“Aria Pulita” come punto caldo del dialogo interreligioso.

“Aria Pulita” come punto caldo del dialogo interreligioso.

A cura di Giordana Di Giacomo (Roma)

giordana.digiacomo@dconline.info * cell. 333-9033937 *

Editorialista de IL POPOLO della Democrazia Cristiana

< “Aria Pulita” come punto caldo del dialogo interreligioso. >

L’Italia si trova in uno dei 34 punti caldi (hotspot) di biodiversità identificati a livello globale. Nel Mediterraneo è concentrata la più alta bio-diversità europea, con percentuali elevate di specie endemiche tra i pesci d’acqua dolce, gli anfibi, i rettili e gli organismi marini.

Convivono perfettamente e – con rispetto – si evolvono.

La convivenza, nel rispetto tra le diverse specie e per l’ambiente, costituisce un’unica via che, se vale in modo peculiare per la relazione con la Natura, può valere analogamente anche per i rapporti tra uomini, popoli, religioni che adorano “Dio unico, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra”.

Il dialogo di cui abbiamo bisogno non può che essere aperto e rispettoso ed allora si rivela fruttuoso.

Il rispetto reciproco diventa condizione e, nello stesso tempo, il fine del dialogo interreligioso: rispettare il diritto altrui alla vita, all’integrità fisica, alle libertà fondamentali, cioè libertà di coscienza, di pensiero, di espressione e di religione.

Da settant’anni circa si parla di pace, di fame, della miseria che affligge milioni di persone.

Si parla della crisi ambientale; della violenza (ed in particolare quella commessa proprio in nome della religione); della corruzione; del degrado morale; della grave crisi che ha colpito la famiglia, l’economia, la finanza; della crisi sanitaria e del  gravissimo problema della  inoccupazione/disoccupazione.

I media ne parlano tutti i giorni e su centinaia di programmi delle diverse reti, ma è gravissimo che se ne parli senza particolari ricette.

A causa della violenza e del terrorismo si è diffuso un atteggiamento di sospetto o addirittura di condanna delle religioni.

In realtà, benché nessuna religione sia immune dal rischio di deviazioni fondamentalistiche o estremistiche in individui o gruppi, bisogna guardare ai valori positivi che esse vivono e che esse propongono e che possono essere sorgenti di speranza.

Si tratta di alzare lo sguardo per andare oltre !

Il dialogo basato sul fiducioso rispetto può portare solo bene e creare amicizia e  collaborazione in tanti “campi caldi”.

Possiamo camminare insieme prendendoci cura gli uni degli altri e del creato.

Tutti i credenti di ogni religione possono coltivare e custodire il giardino del mondo come un bene comune; realizzare progetti, combattere la povertà ed assicurare ad ogni uomo e donna condizioni di vita dignitose, dall’ambiente in cui viviamo, dai piccoli gesti della nostra vita quotidiana formando la grande famiglia umana nell’armonia delle diversità.

Da sempre le religioni vengono utilizzate a fini politici di dominazione. Ma tutto questo, in una società culturale avanzata, può iniziare a far parte del passato: basta volerlo veramente !

In realtà tutti noi, oggi, pensiamo che le maggiori crisi dei nostri tempi possono essere affrontate solo attraverso l’unità delle religioni e l’unità delle nazioni. Ed infatti si comincia a sentir parlare di partito unico e di unica religione.

Negli ultimi anni la nostra Chiesa guarda con sguardo benevolo e con stima i credenti di tutte le religioni. Non a caso ha instaurato rapporti istituzionali con le religioni non cristiane.

Un avvenimento molto importante è stato quello svoltosi ad Assisi, il 27 ottobre 1986.

L’incontro promosso da San Giovanni Paolo II, un invito a tutti i credenti di unirsi, di favorire l’amicizia, l’unione tra uomini e popoli di varie etnie.

Una fiamma accesa da tempo, quale fonte di pace e amore a livello globale, segno di speranza per poter guardare al futuro con serenità, senza guerre, per un mondo all’insegna della pace.

Solo grazie alla forza di una continua unità, è possibile vincere le sfide di oggi.

Creando un buon dialogo tra i diversi “Stati” rsarebbe possibile isolvere il problema dell’integrazione delle persone che arrivano con i continui flussi migratori verso il continente europeo a causa di guerre e persecuzioni, per gli abusi,  le torture.

Così facendo il traffico di esseri umani e le schiavitù di tutti i tipi verrebbero meno.

Con un buon dialogo tra capi di Stato ci si potrebbe dedicare alle problematiche del cambiamento climatico e provvedere a svariati adeguamenti strutturali ed industriali.

Il dialogo come frutto dell’impegno umano all’apertura a Dio. La cooperazione per poter scrivere in futuro una storia di successo senza eguali, per costruire e non per distruggere.

Non c’è più bisogno di carità, ma di supporto tecnico per la creazione di progetti condivisibili che possano migliorare la qualità della vita a livello globale, non solo nei paesi extracomunitari ma anche nei piccoli borghi o paesi italiani abbandonati a sè stessi che costringono anche i nostri italiani ad emigrare.

Altro “tema caldo” mai affrontato da nessun gruppo politico.

Guidare un mondo verso gli alti valori morali multi-religiosi espressi in occasione di centinaia di incontri, abbracciando insieme il patrimonio di democrazia della civiltà globale, con garanzie etiche per i diritti umani e di eguaglianza, evitando allo stesso tempo il materialismo illimitato che non racchiude considerazioni etiche inclusive e di eguali opportunità per tutti.

Nel profondo del nostro cuore tutti sappiamo che per salvare le future generazioni, la terra, l’ambiente, dal disastro in atto, dobbiamo risvegliarci dal sonno della ragione.

Dobbiamo partecipare, dare sostegno a chi più ne ha bisogno, in modalità compatibili ai tempi attuali in ogni angolo del pianeta, con rispetto e fiducia nel Dio che abbiamo in comune.

Ma torniamo ancora una volta al discorso del rapporto fra religione e scienza, da sempre oggetto di studio di filosofi, teologi, scienziati e altri, fin dai tempi dell’antichità.

Nel pensiero medievale, la scienza, la geometria e l’astronomia erano direttamente legate al divino.

Il compasso, simbolo e strumento della creazione.

Le prospettive sono diverse in base alle regioni geografiche, come le culture e le epoche storiche, alcune delle quali caratterizzano il rapporto come un conflitto, altre lo descrivono come armonioso, e altre ancora dicono che vi sia una minore interazione.

Sia la scienza, sia la religione, sono complessi tentativi sociali e culturali che variano fra le culture e che hanno subito cambiamenti nel tempo.

Molti scienziati, filosofi, e teologi, nel corso della storia, hanno visto compatibilità o indipendenza fra la religione e la scienza.

Alcuni teologi contemporanei considerano la religione e la scienza come due magisteri non sovrapponibili, in quanto si rivolgono fondamentalmente a forme separate di conoscenza e aspetti della vita.

Alcuni teologi o storici della scienza, propongono un’interconnessione fra la religione e la scienza, mentre altri credono che siano parallele.

Milioni e milioni di libri e scritture sacre e meno sacre (chi più, chi meno) divide e separa, oggi una nuova visione per salvare il Pianeta Terra e ci “rivela” i semplici  ingredienti di una pillola in grado di curare il mondo: che sono il rispetto per la sacralità della vita umana, l’unità degli uomini e dei popoli.

Non serve poi un grande sforzo.

In realtà siamo già uniti da una grande forza che è la Natura che produce quotidianamente per tutti noi “Aria Pulita”.

Giordana Di Giacomo (Roma) 

 

********************************************

www.ilpopolo.news

www.democraziacristianaonline.it

********************************************

8 Responses to "“Aria Pulita” come punto caldo del dialogo interreligioso."