GINA LOLLOBRIGIDA LASCIA TUTTO IL PATRIMONIO AI BAMBINI POVERI

Autore Franco Capanna (Teramo)

franco.capanna@dconline.info

Quello mi ha colpito della grande diva Gina Lollobrigida è il lascito dei  suoi grandi beni ai bambini poveri per i quali da mesi mi sto battendo dopo che Jeff Bezos mi ha derubato di miei scritti e messi in vendita su Amazon fondata da lui.

 

Finalmente un’anima buona come Gina Lollobrigida darà la buona minestra!

Avevo chiesto in cambio del profit illegale,non può usare il mio nome e miei averi ,ubi dominus.

Non posso farcela da solo perché necessari mezzi ingenti per contrastare l’uomo più ricco del mondo e chiesto aiuto al governo e Unione Europea e media ma sembrano schierati dalla parte del magnate americano piuttosto che attivarsi in pietà verso il dolore ,degli ultimi che faticano pure respirare.

Nata a Subiaco (Roma) il 4 luglio 1927, dopo aver fatto la comparsa a Cinecittà e nei fotoromanzi, fu notata appunto grazie alla sua procace bellezza, al concorso di Miss Italia nel 1947. Concorso che naturalmente non poteva non vincere.

Grazie mille bersagliera ora il mio spirito si è placato perché la tua generosità da pane, acqua, medicine a milioni di bambini SOFFERENTI che ignorati dai più.

Ma la Lollo, come verrà poi affettuosamente chiamata dagli italiani, era anche un “peperino”, un carattere capriccioso e ribelle che non si accontentava certo di un semplice concorso, per quanto prestigioso.

Anche il cinema italiano si accorge di lei, che conquista una certa popolarità con ‘Il processo di Frine’ che segna l’inizio del suo sodalizio con con Vittorio De Sica. Per l’occasione viene coniato il neologismo di ‘maggiorata fisica’. Sono gli anni in cui  interpreta il ruolo della Bersagliera, etichetta che si porterà dietro a lungo. Altro successo con ‘Pane amore e fantasia di Comencini, Orso d’argento al Festival di Berlino. Il ruolo della bella popolana le si addice, ma lei dice no al terzo film della serie, e viene rimpiazzata da Sofia Loren, astro nascente che diverrà storica rivale. Il pubblico italiano partecipa a questo dualismo e si divide come per Coppi e Bartali.

Autore Franco Capanna.

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