AVVOCATO ROBERTO DI PIETRO (ITALIA 2.0): AL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO SIAMO A SOSTEGNO DELLE RAGIONI DEL SI ….SENZA SE E SENZA MA !

AVVOCATO ROBERTO DI PIETRO (ITALIA 2.0): AL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO SIAMO A SOSTEGNO DELLE RAGIONI DEL SI ….SENZA SE E SENZA MA !

< AVVOCATO ROBERTO DI PIETRO (ITALIA 2.0): AL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO SIAMO A SOSTEGNO DELLE RAGIONI DEL SI ….SENZA SE E SENZA MA ! >

Continua intenso il dibattito in vista del Referendum costituzionale sulla Giustizia in programma nelle giornate del 22 e 23 marzo 2026.

La coalizione formata da < ITALIA 2.0 > (Segretario naz.le Aldo Palleschi/Brescia) – < DEMOCRAZIA CRISTIANA > (Segretario naz.le Angelo Sandri/Udine) e < NAZIONE E FUTURO > (Segretario nazionale Dajana Rampiconi/Perugia) sta intensificando la sua attività di propaganda a favore delle regioni del < SI > proprio in vista di questo appuntamento referendario.

La “convention” svoltasi nei giorni scorsi al < Cinema Adriano >, in Roma Capitale, proposta da Italia 2.0, a sostegno delle ragioni del < SI > ha offerto l’occasione per un confronto diretto e di presenza da parte delle forze politiche che hanno già aderito alla coalizione.

Ma è stata anche un’utilissima occasione di confronto politico in termini più generali così come stigmatizzato anche dagli interventi dei due Segretari politic nazionali di Nazione e Futuro Dott.ssa Dajana Rompiconi e della Democrazia Cristiana Dott. Angelo Sandri.

Entrambi hanno sottolineato la volontà di aderire ad una coalizione moderata e centrista che possa difendere con efficacia quei valori che hanno senz’altro contribuito a far grande l’Italia e che vanno conservati rispetto al tentativo di offuscarli se non addirittura di cancellarli.

Il palco della Presidenza alla “convention” promossa da Italia 2.0 sulle ragioni del < SI > a Roma

Significativo anche il fatto che questa coalizione iniziale si stia progressivamente allargando e vi sono interessanti prospettiva per poterla rendere ancora più forte e significativa in relazione all’interesse suscitato in altre forze politiche desiderose di confrontarsi seriamente per una possibile adesione in vista degli importanti appuntamenti politici che si prospettano all’orizzonte.

Sul piano squisitamente “referendario” abbiamo avuto occasione di avvicinare – in detta circostanza l’Avvocato Roberto Di Pietro (messina), Responsabile nazionale delle Politiche Parlamentari di Italia 2.0.

Abbiamo dunque avuto l’occasione di approfondire con lui alcune tematiche giuridiche di particolare rilevanza ed anche le motivazione per cui l’interesa coalizione Italia 2.0 – Democrazia Cristiana – Nazione e Futuro – caldeggia con forza la vittoria del SI al prossimo appuntamento referendario.

Avv. Roberto Di Pietro

<< Partirei in particolare – esordisce l’Avvocato Roberto Di Pietro – dal  5° Quesito: «Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190)?».

Avv. Roberto Di Pietro e Manuela Arcuri

La cosiddetta “Legge Severino” numero 190/2012 è composta da solo due articoli: il secondo articolo ha solo due commi e il primo ne ha 83.

Decreti attuativi: il D.Lgs. 235/2012: disciplina l’incandidabilità e il divieto di ricoprire cariche elettive e di governo a seguito di condanne definitive.

D.Lgs. 33/2013: riguarda gli obblighi di trasparenza e pubblicità delle pubbliche amministrazioni.

D.Lgs. 39/2013: stabilisce le norme su inconferibilità e incompatibilità di incarichi nella pubblica amministrazione.

AngeloSandri – Aldo Palleschi – Alessio Ciasco

All’art. 3 si ricomprendono le “sentenze non passate in giudicato”.

A noi qui interessa in particolare il comma 63 dell’art. 1.

“Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, di Deputato e di Senatore della Repubblica, di incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali e di divieto di ricoprire le cariche di Presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, di Presidente e di componente dei consigli e delle giunte delle Unioni di Comuni; di Consigliere di amministrazione e di Presidente delle aziende speciali e delle istituzionidi cui all’articolo 114 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al D.L. 18 agosto 2000, n.267; di Presidente e di componente degli organi esecutivi delle comunità montane.

L’art. 28 Codice Penale stabilisce che alla condanna penale può seguire una pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici in casi specifici previsti dalla legge, fondati sulla gravità del reato o sulla pericolosità del reo. L’interdizione può essere perpetua o temporanea.

Interdizione perpetua (art. 29 c.p.): scatta in caso di condanna all’ergastolo o alla reclusione non inferiore a cinque anni. È prevista inoltre per chi è dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, e per specifici reati contro la Pubblica Amministrazione (es. peculato, concussione).

Interdizione temporanea (art. 29 c.p.): può conseguire alla condanna alla reclusione inferiore a 5 annie può durare da 1 a 5 anni (almeno tre anni di reclusione per avere un’interdizione pari a 5 anni). Se la durata non è stabilita nella condanna, l’interdizione temporanea è pari alla pena principale ex art. 37 c.p.  ma, in ogni caso, non può superare 10 anni ex art. 79 c.p.

La Legge Severino si sostituisce dunque ai Giudici applicando l’interdizione ai pubblici uffici non come pena accessoria di una condanna definitiva ma a priori, sia che vi sia stata l’interdizione in sentenza del condannato sia che non vi sia stata.

La decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati ha creato vuoti di potere e la sospensione temporanea dai pubblici uffici di innocenti poi reintegrati al loro posto.

Il referendum invece elimina l’automatismo e restituisce ai giudici la facoltà di decidere se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici.

Il decreto legislativo che porta la firma dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna.

Ha valore retroattivo e prevede, anche a nomina avvenuta regolarmente, la sospensione di una carica comunale, regionale e parlamentare se la condanna avviene dopo la nomina del soggetto in questione.

Per coloro che sono in carica in un ente territoriale basta anche una condanna in primo grado non definitiva per l’attuazione della sospensione, che può durare per un periodo massimo di 18 mesi. Successivamente, se la condanna diventa definitiva, vi è la decadenza.

Nella stragrande maggioranza dei casi in cui la legge è stata applicata contro Sindaci e amministratori locali, il pubblico ufficiale è stato sospeso, costretto alle dimissioni, o comunque danneggiato, e poi è stato assolto perché risultato innocente.

La legge Severino ha esposto amministratori della cosa pubblica a indebite intrusioni nella vita privata.

Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici.

La presunzione d’innocenza è sancita dall’art. 27 c. 2 della Costituzione: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Si è passato dall’immunità parlamentare fino agli anni ’90 alla presunzione di colpevolezza.

I nostri padri costituenti avevano ripreso le idee del filosofo francese Montesquieu sull’importanza della separazione dei poteri e avevano attribuito l’immunità parlamentare ai cittadini eletti a Camera e Senato: se nel corso del loro mandato avessero sbagliato, vi sarebbe stata pur sempre una responsabilità politica nel non rivotarli più alle successive elezioni.

In questo modo, la Costituzione assicurava la separazione tra i poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario).

Con la legge Severino del 2012 il ribaltone è stato concluso: adesso basta il semplice sospetto del magistrato anche su un innocente che riveste una carica pubblica per sospenderlo dalla carica.

Ciò in aperto contrasto non solo con l’art. 27 c. 2 Cost. sulla presunzione d’innocenza ma anche con l’art. 1 della Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il popolo deve riprendere la propria sovranità !

Quindi, quando il fronte del “NO” sostiene che chi vota “SI” è contro la magistratura sta mentendo in quanto questo quinto quesito serve proprio per restituire discrezionalità alla magistratura, ma a condizione che venga accertata la responsabilità del funzionario pubblico con sentenza definitiva

 

 

A cura di Prof.ssa EMANUELA PECORARIO (Roma Capitale)

emanuela.pecorario@dconline.info * Cell. 350-1217201 *

Segretaria nazionale Vicaria Dipartimento < Scuola e Pubblica istruzione / Arte – Cultura – Spettacolo > della Democrazia Cristiana italiana.

Vice-Segretaria nazionale del Movimento Femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana

Segretaria regionale del Dipartimento < Scuola – Pubblica istruzione – Cultura > della Democrazia Cristiana della regione Lazio.

Componente della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana e Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana Italiana

Editorialista de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana

 

ed a cura di Dott. ssa DORA CIRULLI (Roma Capitale)

dora.cirulli@dconline.info *  Cell. 350-1217201 * 

Vice-Segretaria amministrativa nazionale della Democrazia Cristiana 

Segretaria amministrativa regionale della Democrazia Cristiana del Lazio  

Componente del Consiglio Nazionale e della Direzione della Democrazia Cristiana Italiana

Vice-Direttore de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana

 

segreteria.nazionale@dconline.info

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