PROSEGUE IL NOSTRO VIAGGIO NEL PIANETA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA: GIUNGE AD UN IMPORTANTE PUNTO DI SVOLTA IL COSIDDETTO “CASO PALAMARA”

PROSEGUE IL NOSTRO VIAGGIO NEL PIANETA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA: GIUNGE AD UN IMPORTANTE PUNTO DI SVOLTA IL COSIDDETTO “CASO PALAMARA”
Loredana Di Lorenzo

A cura di Loredana Di Lorenzo (Tivoli / in provincia di Roma)

loredana.dilorenzo@dconline.info * cell. 320-2450359 *

Segretario Organizzativo nazionale del Dipartimento “Legalità e Giustizia” dellaDemocrazia Cristiana italiana.

Editorialista de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana

<PROSEGUE IL NOSTRO VIAGGIO NEL PIANETA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA: GIUNGE AD UN IMPORTANTE PUNTO DI SVOLTA IL COSIDDETTO “CASO PALAMARA”>

Sia nella mia qualità di Segretario Organizzativo del Dipartimento “Legalità e Giustizia” della Democrazia Cristiana, sia come Editorialista di questa gloriosa testata giornalistica de <IL POPOLO>, di concerto che gli altri Dirigenti apicali  della D.C., abbiamo deciso di non limitarci ad una mera cronaca di quel che purtroppo accade, ma anche cercare di approfondire i vari temi ed avvenimenti di cui siamo  a rendere conto.

Il Giudice Dott.ssa Angela Avila

In particolare vogliamo farlo anche raccogliendo le riflessioni da parte delle (purtroppo numerose) vittime del sistema di modo che la cronaca sia il più possibile affiancata da testimoninaze e commenti a cui attribuiamo un grande valore e notevole importanza!

Il prossimo 21 luglio 2021, dunque, in quel di Perugia dinnanzi al Giudice Angela Avila, vi sarà l’udienza per le repliche delle parti civili e per la decisione.

La prossima udienza dunque determinerà il rinvio a giudizio oppure il proscioglimento degli accusati nel procedimento bis che vede coinvolti, oltre a Palamara e Fava, anche Riccardo Fuzio per il quale la Procura guidata da Cantone ha già ammesso il patteggiamento, il rito alternativo di cui – per completezza di informazione a “quisque de populo” – si riportano nel dettaglio quanto in esso previsto dal punto di vista giuridico e processuale.

luca palamara
L’ex Giudice Luca Palamara

Il “PATTEGGIAMENTO” (questo sconosciuto).

Il Patteggiamento è previsto agli art 444 e seguenti del Codice di Procedura Penale ed è un accordo tra imputato (o prima ancora, semplice indagato) con il Pubblico Ministero, così come vagliato dal Giudice, e che permette di irrogare – senza un dibattimento – una condanna più mite e con determinati sconti di pena.

Si può applicare alla maggior parte dei reati, esclusi quelli più gravi (come se asservire i poteri dello Stato – utilizzando i segreti d’ufficio per il proprio tornaconto – non fosse da considerare un reato grave).

  • In estrema sintesi dunque:
  • Spetta uno sconto sulle pene (anche pecuniaria) fino ad ad un terzo.
  • Viene esclusa la parte civile: se il danneggiato si era costituito parte civile per avere i danni, la sua azione non potrà essere esaminata nel processo penale ed avrà diritto, al massimo, al risarcimento delle sole spese legali fino ad allora sostenute.  
  • Ciò non toglie che la parte offesa possa fare causa in sede civile ma, ciononostante, questo non accade spesso, vuoi per la lunghezza ed il costo del processo civile, vuoi per le regole probatorie meno favorevoli alla parte offesa.
  • La sentenza non potrà essere ritenuta vincolante dal Giudice civile.
  • Se lo si chiede per tempo, prima della fissazione di una udienza dibattimentale, il giudizio non è pubblico (si svolge in camera di consiglio), evitando così spiacevoli pubblicità: chiunque, cronisti compresi, può presenziare invece al giudizio ordinario dibattimentale.
  • La sentenza non è appellabile dal P.M. che abbia prestato il consenso.
  • Viene esclusa la condanna al pagamento delle spese processuali dello Stato, se il patteggiamento avviene entro i due anni dall’inizio del procedmento: solitamente non sono troppi euro, che però possono diventare migliaia in presenza di costose perizie, etc, etc.
  • Esclude l’applicazione di buona parte delle pene accessorie (escluse però confisca, sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, demolizione edifici abusivi).
  • Se il patteggiamento avviene entro i due anni il reato si estingue dopo un certo tempo: sono 5 anni se la condanna è per delitto; sono 2 anni se per contravvenzione, sempreché il condannato non commetta nel frattempo un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole e purché la condanna resti entro i due anni di pena detentiva.
  • Il costo della difesa (onorari del difensore) è minore rispetto ad un dibattimento. Esso è anche assai minore rispetto al costo di processi lunghi e complicati.
Il Giudice Cantone

Ricordiamo che Riccardo Fuzio è l’ ex Procuratore generale della Corte di Cassazione, accusato di aver rivelato all’ex pm Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ed ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura, dettagli sull’inchiesta che lo vedevano (e lo vedono tuttora) accusato di corruzione nell’inchiesta che ha terremotato il C.S.M. stesso (con le dimissioni di ben 5 consiglieri) ed anche tutto il mondo della Magistratura.

Inchiesta che ha scoperchiato le trattative sulle nomine ai vertici delle Procure, ovviamente finalizzate allo stretto ed ovviamente illegittimo  controllo di tutte le indagini che in esse venivano svolte.

Considerando che anche a Centofanti (alla sbarra nel processo primario) sembrerebbe ammesso il privilegio del patteggiamento e che anche Palamara sembra orientarsi al medesimo “trend”, chi lo comunica ai vari cittadini (che sono i  veri danneggiati e che si trovano a dover foraggiare un delinquenziale sistema giudiziario senza avere alcun servizio efficiente al quale rivolgersi con fiducia).

La domanda che gli italiani si pongono è dunque: < Hanno pensato il dr. Cantone ed i suoi Sostituti se gli Italiani sapranno, anche questa volta, rassegnarsi alla logica del “Panta rei” ossia del “tutto scorre” con la solita eleganza che li contraddistingue ? >

 

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