Democrazia: provocazione culturale?

Democrazia: provocazione culturale?

A cura Prof.ssa Maria Frisella (Palermo) * maria.frisella@dconline.info * Segretario regionale Dip. < Cultura – Scuola e Pubblica Istruzione – Università e ricerca > della Democrazia Cristiana Sicilia 

Prof.ssa Maria Frisella (Palermo)

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#RIVOGLIO LA D.C.

<Democrazia: provocazione culturale?>

Democrazia e cultura sono correlate? Assolutamente sì, purché si esca fuori da pregiudizi ed interpretazioni di cui, purtroppo, ci si alimenta anche nelle scelte della politica, restituendo ad entrambe la corretta funzione nella società.

Si ritiene che la cultura sia un paradiso di idee, distanti dall’economia e dalla loro fruizione, tanto che chi le possiede rimane collocato al di sopra della media e per ciò stesso è diverso.

La cultura marca la differenza con una ignoranza, che non è una offesa. Il significato è letteralmente “mancanza di conoscenza”. Deriva dal latino < i-gnorantia >, con il suo privativo < ined > il verbo greco <gnorizein>.

L’ignoranza tuttavia sembra essere giustificata o giustificabile sempre, se non altro perché “salva” dall’etichetta dell’intellettualismo, dalla fatica dell’argomentare di sé stessi e del proprio contesto sempre più complesso e globale, ed è più facile restare nascosti nella massa, trascinati da astag o sintesi comunicate in reti social, che stuzzicano l’istinto più del pensiero, parlano per pancia più che per idea, per strati sociali che sono una invenzione per formalizzare differenze che la democrazia non contempla.

Un fallimento del sistema scolastico? wholesale ivermectin 1 injectable In buona misura sì, perché se il sistema scolastico fosse funzionale la cultura sarebbe patrimonio comunemente appreso in quei luoghi deputati non solo ad insegnare, a leggere, scrivere e far di conto, ciò che attiene all’istruzione, ma soprattutto al mettere insieme i saperi, comprendendoli piuttosto che sommandoli, ciò che attiene alla formazione.

È dalla formazione che si genera la capacità critica che distingue l’uomo cittadino ed il senso della umiltà. La formazione non pone mai l’uno al di sopra dell’altro ma al confronto con l’altro. Quando dunque si genera l’arroganza?

Quando l’ignoranza si difende dai suoi stessi limiti e pur di non ammetterli, o pur di non faticare a superarli ed odia l’intellettuale che rappresenta una diversità.

Meglio porre una barriera pur se alimentata dall’istinto, che accettare un dibattito che darebbe prova dei limiti e sarebbe fallimentare per il proprio ego.

Certo, non mancano testimonianza di persone colte che si ritengono superiori. Ma questo è un difetto di formazione che non può e non deve giustificare l’ignoranza.

Ecco un altro fallimento della scuola: l’incapacità della valutazione che sia propedeutica alla didattica differenziata evolutiva piuttosto che contenere elementi statici di giudizio, e che dia a ciascuno la misura e la stima di sè stessi piuttosto che la differenza.

Ma è anche un fallimento di quella politica che ritiene di guadagnare consensi aprendo a sanatorie piuttosto che al merito.

La cultura è patrimonio della società e obiettivo della scuola e della politica che crede nella democrazia? Che significato assume l’educazione? ivermectin 12mg tab

Il termine deriva dal latino “colere”, coltivare, ed il suo uso comprendeva i comportamenti che riguardavano l’avere “cura verso gli dei”, da cui derivò “cuto” e il sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi di una comunità che in tale sistema si caratterizza anche nella relazione con altri gruppi.

Conoscenza, saperi, opinioni, credenze, costumi rappresentano una eredità storica da indagare e sviluppare di continuo, sono il campo educativo di ogni individuo, si coltivano attraverso lo studio e formano le consapevolezze da cui la capacità critica.

Consapevolezze che non si ereditano semplicemente, perché si alimentano di dubbi, mai la cultura è immobile e certa di sé stessa.

Una ordinarietà che sta nel metodo scientifico. Ci si chiede chi conosce i metodi, chi li denomina e li applica, chi lo apprende a scuola e li esercita nella vita per sé stesso, per la politica, per l’intelligenza di un dibattito, lì dove intelligere non è proprio di chi è intelligente, come fosse dotato dalla natura di una forza in più e per ciò stesso diverso, ma di chi esercita nell’esperienza quotidiana le cognizioni acquisite.

Cultura, dunque, è una condizione non certo riservata a pochi eletti, ma a tutti coloro che la vogliono esercitare. Costa fatica, è un lavoro perché è una costante ricerca, e un costante invito all’umiltà perché non esiste una verità definitiva e immutabile come quella che crede di possedere il sofista che si ritiene sapiente. La retorica della sapienza non genera dialogo, ricordate Socrate?

Ed allora, la cultura è direttamente garante della democrazia?

Alla domanda se siamo in un sistema democratico, Socrate risponderebbe che non lo sa, ma ragioniamo.

Se il principio democratico poggia il suo fondamento sul presupposto che tutte le persone-cittadini, il popolo, siano consapevoli e responsabili, cioè in grado di esaminare e valutare attraverso sapere e criteri e in grado di dare risposte che non contengano prioritariamente soggettività o interessi diversi, allora occorre interrogarsi se il sistema scuola prepara al merito ed al metodo.

La cultura sostanzia la democrazia e non si crei la confusione dirottando su un astratto “buon senso” perché il buon senso è figlio della cultura non della pancia, nasce dalla responsabilità non dalla ignoranza, necessita di metodo.

La democrazia è impegno !

A cura Prof.ssa Maria Frisella (Palermo) * maria.frisella@dconline.info * Segretario regionale Dip. < Cultura – Scuola e Pubblica Istruzione – Università e ricerca > della Democrazia Cristiana Sicilia 

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