro giornale.

Un primo contributo ci è giunto dall’Avv. Gianfrancesco Piscitelli (Cagliari), Vice-Segretario politico nazionale e Segretario politico regionale della Democrazia Cristiana della regione Sardegna.

<< 45 anni fa…… lo ricordo come oggi…. a quest’ora (le ore 9.00 e seguenti della mattina del 16 marzo 1978) tutte le TV erano in edizione speciale.

Avv. Gianfrancesco Piscitelli (Cagliari)

Per sequestrare il nostro Presidente Aldo Moro uccisero gli uomini della sua scorta, uomini innocenti al servizio dello Stato. Gloria a loro. Non dimentichiamo ! >>

Un altro contributo proviene dal Geom. Giovanni Monorchio (Macerata), Vice-Presidente della Democrazia Cristiana Internazionale

<< Dalla “prigione del popolo”, dove era rinchiuso dalle Brigate rosse nel 1978, Aldo Moro chiese di trattare per la sua liberazione, immaginando che questa era prassi normale per i terroristi palestinesi arrestati sul territorio Italiano.

Giovanni Monorchio (Macerata)

Per «lodo Moro» si intende l’accordo “scellerato contro i dettami della nostra Costituzione, che consente ai palestinesi di utilizzare il territorio italiano come base per armi e guerriglieri in cambio della garanzia di evitare che sul territorio Nazionale avvenissero dagli attentati.

Il “lodo” non fu certo solo riferibile a Moro.

Esso coinvolge i principali esponenti della DC e del PSI ed esattamente da Rumor a Taviani, da Andreotti a Craxi; e certi magistrati come la Presidenza della Repubblica.

Ma il “lodo” che sicurezza garantisce!!!

L’incolumità dei cittadini Italiani dagli attentati, quella di Stato, con approvvigionamenti energetici in tempo di shock petrolifero e stabilità sul fronte sud del Mediterraneo?

La classe politica italiana doveva fare i conti con questo dilemma in una delle fasi difficili della storia repubblicana.

Lungi dall’essere una vicenda riservata ai servizi segreti, il «lodo» fu una politica dello Stato italiano. Ed è con questo fatto storico che il nostro Paese deve fare i conti.

In ricordo degli uomini della scorta di Moro, trucidati da infami [ che oggi purtroppo sono liberi ]. >>

Un altro interessante contributo ci proviene da Andrea Saraniti (Catania) – Vice-Segretario politico regionale della Democrazia Cristina della regione Sicilia.

<< A quarantacinque anni esatti dall’agguato di Via Fani (16 marzo 1978), nel corso del quale venne rapito il presidente della D.C. Aldo Moro ed assassinati gli uomini della sua scorta; fondatore dello Stato unitario, di Giolitti, il traghettatore dell’Italia verso la modernità e di De Gasperi, il ricostruttore del Paese dalle macerie materiali e morali della 2^ Guerra Mondiale, possiamo considerare come il tessitore tenace e accorto di una nuova fase della vita politica e storica del Paese interrotta dalla strage di Via Fani e dal suo barbaro assassinio (9 maggio 1978).

“La vita politica di oggi – scrive dunque in una nota il Vice-Segretario Politico della Democrazia Cristiana Regione Sicilia Andrea Saraniti è soltanto prassi senza un sotteso pensiero politico che ne determini le linee essenziali.

Aldo Moro, come gli statisti sopra citati (Cavour, Giolitti, De Gasperi) ha invece saputo coniugare pensiero e azione con un’opera tenace, attenta, prudente facendosi carico delle difficoltà di governare e guidare un paese reale, fatto di uomini e donne concreti, assumendosi di volta in volta le proprie responsabilità mentre altri, ieri come oggi, discettavano e discettano di politica in conventicole autoreferenziali all’insegna di irrealizzabili utopie.

Quest’oggi vorrei ricordare la scomparsa di Aldo Moro e l’assassinio dei cinque uomini della scorta. Andrea Saraniti – Vice Segretario Politico DC – Regione Sicilia. >>

 

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Editor
11 mesi fa

Aldo Romeo Luigi Moro è stato un politico, giurista, professore universitario ed accademico italiano.

Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne prima Segretario politico nazionale e poi Presidente.

Fu Ministro della Giustizia, della Pubblica istruzione e per quattro volte Ministro degli Esteri, nonchè – più volte – Presidente del Consiglio dei Ministri.

L’On. Aldo Moro fu sequestrato il 16 marzo 1978 a Roma dalle Brigate Rosse.

Il suo corpo senza vita fu ritrovato il 9 maggio successivo in via Caetani, nel centro della Capitale, nella ormai tristemente nota Renault 4 rossa, al termine di 55 giorni di prigionia.

Quest’oggi vogliamo ricordare la scomparsa di Aldo Moro ed anche la morte dei cinque uomini della scorta.

Lo facciamo per mantenere traccia visibile della sua azione politica e per la conoscenza del sapere, un comparto essenziale per definire lo sviluppo della società in cui viviamo.

Il senso dello Stato e le responsabilità del potere.

Non so se a volte morire è meglio che vivere.

Io so però che lasciare il segno è importante. Grazie Maestro, ciao Aldo . 🙏

Fernando Ciarrocchi
11 mesi fa

Grazie Segretario. Ricordare è un dovere per mai dimenticare. I cinque innocenti Servitori dello Stato furono trucidati dalla inaudita violenza dei brigatisti rossi . Il nostro Presidente e padre fondatore della nostra Italia Repubblicana e democratica barbaramente ucciso ma è sempre vivo nel nostro ricordo e nel nostro cuore.

Rodolfo Concordia
11 mesi fa

È un giorno che ha cadenzato la nostra vita, quella del Partito e soprattutto, quella del Paese. Una Luce che percepiva l’evolversi della storia ed anticipava il consumarsi degli eventi dentro e fuori il Partito e combatteva con la Sua dolcezza, la Sua intelligenza e la Sua Fermezza nei Valori, contro il tentativo di processare la Democrazia Cristiana nelle piazze del Paese, si spense e con essa, la capacità del Partito di essere interprete delle attese e dei bisogni del Popolo Italiano. E si spense per opera di una mano assassina che agiva per contrastare un processo di rafforzamento del Sistema Democratico e di realizzazione di una Democrazia Compiuta. E in quel tempo così complesso, nel quale vacillava il tradizionale rapporto fra la Democrazia Cristiana ed il Suo elettorato, Egli ,rappresentava , la novità di una tradizione e di una Storia che legava in modo indissolubile la Democrazia Cristiana con la crescita culturale, civile, sociale, economica proiettata alla realizzazione umana ed alla sua dignità. Ricordare Aldo Moro per noi Democratici Cristiani rappresenta un dovere ed un diritto e lega in modo indissolubile come ieri, ad un progetto di trasformazione della Società e dello Stato che diventa strumento di realizzazione del Bene Comune ed a una Società al servizio dell’uomo

Andrea Dallavalle
11 mesi fa

Oggi pomeriggio riunione Meet Google indetta dalla Democrazia Cristiana dove il Segretario Nazionale di RCL Partito Repubblicani Cattolici Liberali ha partecipato per omaggiare in preghiera il ricordo doveroso del Prof.On. Aldo Moro, ringrazio per questa iniziativa il Dott. Angelo Segretario Nazionale DC Democrazia Cristiana.