< L’INSEGNAMENTO DI SAN PADRE PIO DA PIETRALCINA: LA SOFFERENZA NON E’ SOLTANTO DA CONTEMPLARE MA DA ALLEVIARE ! > * (PRIMA PARTE)
Abbiamo ricevuto nella Redazione giornalistica de < IL POPOLO > (e ben volentieri pubblichiamo) un interessante contributo editoriale da parte della Dott.ssa Daniela de Feo (Roma Capitale), recentemente incaricata quale nuova Segretaria territoriale del Dipartimento “Sanità e Salute Pubblica” della Democrazia Cristiana di Roma Capitale.

Si tratta di un contributo piuttosto corposo e quindi ci permettiamo di pubblicarlo in più puntate, sicuri che – così facendo – abbiamo la possibilità di essere più agevolmente seguiti dai nostri lettori e per la susseguente pubblicizzazione di quanto a tal proposito esposto.
La riflessione di carattere generale ha particolare riguardo relativamente alla figura di San Padre Pio da Pietralcina, che la Chiesa Cattolica ha celebrato specificatamente in data 23 settembre.
E proprio il 23 settembre del 1968 il frate cappuccino Pio da Pietralcina, che trascorse gran parte della propria vita a San Giovanni Rotondo, ivi morì in tale data.
Padre Pio da Pietralcina venne canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002.
Egli viene ricordato soprattutto per la sua intensa vita spirituale.
Ma c’è un altro aspetto della Sua storia che riguarda direttamente la salute ossia l’attenzione per la persona malata ed il desiderio di trasformare la compassione in un’opera concreta di cura !
La sofferenza non solo da contemplare, ma da alleviare !

Nella vita di Padre Pio da Pietralcina il tema della sofferenza è centrale. Non soltanto come esperienza spirituale, ma come condizione umana alla quale rispondere con vicinanza e assistenza.
Da questa convinzione maturò un progetto che, nell’Italia della prima metà del Novecento, poteva apparire quasi irrealizzabile: costruire sul Gargano un grande ospedale capace di mettere insieme medicina, assistenza e attenzione alla dignità del malato.
Per Padre Pio non doveva essere semplicemente una clinica.
La definì la “pupilla dei miei occhi” e immaginò un luogo nel quale la scienza medica potesse convivere con una concezione profondamente umana della cura.
5 maggio 1956: nasce Casa Sollievo della Sofferenza.
Il progetto divenne realtà il 5 maggio 1956, quando a San Giovanni Rotondo venne inaugurata Casa Sollievo della Sofferenza.
All’apertura era una clinica privata con 250 posti letto e disponeva già delle principali discipline dell’epoca: medicina generale, chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria, ortopedia, radiologia, laboratori e servizi ambulatoriali. La costruzione era stata resa possibile dal sostegno di fedeli e benefattori provenienti da diverse parti del mondo.
Nel discorso inaugurale Padre Pio parlò dell’ospedale come di un “seme” deposto nella terra. Settant’anni dopo, quell’immagine ha assunto un significato molto concreto.
Dalla clinica voluta da un frate a un IRCCS
Casa Sollievo della Sofferenza è oggi un ospedale religioso classificato ad alta specializzazione.
Esso opera all’interno del Servizio Sanitario Nazionale ed è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).
Dopo il primo riconoscimento del 1991, dal 2023 l’IRCCS è riconosciuto nelle aree tematiche di Oncologia, Neurologia e Diagnostica.
Accanto all’attività clinica si è sviluppata una componente importante di ricerca scientifica, che comprende anche il complesso poliambulatoriale “Giovanni Paolo II”; il Centro di ricerca ISBREMIT; nonchè l’Istituto “Casa Sollievo della Sofferenza-Mendel” di Roma.
Nel 2026 l’ospedale ha celebrato i suoi 70 anni di attività, mantenendo al centro della propria missione l’integrazione tra alta specializzazione, tecnologia, ricerca e attenzione alla persona.
Una visione della cura sorprendentemente attuale.
Riletta al giorno d’oggi, l’intuizione di San Padre Pio intercetta un tema molto contemporaneo della medicina: curare una malattia non significa occuparsi soltanto dell’organo malato.
Le cure moderne centrate sulla persona considerano anche dolore, fragilità psicologica, relazioni familiari, qualità della vita e bisogni spirituali.
“Casa Sollievo” sintetizza questa impostazione nella propria missione: rispondere ai bisogni di salute con prestazioni ad alta specializzazione e forte contenuto tecnologico, professionale e umano, ponendo l’ammalato al centro dell’assistenza e della ricerca.
Questo non significa sovrapporre fede e medicina.
La diagnosi, la terapia e la ricerca scientifica appartengono alla medicina basata sulle evidenze.
La dimensione spirituale riguarda invece il modo in cui una persona può affrontare malattia, paura, dolore e perdita di autonomia.
Sono piani differenti che, quando il paziente lo desidera, possono convivere all’interno di una presa in carico globale della persona.
( FINE PRIMA PARTE )

A cura di Dott.ssa DANIELA de FEO (Roma Capitale)
daniela.defeo@dconline.info
Segretaria territoriale del Dipartimento “Sanità e Salute Pubblica” della Democrazia Cristiana di Roma Capitale
Componente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana italiana
Componente della Direzionenazionale della Democrazia Cristiana italiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
