CON LE BANCHE NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA !

CON LE BANCHE NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA !

di GIULIO CESARE BERTOCCHI (Bergamo) * giulicesare.bertocchi@dconline.info

Vice-Segretario nazionale Dip. Attività Economico produttive della D.C.

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

 

Poche settimane fa il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, ANTONIO PATUELLI, nel corso dell’assemblea annuale dell’organizzazione che riunisce gli istituti italiani, ha agitato – di nuovo – lo spauracchio dello spread.

Secondo Patuelli l’Italia dovrebbe partecipare maggiormente alle scelte della Unione Europea altrimenti “potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani”.

Giulio Cesare Bertocchi nel corso del suo intervento alla Direzione naz.le D.C. a Brescia

Un argomento, quello dello spread, giù usato in altre occasioni da Patuelli, ma che è stato letto da molti in relazione ad affermazioni e progetti della maggioranza in chiave anti euro seppure esclusi più volte sia dal premier Giuseppe Conte che dal ministro Tria.

La verità – che negli ambienti finanziari tutti conoscono, ma che in pochi ammettono – è che le banche italiane detengono una quota assai significativa dei titoli di Stato italiani.

E non a caso: si tratta di titoli redditizi, ancora considerati piuttosto sicuri (del resto l’Italia, checché se ne dica ha dei fondamentali economici solidi), che aiutano a chiudere in positivo il bilancio a fine anno.

Al punto che, come spiega un operatore di Borsa, “inserire nel nostro basket di investimento titoli di banche italiane nella filosofia di molti investitori corrisponde un po’ a comprarsi delle opzioni sui titoli di Stato”.

Quello che le banche italiane, però, non possono e non vogliono permettersi è di  dover registrare perdite a bilancio collegate al rialzo dello spread. Quando lo spread sale, infatti, il valore dei titoli di Stato diminuisce e questo provoca delle perdite nei bilanci delle società che li detengono.

Perciò non provate a criticare l’Euro. Ma mica per una ragione di rischi geopolitici. Macché: il tema è che se lo spread si alza, le banche rischiano di perdere soldi.  Tutto il resto è conversazione !

Qualche politico, però, inizia a non accettare più queste logiche: martedì il ministro dello sviluppo e del lavoro LUIGI DI MAIO ha criticato il comportamento della Banca <Monte dei Paschi di Siena> nella vicenda che ha portato al fallimento dell’impresa, per poi allargare il discorso al comparto bancario nella sua interezza.

“Il sistema bancario la deve pagare – ha detto Di Maio – perché ha avuto un atteggiamento arrogante infischiandosene dei risparmiatori e dello Stato ed è stato protetto da ambienti politici sia in questa regione (Toscana, ndr), che a livello nazionale.

Se vogliamo sostenere le imprese dovremo ridurre l’arroganza di certe organizzazioni, quelle illegali e anche di alcune legali”.

 

di GIULIO CESARE BERTOCCHI (Bergamo) * giulicesare.bertocchi@dconline.info

Vice-Segretario nazionale Dip. Attività Economico produttive della D.C.

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