Arriva la tredicesima, ma 11 miliardi andranno al Fisco: una piccola parte sarà spesa e nei regali di Natale

Tredicesima: tra tasse e imposte 11 miliardi vanno al Fisco, il restante importo della mensilità aggiuntiva sarà speso per i consumi interni. Il comunicato stampa dell'8 dicembre 2018 della CGIA e l'indagine di Federconsumatori.

Arriva la tredicesima, ma 11 miliardi andranno al Fisco: una piccola parte sarà spesa e nei regali di Natale

Dicembre è il mese della tredicesima così per i lavoratori dipendenti come per il Fisco che attraverso le ritenute Irpef preleverà 11 miliardi di euro dalla mensilità aggiuntiva.

Il calcolo è stato effettuato dalla CGIA di Mestre che con il comunicato stampa dell’8 dicembre 2018 ha reso pubblici i dati relativi alle tredicesime. Saranno erogati circa 47 miliardi di mensilità aggiuntiva a 33,7 milioni di pensionati, operai, impiegati e dalle ritenute Irpef della tredicesima il Fisco preleverà 11 miliardi di euro.

La CGIA ha dichiarato che oltre al pagamento di tasse e imposte la tredicesima ai dipendenti è un’occasione per far ripartire i consumi interni attraverso gli acquisti natalizi da parte dei consumatori magari nei piccoli negozi di artigiani e commercianti colpiti dalla crisi.

La tredicesima fa incassare 11 miliardi di euro al Fisco tramite le ritenute Irpef, lo ha dichiarato la CGIA con il comunicato stampa dell’8 dicembre 2018.

Arriva la tredicesima, ma in tasca resterà solo l’11% dei soldi: ecco perché

La fetta più ricca delle tredicesime, 8,4 miliardi di euro (il 23,1% del totale), finisce nelle rate mensili di prestiti e mutui. Al secondo posto troviamo bollette e utenze (21,7% pari a 7,9 miliardi) e poi le tasse (19,8% pari a 7,2 miliardi). Come detto ad inizio articolo, se alla tredicesima mensilità togliamo tutto questo, resta soltanto una cifra di poco superiore al 10%, pari a 4 miliardi di euro. Di questi, conclude Federconsumatori, 2,23 appartengono ai lavoratori, 1,78 ai pensionati.

Di seguito un riepilogo di come viene spesa la tredicesima con le varie voci e la percentuale che viene impiegata:

  • Rc auto 14,60%
  • Prestiti / Rate / Mutui 23,10%
  • Bollette e utenze 21,70%
  • Visite mediche 9,80%
  • Tasse (TASI II casa, IMU II casa, TARI, bolli) 19,80%
  • Rimanenza 11,00%

Ma è auspicabile che oltre a pagare le tasse e le imposte i contribuenti possano utilizzare la parte restante della tredicesima magari per gli acquisti per i regali di Natale facendo così ripartire i consumi interni.

Difatti il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo ha dichiarato che:

“Negli ultimi 10 anni gli acquisti natalizi sono crollati di circa il 50%, con una spesa complessiva che l’anno scorso si è attestata attorno ai 10 miliardi di euro.”

I più penalizzati dal calo degli acquisti sono stati i “negozi di vicinato” come le botteghe artigiane e i piccoli commercianti mentre i grandi magazzini, gli outlet e la GDO hanno ammortizzato il colpo.

L’augurio è che con le tredicesime i consumatori tornino a spendere per acquisti che favoriscano anche i piccoli negozi “ridando così fiato alla domanda interna che in Italia rimane ancora troppo debole”.

Da ricordare anche che la tredicesima mensilità dei lavoratori dipendenti non godrà del bonus Renzi, che consiste nell’erogazione di 80 euro mensili in busta paga, in quanto non previsto dalla normativa.

Ma si ritiene più importante ricordare che c’è la possibilità che alcuni lavoratori dipendenti che hanno percepito il bonus 80 euro si trovino a dover restituire il credito.

Si ricorda che il bonus 80 euro in busta paga spetta per intero ai soggetti che non superano la soglia dei 24.600 euro di reddito annuale e in misura inferiore se il reddito arriva fino a 26.600 euro.

Dunque se nel corso dell’anno sono stati oltrepassati i limiti massimi la restituzione di quanto percepito avverrà con la decurtazione di parte dello stipendio dalla busta paga di dicembre 2018.

Arriva la tredicesima, ma in tasca resterà solo l’11% dei soldi: ecco perché…

Come riporta l’indagine di Federconsumatori sulle tredicesime, il 9,8% del totale, pari a 3,56 miliardi, verrà impiegato per le spese mediche. Considerando le lunghe liste d’attesa nella sanità pubblica e i costi sempre crescenti delle prestazioni, non è un caso che molti italiani scelgano dicembre per andare dal dentista o sottoporsi a visite specialistiche. Ma se dimentichiamo per un attimo le spese sanitarie, sono molte altre le voci che compongono la lista delle cose da pagare: prestiti, mutui, bollette, assicurazioni e tasse. Tutti ‘macigni’ che, un pezzo alla volta, erodono la tredicesima fino a lasciarne poco o niente.

Non ci rimane l’illusione di poter contare su quella tanto attesa tredicesima, che ancor prima di arrivare è già spesa.

di antonio Genntile

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