Contro i nuovi barbari d’Occidente, dove è vietato pensare (e parlare) !

Contro i nuovi barbari d’Occidente, dove è vietato pensare (e parlare) !
Dott. Vincenzo Cesareo (Cosenza)

A cura di Dott. Vincenzo Cesareo (Cosenza)

vincenzo.cesareo@dconline.info * 

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< Contro i nuovi barbari d’Occidente, dove è vietato pensare (e parlare) ! >

Più che di morire, dovremmo temere di essere già morti e più che di essere attaccati dall’esterno dovremmo guardarci da chi ci sta scavando la fossa dall’interno, l’immensa botola delle banalità che è la nuova variabile progressista.

La società occidentale diventa il laboratorio in cui si lavora all’uomo che agisce per ammaestramenti.

Non si può più giudicare nulla e così prolifera la censura.

Bambine di otto anni che vogliono cambiare sesso; tagliagole presentati come vittime del «razzismo sistemico»; «asili arcobaleno»; una ragazza che non va più a scuola per profetizzare la morte climatica; roghi di classici accusati di «colonialismo»; professori licenziati per aver usato il «pronome sbagliato»; ministri europei a processo per aver citato la Bibbia; anche la Chiesa cattolica che parla la Neolingua (serve un nuovo Papa come ci sono i nuovi padri).

E così le democrazie sono come metafore cinetiche: c’è sempre qualche altro «balzo in avanti».

In pochissimi anni, tre-quattro, si è instaurato un nuovo ordine intellettuale che demonizza tutto ciò che lo minaccia.

Dobbiamo tutti dimostrare di pensare come gli altri, così prendiamo in prestito parole d’ordine che sono solo segni di mobilitazione e fedeltà al regime.

Secondo la vulgata pseudo-progressista l’immigrazione è sempre bene e le frontiere esistono soltanto per essere valicate.

L’Occidente deve espiare di esistere.

Il genere è separato dal sesso ed esiste in infinite varianti; la famiglia naturale è male; il cristianesimo è un relitto da cancellare.

Più che alla fine della Storia siamo arrivati dall’altra parte della Storia.

Un nuovo barbaro ha instaurato in Occidente un clima di paura che porta ad applausi unanimi di cose sempre più strane e detestabili.

Ripuliremo le stalle di Augia o dovremo percorrere fino in fondo la strada di questo nuovo nichilismo, cercando di sopravvivere a una censura dopo l’altra?

 

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