I PIU’ CORDIALI AUGURI DA PARTE DI TUTTA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN OCCASIONE DELLA SOLENNE FESTIVITA’ DI MARIA ASSUNTA IN CIELO !

I PIU’ CORDIALI AUGURI DA PARTE DI TUTTA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN OCCASIONE DELLA SOLENNE FESTIVITA’ DI MARIA ASSUNTA IN CIELO !

A cura di Dott. ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli /provincia di Udine)

segreteria.nazionale@dconline.info * Cell. 342-1876463  

Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana

Direttore Responsabile de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana

e di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Monteprandone/provincia di Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info * Cell. 347-2577651

Vice-Segretario nazionale Vicario del Dipartimento “Sviluppo-Comunicazione-Marketing” della Democrazia Cristiana 

Vice-Direttore de “Il Popolo “ della Democrazia Cristiana

Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.

< I PIU’ CORDIALI AUGURI DA PARTE DI TUTTA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA IN OCCASIONE DELLA SOLENNE FESTIVITA’ DI MARIA ASSUNTA IN CIELO ! >. 

In occasione della festività di Maria Assunta in cielo, importante solennità della Chiesa cattolica, ci è particolarmente gradito inviare in tale circostanza i nostri più cordiali auguri per una giornata che sia – sostanzialmente – di pace e di serenità.

Cogliamo altresì l’occasione per proporre all’attenzione dei nostri lettori e dei democristiani, il testo di un’omelia che S.E. Card. Carlo Maria Martini, già Arcivescovo di Milano, fece in occasione di questa ricorrenza.

Uomo di profonda fede e pastore attento di fine intelletto, il Cardinal Carlo Maria Martini è stata una delle personalità più eminenti delle Chiesa contemporanea e che ha lasciato un’eredità morale, spirituale e culturale di enorme valore. 

 

           “In Maria contempliamo l’icona e il modello della Chiesa”.

<< Una gioia immensa il mistero dell’Assunzione di Maria al cielo, in corpo e anima, che oggi celebriamo e che è anche raffigurato nella grande vetrata sopra il portale di questo Duomo.

Essa è il coronamento di tutti gli eventi della vita della Madonna: la sua concezione immacolata, la sua maternità divina, la grande ed eroica obbedienza della fede che ha vissuto presso alla croce di Gesù, la sua presenza nella Chiesa delle origini.

Maria è passata per la morte, ma il suo corpo non ha subito la corruzione: l’umile semplicità della sua esistenza è entrata anche con il suo corpo nella gloria del figlio Gesù. Ogni giornata di Maria vissuta nel silenzio, ogni ora trascorsa nella pazienza e nella umiltà, tutte le gioie, le sofferenze, le notti oscure della sua vita, la speranza indomita nel disegno di Dio, di cui ha dato prova nel Sabato santo, tutto ciò è entrato nell’eternità, ha preso parte alla gloria eterna di Gesù.

Card. Carlo Maria Martini (1927 – 2012)

In questa festa proclamiamo con gioia che Maria è approdata alla pienezza definitiva della comunione con Dio.

Ma ciò non riguarda soltanto lei, ma anche tutti noi. Il suo mistero ci coinvolge perché è segno e primizia di quanto avverrà in ciascuno di noi, è promessa e anticipo del destino di gloria preparato dal Signore per noi e per l’umanità intera; un destino che non dobbiamo mai dimenticare.

Una festa dunque che tocca il cielo e la terra. Una festa che, collocata nella calura del ferragosto, oltre a colmarci di gioia ci dà come un senso di freschezza invitandoci a salire in alto, a respirare un’aria più pulita, ad allargare gli orizzonti della nostra quotidianità, ad avere una visione ampia e positiva della storia. Contemplando Maria assunta in cielo si rinnova in noi la certezza che la mèta del nostro pellegrinaggio terreno è il cielo, il paradiso, la Gerusalemme celeste. La nostra meta è essere come Maria nella gloria, è essere con Gesù Risorto, è contemplare il volto di Dio, è partecipare come Maria e con Maria alla vita trinitaria.

Una festa che ci invita, come dice la preghiera che ho recitato all’inizio della Messa, a “vivere costantemente rivolti ai beni eterni”. E’ questo il programma realizzato dalla Madonna nella sua non facile vita terrena, programma che oggi è riproposto a tutti noi.

Vogliamo ora riprendere brevemente le letture bibliche che abbiamo ascoltato, in particolare la prima e la terza. Esse ci aiutano a penetrare nel significato di questa festa e insieme ci richiamano due insegnamenti fondamentali: uno ci ricorda il carattere conflittuale del nostro cammino di fede e l’altro che allarga gli orizzonti della nostra preghiera.

“La conflittualità del cammino di fede”

Il brano dell’Apocalisse di san Giovanni ci consegna un primo insegnamento, che non finiremo mai di imparare: quello della conflittualità della vita cristiana. Con un affresco drammatico, avvincente, ricco di simboli misteriosi, viene descritta la lotta cosmica che si svolge nella storia: la luna, il cielo, le stelle, la terra, le nazioni sono coinvolte in questo duello mortale tra la donna nelle doglie del parto e il drago.

La donna rappresenta il popolo di Dio che affronta il dramma di una storia segnata dal peccato e dal rifiuto della trascendenza. Il drago, cioè il serpente antico, è segno della violenza, della morte, simbolo di tutte le forze del male.

Ma la tradizione patristica, fin dai tempi di s. Agostino, ha visto nella donna vestita di sole anche Maria di Nazaret, la vergine umile e fedelissima al progetto di Dio, l’arca della nuova alleanza che custodisce e fa germogliare il Messia. Nella lotta cosmica il drago è sconfitto e il figlio, rapito in cielo, ottiene la vittoria definitiva su Satana. Per questo si ode il canto: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”.

In Maria contempliamo dunque l’icona e il modello della Chiesa – e di ogni credente – che giunge alla vittoria attraverso quelle che sono chiamate le “doglie del parto”, attraverso cioè l’incessante lotta contro le forze ostili, contro la menzogna e l’inganno, passando anche attraverso la persecuzione e il martirio.

Questa pagina biblica ci insegna che l’esistenza cristiana non è un semplice itinerario che va di luce in luce; è invece uno scontro senza sosta tra tenebre e luce, tra mondanità e valori evangelici, tra egoismo e dono di sé, tra vendetta e perdono, tra violenza e mitezza; non c’è prova che venga risparmiata a chi vive il Vangelo. Ma chi si affida a Dio sarà vittorioso.

E la Madre di Gesù, che è passata attraverso la prova, dal cielo rimane rivolta verso di noi, comprende le nostre sofferenze e i dolori dell’umanità, è vicina a quanti soffrono, in particolare a coloro che si combattono nella terra di Gesù.

In questo sabato del tempo la Madonna ci sostiene nella difficile avventura della fede; ci aiuta a contrastare le forze che tentano di opporsi alla legge della Croce, che sa trarre il bene dal male, ci consola nell’impegno quotidiano della testimonianza e della carità; ci protegge e ci infonde speranza certa nella vittoria finale.

Ecco quindi il primo messaggio o insegnamento richiamato dalla festa di oggi con il brano della I lettura: non temiamo i momenti conflittuali nel cammino della fede. Il Signore è con noi e ci darà vittoria. La lode e l’esultanza di Maria

Un secondo insegnamento ci è offerto dal testo del vangelo, che ci permette di penetrare un poco nel cuore della Madonna.

Alle parole ispirate di Elisabetta che proclama Maria beata perché ha creduto, ella risponde con il Magnificat.

Di questo canto bellissimo, che la Chiesa canta ogni giorno nella preghiera della sera, mi preme sottolineare due verbi – magnificare ed esultare. Sono due verbi- che manifestano emozioni forti. Maria ama Dio con un amore grande e lo “magnifica”, vorrebbe cioè che fosse riconosciuta e proclamata pienamente la sua grandezza, perché Dio l’ha colmata di grazia, si è chinato su di lei. Ed esulta, cioè salta di gioia, danza, loda Dio come Signore e salvatore.

Nel suo canto Maria loda il Signore della storia, che sa confondere i piani dei potenti e rovesciare la scala di valori a cui i cosiddetti potenti si ispirano. Maria ci consegna così un secondo prezioso messaggio di questa festa: quello del primato della lode nella nostra vita.

In proposito il Papa, nella sua lettera per l’inizio del terzo millennio, afferma che la preghiera “non deve esprimersi soltanto in implorazione di aiuto, ma pure in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti” (n.33). Una preghiera di lode, continua il papa, che non distoglie dall’impegno nella storia; anzi, aprendo il cuore all’amore infinito di Dio, ci rende capaci di costruire la storia secondo il suo disegno di salvezza, secondo i valori evangelici.

Rivolgiamo allora la nostra invocazione all’Assunta che, con la radicale santità della sua vita, è primizia del mondo nuovo, è la nostra terra promessa.

‘O Maria, Madre della fede, che ti sei lasciata possedere totalmente da Dio, prega per noi affinché possiamo amarlo come tu lo ami, aiutaci a vedere il mondo come lo vedi tu, a contemplare la storia come luogo della bontà, della misericordia, dell’amore del Padre e di Gesù per tutta l’umanità, per i poveri, gli umili, i sofferenti, gli emarginati, per me, per ciascuno di voi.

Madre della speranza, che hai pazientato con pace nel Sabato santo, mentre il tuo Figlio morto giaceva nel sepolcro, insegnaci a guardare con pazienza e perseveranza a ciò che viviamo in questo sabato del tempo in cui molti, anche cristiani, sono tentati di non sperare più nella vita eterna e neppure nel ritorno del Signore.

Tu che sei la Madre dell’amore e della lode, donaci di partecipare ogni giorno della nostra vita alla tua lode, al tuo Magnificat, di esultare con te per le piccole e grandi cose che il Signore continua a operare in mezzo a noi, di gioire con te nella certezza che Gesù Risorto è già presente, pur se in modo velato. >>

 

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Franco Capanna
10 mesi fa

Grazie mille e auguri a tutti