Alla ricerca dell’articolo perduto: 19 buoni motivi.

19 buoni consigli che potrebbero sconvolgere o cambiare la vostra vita, il giornalismo non  è per tutti, ma bisogna almeno provarci!!

Alla ricerca dell’articolo perduto: 19 buoni motivi.

Scrivere…… Per definire questa parola dovrei farvi un discorso lunghissimo, ma cercherò di farvelo capire nel modo più semplice possibile. Scrivere è un altro modo per comunicare…scrivere vi fa scoprire posti nuovi ,anche se voi non li avete mai visti … scrivere vi fa viaggiare, anche se voi non prendete l’auto o l’aereo … scrivere vi fa incontrare tante persone, anche se voi non ci avete mai parlato … scrivere vi fa divertire, anche se voi non avete fatto alcuna battuta … scrivere vi apre la mente … vi fa scoprire persone, cose e luoghi che non avete mai conosciuto e che magari non potrete vedere mai … ma voi, scrivendo, è come se li avreste visti mille volte! Quando si tiene un libro o un testo in mano, per me, ma spero anche per voi, è come avere un grande tesoro dal quale attingere sapere e saggezza. Lo so, ho la vostra stessa età e vi capisco che qualche volte non si ha voglia… ma fidatevi… anch’io ho i vostri interessi e le vostre attese…basta provarci.

Proprio per questo ho aderito alla proposta di scrivere per il giornale storico della Democrazia Cristiana Il Popolo e scrivo  articoli riguardanti la musica, lo sport, la politica e cronaca, ma anche l’attualità e curo la Rubrica Scomparsi , un modo semplice e umano per ricordare le persone scomparse sottolineando fatti di criminalità rimasti ancor in risolti. Il giornale il Popolo poi, mi ha riservato il compito di coordinatore giornalistico redazionale fatto di una squadra attenta e motivata è stata una soddisfazione grandissima e ringrazio tutta la redazione per avermi scelta e sostenuta.

Oggi mi sento di impostare e dare alc uni consigli a tutti coloro che si vogliono avvicinare al giornalismo e a diventare giornalista pubblicista,

Oggi un giornale non si può fare senza collaboratori. Se sfoglio il Popolo, la maggior parte degli articoli che leggo, anche sul sito, è realizzata da un’ottima rete di professionisti che ogni giorno si fa venire delle buone idee, propone pezzi e li scrive. Però, come in tutte le cose, si può migliorare. Da parte di chi è dentro le redazioni, bisogna trovare il modo di saper ascoltare di più. Spesso è molto difficile, presi, se non travolti, dalla quotidianità. Ma anche chi è fuori, il collaboratore, deve comprendere al meglio le dinamiche dello staff del giornale e le ragioni per le quali si prendono delle decisioni di fronte a delle proposte. Per questo ho stilato una breve lista di consigli per chi vuole collaborare con un giornale e perché no se non lo è già, diventare un giornalista pubblicista. La lista vale soprattutto per chi scrive sui quotidiani e i siti di news aggiornati tutti i giorni.

  1. Dove ho visto quel pezzo?

Non proporre un articolo che hai già scritto identico per un altro giornale. Neanche simile. In un’epoca di tanta informazione, ogni testata si deve differenziare.

  1. Fammi vedere che ci conosci

Per i quotidiani online è molto semplice, e gratuito. Prima di fare una proposta, soprattutto se sei nuovo/a, fatti un giro sul sito, usando anche il motore di ricerca. Chi riceve una proposta è ben disposto se dall’altra parte c’è qualcuno/a che lo ha studiato.

  1. Dammi un titolo

Non mi piacciono i “vecchi” insegnamenti di giornalismo. Ma ce n’è uno che funziona: se un articolo non ha un titolo, non è un articolo. Vale anche per una proposta. In più: non obbligare un redattore a leggere 30 righe per capire quello di cui si sta parlando. Va bene la proposta documentata, ma devi dirmi subito di cosa vuoi parlare.

  1. Una banalità, ma è bene ricordarla

Siamo online (o usciamo tutti i giorni): non propormi pezzi di cronaca di cose successe la settimana scorsa.

  1. Non basta un comunicato stampa per proporre un pezzo

Di comunicati stampa ne arrivano centinaia in redazione, ogni giorno. Molti di più di quelli che un collaboratore potrebbe ricevere in un mese. Quindi li abbiamo visti tutti e se li abbiamo scartati c’è un motivo.

  1. Quel pezzo ce l’abbiamo già

Lo so, l’articolo che hai in mente ti sembra migliore di quello che abbiamo pubblicato. Ma non si possono pubblicare pezzi simili. E non provare a convincermi che è sensibilmente diverso, 9 volte su 10 non lo è.

  1. Specializzati, ma non troppo

Se la tua ambizione è fare il tuttologo, non avrai molto spazio. In redazione abbiamo bisogno di certezze in ambiti specifici. Se fai tutto (anche se bene) rischi di essere superato/a quasi sempre da altri collaboratori. Ovviamente non ti specializzare nelle “startup della provincia di Mantova” (esempio), comprenderai che non ne scriveremo tutti i giorni.

  1. Hai i numeri?

Collaboratore: “Vuoi una intervista a Donald Trump sulla sua visione su cybersicurezza e privacy?”.

Redazione: “Certo, ottimo, vai”……. “Hai i numeri?, così lo chiami anche oggi”.

Collaboratore : “ ma sai …vedo come averli”.

Redazione : ” ??? “.

È un dialogo inventato, ma ispirato a una storia vera. Se mi proponi un’intervista, do per scontato che tu possa arrivare in autonomia all’intervistato.

  1. Le redazioni non sono call center

Lo so che dopo che hai inviato una proposta, non vedi l’ora che ti si risponda subito e positivamente. Ho passato diversi anni dall’altra parte e so cosa si prova. Ma le redazioni o i capi redattori non sono call center e non puoi aspettarti una immediata risposta. Abbiamo riunioni di redazione, punti con il marketing, ferie da fare, altre proposte da valutare, pezzi da scrivere. Se non rispondiamo subito, insomma, c’è un motivo. Se è molto urgente, ma solo in quel caso, attiva una procedura d’urgenza. Di solito basta una telefonata.

  1. Usare contemporaneamente tutti i canali non è una buona idea

Se mi mandi una proposta contemporaneamente via mail, sms, Facebook, Twitter, WhatsApp, Telegram, WeChat, Snapchat, non avrai maggiore attenzione. Anzi.

  1. Se non rispondo, c’è semplicemente un motivo

Mi chiami dal cellulare, non rispondo. Mi chiami 1, 2, 3, 4 volte, non rispondo. Allora mi chiami dal fisso per cambiare numero. Se non rispondo, c’è un motivo e non è legato a te, è che sono impegnato. Non insistere: vale anche (e in alcuni casi soprattutto) per gli uffici stampa. Poi chiamo io appena libero.

  1. Link

Una proposta non è una buona proposta se ci sono 25 link da aprire e in particolare che se questi link rimandano a giornali concorrenti al mio. Di solito vedo quello che succede nella concorrenza. E soprattutto non mi piace copiare quello che fanno gli altri.

  1. Sintetico, ma non generico

“Facciamo un pezzo su Facebook” non è una buona proposta, è troppo generica. Devi dirmi cosa vuoi raccontare di Facebook, provando a essere sintetico, vai sempre al dunque. (ricordati del punto 3).

  1. Non scrivere in anticipo un pezzo

Non mandarmi un pezzo già scritto senza che lo abbiamo concordato, rischi di aver perso tempo o di farmi pensare che qualcun altro te l’ha bocciato e che me lo stai riciclando.

  1. Prova a passare in redazione

So che è difficile ed è uno sbattimento, soprattutto se abiti in un’altra città. Ma, quando puoi, prova a passare in redazione. Allacciare un rapporto umano più diretto e non basato solo su una mail ti porterà dei vantaggi competitivi. (Ora non è che prendete tutti un appuntamento, eh).

  1. Nulla di personale

Se ti boccio una proposta, non pensare che ce l’ho con te. Il mondo è pieno di complotti, in redazione non c’è nessuno che cospira contro una buona proposta.

  1. Porta valore

In generale e in conclusione, studia bene la testata, la redazione, i suoi punti forti e i suoi limiti. Concentrati su questi ultimi per migliorare il giornale, portare valore e provare a essere fondamentale e decisivo. Considerando sempre che nessuno, a cominciare da chi ha scritto questa lista, è indispensabile.1

18. Cerca di essere sempre te stesso.

Quando scrivi un articolo, evita di andare a scopiazzare altri colleghi, cerca invece di carpire se la notizia che stai per divulgare sia reale, quindi documentari su internet e verificane la fonte, se una notizia è stata diffusa da più di tre/quattro fonti autorevoli sicuramente non rischi di incappare nella cosiddetta notizia Bufala. Leggi il tutto e crea di tuo, l’articolo con il pensiero che hai raccolto.

19. Trova lo scoop

Se vuoi essere un buon giornalista devio avere molto intuito e ti devi a volte trovare nel posto giusto al momento giusto, una foto che coglie quell’attimo fuggente, foto scattata come farebbero i paparazzi, oppure un’intervista in esclusiva, o un articolo che racconta di un fatto che non è stato ancora diffuso da altri giornali o portali di notizie, potrebbero fare la differenza e fari diventare un buon giornalista.

Oggi vi ho solo descritto 19 buoni consigli che potrebbero sconvolgere o cambiare la vostra vita, il giornalismo non  è per tutti, ma bisogna almeno provarci!!

Spero con tutto il cuore di avervi strappato un sorriso a tutti voi che state leggendo e soprattutto, cari amici de IL POPOLO, di avervi fatto capire l’importanza della lettura e della scrittura, ma soprattutto come poter improntare un buon articolo: fatene compagni di viaggio! Anche perché tante nuove iniziative stiamo improntando noi del giornale Il Popolo, presto vi diremo come entrare nel mondo del giornalismo e come diventare un buon giornalista pubblicista.

Buona vita a tutti!  Ma soprattutto Buona D.C.

Info: redazione@ilpopolo.news

di Antonio Gentile – Coordinatore Giornalistico Redazionale

 

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Franco Capanna
Franco Capanna
4 anni fa

Buongiorno.Onorato avere modo di breve nota a questo scritto di Antonio Gentile,un decalogo perfetto al quale ognuno tenuto riflettere e seguire.Un qualsiasi pezzo inviato non mai una autocelebrazione di se stesso tanto per apparire, viene scartato, ma ” notizia” originale giammai vista e volta al bene della collettività.Franco Capanna.
P.S. Approfitto per togliermi un sassolino dalla scarpa.Nel mio durissimo,aspro cammino sindacale contro corrente pur in successi sociali fatti di conquiste reali derivate da sacrificio personale e per “un patto” con mia moglie morente ovvero:” sfrutta la tua migliore dote al servizio della gente in sofferenza,dei senza voce”. La rabbia e sete di giustizia aprono fronti che sembrano impenetrabili. Il tuo stesso sindacato frena con norme e prassi paralizzanti con supporti così fragili tanto da far cadere la stessa culla. Le agenzie di stampa o il singolo appartenente non hanno bisogno essere sollecitati e capisce del tuo impegno forte,incisivo. Tante domande dei perditempo del perché mi si è dato retta e a loro no,la risposta è nell’articolo di Antonio Gentile.O si leggono certe cose o si è destinati non costruire nulla.