Dott.ssa Mariella D’Amore (D.C. Puglia): S.O.S. per le Associazioni di Volontariato!

Dott.ssa Mariella D’Amore (D.C. Puglia): S.O.S. per le Associazioni di Volontariato!

A cura di Dott.ssa Mariella D’Amore (Taranto) *

marielladamore@dconline.info * Cell. 338-3891501 *

Segretario regionale del Movimento Femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana della Regione Puglia.

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

< Dott.ssa Mariella D’Amore (D.C. Puglia): S.O.S. per le Associazioni di Volontariato! >

Sono tempi sempre più difficili per le Associazioni di volontariato esistenti in Italia che sempre più spesso sono costrette a ricorrere all’autofinanziamento per tentare di sopravvivere.

E’ questo è il dato che emerge da recenti studi effettuati per analizzare questo settore così importante per la vita della Società italaiana.

Uno di essi –  dal titolo “Oltre la crisi. Identità e bisogni del volontariato” –  evidenzia come la crisi del volontariato sia dunque una conseguenza di quella che ha recentemente colpito l’intera economia occidentale e che tutt’oggi alcuni Paesi, fra cui l’Italia, faticano davvero a superare.

E’ dunque un dato di fatto che stragrande maggioranza delle Associazioni di volontariato esistenti in Italia incontrino sempre maggiori difficoltà nel far fronte al notevole numero di richieste della popolazione.

Moltissime fanno parte del settore sanitario e sociale e si tratta, quindi, associazioni che erogano servizi molti importanti e che rivestono una particolare rilevanza all’interno della comunità di appartenenza.

Questo tipo di associazioni sono solitamente di medie dimensioni, potendo contare su un numero anche piuttosto consistente di iscritti.

Più ristretto invece, il numero dei cittadini coinvolti nelle attività di tipo culturale.

A causa della particolare situazione economica contingente, una consistente parte delle entrate per le organizzazioni di volontariato è rappresentata dall’autofinanziamento.

Circa il sessanta per cento delle associazioni vi ricorrono, organizzando cene ed eventi di vario tipo, allo scopo di procurarsi mezzi finanziari in misura sufficiente alla prosecuzione della propria attività.

Un quaranta per cento circa può vantare almeno una convenzione con un ente pubblico.

Un altro dato significativo è quello che mostra come oltre la metà degli enti di volontariato siano stati costituiti prima del 1994,

Si tratta del chiaro sintomo di come, negli ultimi due decenni, il numero di persone disposte ad impegnarsi nella costituzione e nella gestione di una associazione di volontariato siano andati a diminuire.

Per quanto riguarda la sede associativa, centro decisionale e fulcro di ogni attività, quasi il 70 per cento delle associazioni usufruisce di una sede in comodato d’uso.

Esiguo, quindi, il numero delle organizzazioni che possono permettersi il pagamento di un canone mensile per l’affitto di un immobile o che, addirittura, ne possiedono uno.

Questa ricerca ha offerto senz’altro importanti spunti di riflessione per cercare di programmare nuove azioni che siano in grado di soddisfare in maniera più efficace i bisogni delle associazioni di volontariato.

Sarà opportuno organizzare gruppi di lavoro per approfondire alcuni aspetti importanti su cui è doveroso riflettere.

In particolare bisognerà cercare di rispondere ad una delle esigenze più evidenti ossia quella di provare a creare delle reti fra le associazioni che operano nello stesso settore.

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