Ancora truffe sui carburanti: in Italia un distributore su sette commercializza carburante in maniera irregolare.

Secondo la Guardia di Finanza tra quelli analizzati un distributore su sette non sarebbe a norma e le irregolarità sarebbero di varia natura.

Ancora truffe sui carburanti: in Italia un distributore su sette commercializza carburante in maniera irregolare.

di Antonio Gentile su : www.ilpopolo.news

Cresce il fenomeno relativo alle frodi del commercio dei carburanti. Un’indagine svolta dalla Guardia di Finanza ha infatti fatto emergere come, nel lasso temporale compreso tra lo scorso gennaio ed il mese corrente, sia stato “consumato in frodo”, un quantitativo di 71.000 tonnellate di carburante, ossia il 127% in più rispetto allo scorso anno.

Non è certamente una novità ma ogni volta che un’indagine ufficiale di questo tipo porta alla luce la verità e i reali numeri delle strutture coinvolte non può che scaturirne un vero e proprio scandalo. Anche quest’anno, come tutti gli anni, la Guardia di Finanza ha condotto un controllo a tappeto su numerose stazioni di servizio per il rifornimento. L’indagine rientra nel quadro del Piano straordinario di controlli estivi 2018 in vista delle partenze degli italiani per le tanto desiderate vacanze. Ciò che emerge da questa indagine ha dell’incredibile: su 1.379 impianti di distribuzione controllati sull’intero territorio nazionale, ben 330 di questi si sono dimostrati non a norma per qualche motivo.

Niente in Italia non ce la facciamo proprio a fare le cose secondo le regole, non riusciamo proprio a non fregare il prossimo e a non far valere la legge “morte tua vita mia”. Le irregolarità riguarderebbero la truffa nell’erogazione con la pompa che eroga meno carburante di quanto mostrato sul display oppure con la stessa che adotta un prezzo al litro maggiore di quello mostrato dal display. Un escamotage reso possibile solamente con la manomissione della pompa stessa e quindi con la piena complicità dei tecnici addetti alla manutenzione. Un’altra irregolarità riguarderebbe quei distributori furbetti che allungherebbero il carburante, presente nelle loro cisterne, con oli esausti o persino comune acqua. Usanza molto pericolosa per la salute del nostro motore. O ancora quelli che, pur di guadagnare quanto più possibile, acquisterebbero il carburante da mercati illegali, riuscendo quindi a evitare le normali tasse. Insomma qualunque sia la frode, a pagare è sempre l’automobilista.

Ma negli ultimi giorni si moltiplicano le segnalazioni di truffe alle pompe di benzina. Come ricorda ilCorriere, una delle più comuni particate è quella del prezzo esposto in entrata alla stazione di servizio e quello poi davvero applicato durante l’erogazione. A volte potrebbe esserci una differenza e quindi è consigliabile dare un’occhiata ai costi effettivi presenti sull’erogatore di carburante.

Altroconsumo mette in guardia anche dalle code o dalle distrazioni alla pompa. Basta una semplice occhiata al cellulare per non accorgersi che l’erogazione magari parte non da zero ma da 5 o 10 euro. E di fatto è questo il momento in cui scatta la truffa. Fate sempre benzina nello stesso distributore. In questo modo potrete monitorare meglio lo stato di salute della vostra auto e mettervi a riparo ad esmepio da miscele particolari dannose per il motore. Altro accorgimento, come hanno ricordato le Iene, è quello di far benzina al mattino. Infatti la temperatura elevata fa aumentare il volume del carburante e così il serbatoio si riempirà prima. Controllate sempre bene il resto: “È di sicuro una truffa meno raffinata rispetto alla manomissione di una pompa di benzina, ma è comunque molto efficace”. Infine pagate sempre con carta: in questo modo, con una tranciabilità, sarà più semplice contestare qualcosa alla stazione di servizio.

Aggiungere acqua al gasolio è molto grave perché incide molto negativamente sul funzionamento del motore diesel delle auto. L’acqua essendo più pesante del gasolio si deposita sul fondo del serbatoio e viene quindi immessa nel motore poco tempo dopo aver effettuato il rifornimento. In questo caso l’auto si arresta quasi istantaneamente.

Per trovare il colpevole basta tornare dall’ultimo distributore dove si è effettuato il rifornimento. Se ci si arresta pochi metri dopo aver immesso nel serbatoio carburante alterato il motore non subisce danni gravi, però bisogna comunque portare il mezzo in officina con un carro attrezzi e far svuotare il serbatoio. Se invece si percorre molta strada con carburante alterato, perché il motore non sembra manifestare particolari problemi, l’acqua entra negli iniettori e i moderni sistemi common rail possono subire dei danni anche gravi, con costi di riparazione che possono raggiungere qualche migliaio di euro»; «un metodo per evitare di imbattersi in carburanti alterati è quello di rivolgersi alle stazioni di rifornimento di proprietà delle grandi marche, che le gestiscono direttamente e che sono circa il 30% di quelle disponibili nel nostro Paese. Un buon metodo può essere quello quindi di fare rifornimento in grandi stazioni di servizio, perché statisticamente sono quelle meno a rischio. Inoltre è molto consigliato farsi sempre fare la ricevuta o pagare con carta di credito, operazione che oggi non sempre comporta commissioni, in modo tale da avere una prova del rifornimento effettuato».

«Secondo me il self è più sicuro, perché fare rifornimento con il self-service evita infatti due tipi di truffe. Prima di tutto quella che fa “manualmente” il gestore quando non rimette correttamente al suo posto la pistola, evitando di azzerare il display della pompa ma anche quella che fa il compare del gestore quando copre abilmente il display agli occhi del cliente».

Nelle auto di ultima generazione i display ci informano su quanta autonomia abbiamo ancora a disposizione con il carburante presente nel serbatoio, quindi non è difficile, attraverso qualche semplice calcolo matematico, capire effettivamente quanti litri sono stati inseriti al momento del rifornimento.

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