Da un concetto di Lewis Mumford: “Ogni generazione si rivolta contro i suoi padri e fa amicizia con i propri nonni”.

Da un concetto di Lewis Mumford: “Ogni generazione si rivolta contro i suoi padri e fa amicizia con i propri nonni”.
Nicola Marsico (Milano)

A cura di Nicola Reza Marsico (Milano)

< Da un concetto di Lewis Mumford: “Ogni generazione si rivolta contro i suoi padri e fa amicizia con i propri nonni” >.

Nell’esaminare il < conflitto intergenerazionale > siamo partiti da una affermazione del Sociologo statunitense Lewis Mumford (1895-1990) il quale scrisse in una sua opera: < Ogni generazione si rivolta contro i suoi padri e fa amicizia con i propri nonni >.

Lewis Mumford fu sociologo ed anche urbanista, occupandosi – sotto questo aspetto – prevalentemente della Città e del territorio. Rilevante in particolare la sua analisi a proposito di utopia (con l’importante evidenziazione del significato di eutopia) e sulla città giardino.

Il Sociologo Lewis Mumford

Affrontò inoltre il tema della funzione simbolica e dell’espressione artistica nella vita dell’uomo.

Ritornando dunque al conflitto intergenerazionale, essa viene definita dai sociologi come un divario, una forma di tensione fra la generazione presente e le generazioni passate.

Un tanto per motivi normativi, culturali ed ideologici.

In questo senso lo scontro generazionale viene inteso come un conflitto sociale fra due generazioni motivato da visioni e approcci al mondo diverse che portano a diverse forme di contrasti.

Abbiamo effettuato un sondaggio in Italia a 100 ragazzi (dai 16-24 anni) deducendone l’esistenza di un rapporto conflittuale fra la generazione precedente (over 40) e quella attuale.

Infatti il 60 % dei giovani interrogati afferma che si sente sotto giudizio dalla generazione dei “baby boomers”, in quanto lontana dalla loro visione del mondo.

Questo distacco è motivato da due cause principali: la mancanza di comunicazione e la diversità di socializzazioni.

La generazione precedente viene spesso accusata di “ritardo tecnologico”, con evidenti difficoltà nell’entrare nell’ottica comunicativa dei ragazzi e mancanza di sensibilità e comprensione delle nuove esigenze sociali e dei cambiamenti di valori.

Infatti, in contrasto con la generazione precedente, i ragazzi di oggi sono molto sensibili e attivi su temi come la difesa dell’ambiente ma soprattutto sui temi dei diritti civili e sociali.

Nuove esigenze che in passato non erano protagoniste dovute ad una socializzazione influenzata dal patriarcato, da un forte sentimento nazionalista e da un’educazione basata sul conservatorismo.

Questo distacco porta quindi ad un distanziamento fra i due gruppi generazionali, soprattutto in un paese conservatore e attaccato alle sue radici etiche e culturali come lo è l’Italia o la Spagna.

La generazione odierna vive un certo qual stravolgimento dei valori e della visione del mondo, che in certo modo si distacca totalmente dal passato dei genitori (basti osservare le differenze colloquiali).

Nei momenti goliardici i dialoghi giovanili contengono ancora troppi pregiudizi, stereotipi di genere, etnici e insulti basati su gruppi identitari che in altri paesi non si sentono da tempo, dovuti ad una socializzazione ancora più osservante del politicamente corretto.

A mio avviso questo è dovuto proprio per colpa dell’influenza della generazione adulta che non riesce ad essere al passo con i cambiamenti normativi e etici che in questi tempi vengono sollecitati.

“Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza”, come definito da Marx in un suo testo a carattere sociologico.

“Se i nostri comportamenti e la nostra visione del mondo, la nostra coscienza, sono in un certo modo, questo è motivato dalla nostra condizione sociale, dal contesto e dai valori che ci vengono inculcati nella nostra classe sociale, nella nostra condizione”.

Vi è quindi una responsabilità della generazione precedente nella trasmissione di valori e visioni ancor troppo conservatrici per un mondo che si sta spostando verso una direzione di neutralità e di eguaglianza esistenziale.

Un vero contrasto intergenerazionale sembra quindi esistere, ma al contempo possiamo però osservare che lo stile di vita, la storia, i costumi della generazione passata sono sostanzialmente apprezzati da quella presente.

Infatti, 37,5% degli interrogati preferirebbe vivere in quegli anni, mentre solo il 12,5% possiede una visione scettica di quel periodo storico.

A questo punto verrebbe da pensare che i diversi contrasti generazionali della storia sono piuttosto basati da scontri educativi familiari tra genitori e figli, piuttosto che da una vera motivazione culturale, politica o di qualsiasi altra natura.

Bisogna anche specificare che i media tendono a rappresentare unicamente lo spettacolo, l’alta moda e i costumi della generazione precedente, senza mostrare i vari conflitti della storia di quel periodo, dalla Guerra Fredda, la mafia in Italia, terrorismo rosso o nero.

Influenzando quindi la nostra visione di quel periodo, che non è solo quella del “boom economico” ma anche quella della violenza e dello scontro bellico mondiale.

Un altro dato interessante mostra che i ragazzi di oggi non sembrano apprezzare il momento storico da loro vissuto.

Le motivazioni sono ampie ma quelle maggiormente influenti sono sicuramente: la situazione ambientale, economica e pandemica attuale.

Infatti, la generazione attuale deve sfidare una delle guerre più complesse, stringenti e pericolose: la crisi delle risorse, le conseguenze dell’effetto serra, l’aumento della temperatura globale, tanto per essere concisi.

Sono tutti i punti supportati nelle manifestazioni guidate da Greta Thunberg, attivista svedese che tramite l’=rganizzazione internazionale delle manifestazioni chiamate “Friday for future” è riuscita a mobilitare un’intera generazione per lottare contro la disinformazione e l’immobilismo politico di fronte alla crisi ecologica.

Dinanzi a tale risposta generazionale osservazione una forma di grande preoccupazione e di allerta da parte dei ragazzi, inoltre la pandemica da Sars Covid 19 ha avuto un forte impatto sull’equilibrio della nuova generazione.

Infatti, se questo sondaggio fosse stato fatto prima del marzo 2020, il risultato sarebbe stato sicuramente diverso, in quanto le chiusure e le privazioni imposte dallo Stato durante la pandemia hanno sicuramente stravolto un’intera generazione che stava crescendo e aveva voglia di vivere.

Le misure prese dal governo Italiano hanno fortemente impattato i ragazzi che hanno dovuto convivere con la paura del virus, nuovi metodi di studi accademici telematici, mancanza di rapporti sociali e di libertà.

Infatti, un’altra caratteristica che qualificherà questa generazione sarà sicuramente, la forza di volontà, di pazienza e il rispetto delle norme per limitare l’espansione del Coronavirus.

Possiamo concludere questo articolo affermando che un contrasto generazionale esiste, ma come in ogni epoca della storia, anche le crisi di questo nuovo secolo e i seguenti sviluppi impattano sempre di più la nuova generazione che vedono la generazione precedente comunque come una fonte di ispirazione e di confronto.

 

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