IL RICORDO DI DON LUIGI STURZO QUEST’OGGI (8 AGOSTO 2026) AL “CASALE DEL FONDO STURZO” A CALTAGIRONE (CT) NEL 67* ANNIVERSARIO DEL SUO “DIES NATALIS”.

IL RICORDO DI DON LUIGI STURZO QUEST’OGGI (8 AGOSTO 2026) AL “CASALE DEL FONDO STURZO” A CALTAGIRONE (CT) NEL 67* ANNIVERSARIO DEL SUO “DIES NATALIS”.

< IL RICORDO DI DON LUIGI STURZO QUEST’OGGI (8 AGOSTO 2026) AL “CASALE DEL FONDO STURZO” A CALTAGIRONE (CT) NEL 67* ANNIVERSARIO DEL SUO “DIES NATALIS”. >

Correva l’anno 1959 (a voler essere precisi, l’otto agosto), quando Don Luigi Sturzo lasciava questa terra per salire al cospetto dell’Altissimo.

Nel 67° anniversario della sua dipartita al cielo (8 agosto 2026), ricordare Don Luigi Sturzo, Servo Dio, è in primis un dovere morale per esprimere i più sinceri e profondi sentimenti di riconoscenza e gratitudine, per il suo encomiabile operato di sacerdote, di uomo di cultura, di persona impegnata nel sociale, per poter affermare i valori della Dottrina Sociale Cristiana, della libertà e della democrazia.

Una testimonianza ed un insegnamento che non deve mai venir meno nè per nessun cittadino italiano, né per nessun democratico cristiano in qualsiasi formazione oggi si trovi a militare o sostenere.

Con molto interesse ci siamo imbattuti in una delle tante iniziative per celebrare la sua memoria e ci è parso importante darne il più che giusto risalto in quanto trattasi di una notizia proveniente dalla sua terra natale che ha deciso di omaggiarne il ricordo.

don Luigi Sturzo

La sua terra natale Caltagirone, in cui nacque il 26 novembre 1871, di cui fu pro-Sindaco, gli renderà infatti memoria con un momento di riflessione, presso il Casale del Fondo Sturzo, a Caltagirone (CT).

L’evento si terrà nel pomeriggio di quest’oggi 8 agosto 2026, con inizio alle ore 17.30.

Esso verrà introdotto dal Prof. Salvatore Martinez, Presidente della Fondazione < Istituto di promozione umana > e che ha promosso questo evento.

Durante l’incontro sarà anche presentato il prossimo Forum nazionale intitolato “Le Opere della Dottrina sociale e l’Umanesimo contemporaneo”, che è in programma per le giornate del 12 e 13 settembre 2026.

Prof. Salvatore Martinez

È altresì prevista, sempre nello stesso contesto, la celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc. Rev.ma Mons. Calogero Perri, Arcivescovo di Caltagirone e concelebrata da S. Ecc.Rev.ma Mons. Michele Pennisi Arcivescovo Emerito di Monreale.

Per comprendere al meglio l’incommensurabile eredità politica e culturale del fondatore del Partito Popolare Italiano basta rendersi conto che l’arcinoto populismo contemporaneo, proprio perché privo di anima politica e culturale, ha in sé tre criticità.

L’Arcivescovo di Caltagirone S.E. Mons. Calogero Peri

La prima è identificabile nella personalizzazione della politica: i corpi intermedi non hanno più capacità di intermediazione, il potere si concentra nei leader.

Il rapporto con le masse deborda verso il plebiscitarismo quale anticamera dell’autoritarismo.

La seconda criticità è configurata dalla degenerazione della comunicazione che si sostanzia nell’illusione che i “social network” siano in grado di ricreare antiche agorà di ellenica memoria, ma in realtà il popolo è messo all’angolo poiché nella rete dei social vi sono soggetti che orientano sia la discussione, sia le decisioni.

S.R. Mons. Michele Pennisi

La terza ed ultima criticità risiede nel linguaggio dell’antipolitica: slogan ad effetto al posto dei programmi.

Si materializza, nel vero senso del termine, l’egocrazia, il potere fine a se stesso scevro da qualsiasi idea di bene comune.

E’ da questo principio sostanziale di Bene Comune che nasce il popolarismo sturziano in alternativa al populismo contemporaneo.

Nel popolarismo sturziano, attuale più che mai, la democrazia non è un insieme di regole procedurali ma una concreta esperienza di convivenza fondata sulla libertà che si declina in tutti i livelli della vita associativa; dalla famiglia alle associazioni, dai comuni alle regioni, dai partiti alle istituzioni dello Stato.

don Luigi Sturzo

Il popolo è  una pluralità organizzata di persone, corpi intermedi e comunità locali.

La parola chiave  è responsabilità.

Il partito di massa, nella visione sturziana, non è proprietà del leader ma strumento di mediazione istituzionale e rappresentanza delle forze sociali.

Per questo Sturzo, presentando nel 1919 il Ppi, sostenne convintamente il sistema proporzionale, unico metodo elettorale in grado di garantire la reale rappresentanza della varietà politica e sociale del paese.

Immagine del Casale del Fondo Sturzo a Caltagirone

Contro il centralismo statale, rivendicò uno Stato organico e decentrato, capace di riconoscere autonomia e iniziativa a tutti gli organismi sociali, culturali, religiosi ed economici.

Il popolo nel pensiero sturziano non detiene un potere assoluto ma esercita una funzione di controllo e di limite morale nei confronti degli organi statali.

Dunque una nozione di popolo articolata, plurale e differenziata al suo interno, tutt’altro che omogenea e compatta ma fondamentalmente non incline né al paternalismo, né leaderismo carismatico oggi tanto in auge.

Nel programma politico sturziano, il protagonista è dunque il < popolo >, nella molteplicità delle sue articolazioni e nella capacità di mediare i conflitti e produrre larghi consensi.

Per questi motivi si chiama “popolarismo” ed è l’esatto opposto del “populismo” odierno che intende infatti il “popolo” come unità monolitica e omologante.

La diffusione dei social rappresenta uno strumento potente del contemporaneo processo di “disintermediazione” che delegittima quelli che sono i corpi intermedi così centrali per il popolarismo di Sturzo.

I nuovi media che stanno  cambiando la sfera pubblica, accelerano verso una società sempre più individualizzata e frammentata.

Così si mina tessuto sociale dove persone “libere e responsabili” possano sentire la “vocazione” di impegnarsi in politica per il Bene Comune e con un alto senso di cultura politica che caratterizzi l’operato dei politici stessi.

 

Sturzo in tempi non sospetti fu lungimirante nel prevedere che “il dilettantismo, il superficialismo, l’empirismo ci ammazzano”.

La fonte principale di vita per gli uomini sono le idee. Se le idee mancano i fatti vengono meno».

Il pensare politicamente di Don Luigi Sturzo è diventato poi programma politico in cui il popolo, la famiglia, le autonomie locali, i partiti, le associazioni, le istituzioni tutte hanno trovato la giusta collocazione  nel dettato costituzionale, quindi, nella norma fondamentale a tutti gli effetti  architrave del nostro Stato Libero e democratico.

Don Lui Sturzo Padre Costituente insieme a Giuesppe Lazzati, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti, ha offerto il suo prezioso contributo a servizio del Bene Comune della nostra Italia.

Dott. Gino Monaco (Agrigento)

La sua azione culturale, politica e di uomo di fede ha avuto sempre come faro una delle sue frasi più dense di significato “Servire e non servirsi”.

Nominato senatore a vita il 17/12/1952 si iscrisse al gruppo misto del Senato della Repubblica Italiana.

L’8 agosto 1959 viene sepolto in San Lorenzo al Verano.

Il 3 luglio 1962 la salma dell’illustre sacerdote torna nella sua Sicilia e viene tumolata nella chiesa del Santissimo Salvatore a Caltagirone.

Il Segretario Organizzativo nazionale della Democrazia Cristiana dott. Gino Monaco (Agrigento) ha voluto esprimere l’adesione anche da parte del partito dello Scudo Crociato all’iniziativa odierna in programma a Caltagirone (CT) e che intende fare memoria del pensiero e dell’opera di questa straordinaria figura che tanto ha dato al nostro Paese.

<< In un periodo in cui i valori fondamentali della nostra Repubblica ed in particolare quelli della libertà e della democrazia vengono messi pesantemente in discussione fa bene ad ognuno di noi “dissetarsi” con il pensiero ed i valori espressi da don Luigi Sturzo ! >>  

Sempre grazie al Servo di Dio Don Luigi Sturzo, padre della nostra Italia libera e democratica !

 

 

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info *  cell. 347-2577651 *

Vice-Segretario nazionale Dipartimento < Sviluppo-Comunicazione-Marketing > della Democrazia Cristiana italiana

Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.

 Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”

ed cura di Dott. ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli/Udine)

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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana

Direttore responsabile della testata giornalistica de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

 

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