COOPERATIVA SOCIALE “LA CHIOCCIA” DI BOLOGNA: INTERVISTA AL VICE-PRESIDENTE E DIRETTRICE DELLA COOPERATIVA DOTT.SSA CINZIA CARATI.

COOPERATIVA SOCIALE “LA CHIOCCIA” DI BOLOGNA: INTERVISTA AL VICE-PRESIDENTE E DIRETTRICE DELLA COOPERATIVA DOTT.SSA CINZIA CARATI.
Angelo Sandri (Udine)

A cura di Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/UD) *

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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana.

Direttore responsabile de IL POPOLO della Democrazia Cristiana

< COOPERATIVA SOCIALE “LA CHIOCCIA” DI BOLOGNA: INTERVISTA AL VICE-PRESIDENTE E DIRETTRICE DELLA COOPERATIVA DOTT.SSA CINZIA CARATI.>

Abbiamo avvicinato la Dott.ssa Cinzia Carati – Vice-presidente e Direttrice della Cooperativa sociale “La Chioccia” di Bologna per rivolgerLe alcune domande.

Domanda 1 – Ci può presentare questa nuova interessante iniziativa della Cooperativa Sociale “La Chioccia” e gli obiettivi che essa si prefigge di raggiungere?

La nuova Cooperativa “La chioccia” è sorta nel 2019 per contribuire a dare risposte alla popolazione per le varie problematiche che  la preoccupano, specie in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo. Inoltre ora stiamo lavorando attorno ad un progetto innovativo che molto presto presenteremo e riguarda la terapia domiciliare senza il contatto fisico. Che cosa significa questo?

Cinzia Carati (Bologna)

Vogliamo portare l’innovazione della tecnologia e la telemedicina anche a casa dei pazienti che in questo momento non possono fare attività di fisioterapia o altre terapie che possono alleviare il dolore.

Pensiamo a pazienti che hanno – loro malgrado – una ridotta mobilità.

Ad esempio pensiamo a persone che hanno una lombosciatalgia oppure persone che hanno le ferite aperte oppure persone con la sclerosi multipla con la SLA e con tutta una serie di problemi per quanto riguarda la propria indipendenza e autonomia nel potersi muovere da soli e per di più in questo periodo in cui siamo in zona rossa !

Purtroppo – come si è verificato anche durante il “lockdown” precedente – la situazione è abbastanza precaria e gli assistenti sociali non riescono a sopperire a questo tipo di problematica.

Noi vogliamo proporre un nuovo servizio innovativo in modo tale da utilizzare i vari macchinari direttamente con una videochiamata. Ciò significa che il paziente non ha il minimo attacco invasivo da parte dell’operatore, il quale deve solo accendere la macchina e tutto procede automaticamente. La macchina farà tutto da sola: questa credo sia la principale sfida del futuro per le nostre attività.

Domanda 2 – La Cooperativa Sociale è sorta nel dicembre del 2019 ed ha praticamente centrato in pieno il periodo pandemico che tanti disagi ha provocato: qual è il bilancio di questo primo anno e quattro mesi di attività ?

Il bilancio 2019/2020 è sicuramente un ottimo bilancio perché ci ha permesso di farci conoscere sia alle istituzioni, ma anche nei quartieri e nella nostra realtà locale. Infatti noi non siamo solo nel nostro ufficio di Bologna, ma operiamo principalmente sul territoio, nella zona della città di Bologna ed anche dell’intera provincia circostante.

Abbiamo saputo farci apprezzare proprio per il modo di affrontare le problematiche.

E’ ovvio che la crisi pandemica ha creato anche a noi un problema non indifferente di liquidità perché come sappiamo la situazione è stata quella che è stata. C’era sostanzialmente un blocco totale e abbiamo dovuto anche noi attenersi alle regole del “lockdown” con le conseguenti e pesanti limitazioni.

Però ne siamo usciti brillantemente, ottenendo dei clienti ormai fissi e clienti anche sporadici. Nel complesso dunque un bilancio in positivo rispetto a quello che ci si poteva prospettare con una crisi pandemica di questo genere.

Domanda 3 – Qual è la composizione della Cooperativa Sociale ?

La composizione sociale della nostra cooperativa al momento si compone principalmente dal Consiglio di amministrazione della Cooperativa e dai soci che ve ne fanno parte e che in questo momento sono i nostri principali partners ed anche i nostri lavoratori.

Non escludiamo poi che in futuro possiamo aprirci anche agli operatori socio sanitari che lavoreranno con noi ed agli infermieri e professionisti che aderiranno anche al nostro progetto della terapia domiciliare

Domanda 4 – Quali sono le novità a cui state lavorando e che ci possiamo aspettare per l’immediato futuro ?

Come ho già esposto nella precedente domanda la sfida principale per il futuro è la terapia domiciliare da effettuarsi senza (o quasi senza) l’aiuto dell’operatore. In realtà – per ora – l’assistenza domiciliare non si può fare senza operatore. Ma la terapia sì  e  su questo aspetto noi puntiamo. Credo quindi che sia veramente questa la sfida del futuro ed è su questo che appunto stiamo lavorando e stiamo puntando tantissimo.

Domanda 5 – Come consuetudine del nostro giornale – alla Marzullo via – Le proponiamo di farsi una domanda e di darsi una risposta.

Farsi una domanda e darsi una risposta: veramente di domande da farsi ce ne sono tantissime perché purtroppo la realtà italiana è davvero piuttosto particolare, anche solo per quanto riguarda il tessuto statale e la burocrazia.

Ma la vera domanda fondamentale è se riusciremo a rompere i vecchi “cliché” ed a lavorare tutti insieme senza problemi, senza distinzioni politiche, senza distinzioni di sesso o di età per avere tutti un futuro migliore.

Questa è la vera domanda che dobbiamo porci: riusciremo noi italiani a non essere egoisti ed a poter finalmente svestirci di tanti “cliché” che solo ci danneggiano ?

Riusciremo ad aggregarci per un interesse comune e per una maggiore consapevolezza sociale. Purtroppo la realtà è quella che è, ma sta noi a renderla migliore. Raggiungere questo obiettivo sta a noi, unendo le forze e stando tutti insieme.

Questa è la risposta migliore ai tanti problemi esistenti. Si deve lavorare duramente e si deve faticare per poter perseguire un obiettivo.

Questa è la nostra sfida: che tutti insieme ci mettiamo a lavorare per un futuro migliore !

 

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