6 MAGGIO 1976 – 6 MAGGIO 2026: LA COMMEMORAZIONE DEI TRAGICI EVENTI DEL TERRERREMOTO IN FRIULI A CINQUANT’ANNI DAL SISMA !

6 MAGGIO 1976 – 6 MAGGIO 2026: LA COMMEMORAZIONE DEI TRAGICI EVENTI DEL TERRERREMOTO IN FRIULI A CINQUANT’ANNI DAL SISMA !

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In questi giorni in Friuli Venezia Giulia – in particolare il 6 maggio – si è fatto memoria degli avvenimenti del 1976, a cinquant’anni dal tremendo terremoto che colpì il territorio friulano, con epicentro Gemona (in provincia di Udine) che venne completamente rasa al suolo.

Fu uno degli eventi sismici più drammatici della Storia del nostro Paese.

Furono quasi mille le vittime di quella tragedia: una tremenda scossa che alle ore 21.00 di quel 6 maggio 1976, rase al suolo molti Comuni del Friuli ed in particolare Gemona, la cosiddetta “perla del Friuli”.

Sono state molti le manifestazioni in ricordo della tragedia di cinquant’anni fa, culminate con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Entrambi hanno preso parte anche ad una seduta straordinaria del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Immediata e commovente fu allora la macchina dei soccorsi che si mise immediatamente in moto: con l’intervento dell’Esercito, degli Alpini, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa e di centinaia e centinaia di volontari che collaborarono allla ricerca dei superstiti tra le macerie, nell’allestimento delle tendopoli e nell’aiuto agli sfollati

E si potè constatare accanto alla solidarietà diffusa che venne spontaneamente offerta anche la vera e propria resilienza di un popolo sicuramente ferito ma anche determinato a ricostruire il proprio futuro.

Lo scorso 6 maggio Gemona del Friuli ha vissuto indubbiamente una giornata molto intensa nel fare momoria di quella tragedia nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976.
Dopo la visita al cimitero e l’omaggio alle vittime, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni hanno raggiunto il Teatro Sociale dove hanno preso parte alla seduta straordinaria del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito definito il terremoto “un evento che segnò profondamente l’intera Italia”, indicando che proprio a seguito dei tragici fatti accaduti in Friuli nacque concretamente quel concetto di resilienza additato ancor oggi ad esempio !
Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto ricordare il coraggio del popolo friulano di fronte alla tragedia, un popolo che sfidò “l’Orcolat” (così viene definito in friulanoil terremoto) e seppero trasformare quella tragedia in un modello di ricostruzione.
Nella giornata di domenica 3 maggio 2026, Gemona ha ricevuto anche la visita del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ed Arcivescovo di Bologna Cardianl Pietro Zuppi, che ha fatto visita al Santuario di Sant’Antonio a Gemona (integralmente ricostrutio dopo la tragedia del sisma).
Il Cardinal Zuppi – accompagnato dallArcivescovi di Udine Lamba – ha incontrato anche un migliaio di giovani provenienti da tutta la dicoesi di Udine e con i quali si è confrontato su vari aspetti legati alla fede cristiana ed alle attuali condizioni del mondo giovanile.
Sono evidentemente molte le considerazioni e le riflessioni che scaturiscono dal ricordo dei tragici eventi del 1976.
On. Giuseppe Zamberletti

Tra le tante desideriamo ricordare con affettov e gratitudine la figura dell’On. Giuseppe Zamberletti, nominato in quell’occasione dal Governo italiano Commissario straordinario per la ricostruzione in Friuli .

Pensando a quei tempi c’è da dire come la politica della Democrazia Cristiana seppe mettersi al servizio della gente, letteralmente inventando un modello di ricostruzione che ancora oggi è simbolo di orgoglio nazionale.
Da quelle vicende infatti nasce il modello di Protezione Civile che tutti conosciamo, vero e proprio orgoglio del nostro Paese.
Fu la testimonianza di come la Democrazia Cristiana, guidata dalla lungimiranza dell’allora Presidente del Consiglio Aldo Moro, scelse di dare poteri direttamente ai Sindaci e fiducia al popolo friulano.
Un modello di efficienza che ancora oggi ci insegna cosa significa “fare politica” per il Bene Comune.
Quando Aldo Moro – nel 1978 – venne fu rapito, in Friuli ci fu un’ondata di commozione enorme.
Molti friulani sentivano un debito di gratitudine personale verso di lui, perché avevano visto i cantieri della ricostruzione partire proprio grazie alle leggi firmate dal suo Governo.

Si ringrazia il Messaggero Veneto per la preziosa collaborazione.

A cura di ALESSANDRO PITTONI (Tolmezzo/ in provincia di Udine)
alessandro.pittoni@dconline.info * cell. 327-9215421 *
Segretario Organizzativo provinciale della Democrazia Cristiana della provincia di Udine
Componente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
e di ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli/ in provincia di Udine)
segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 380-7875103 *
Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana
Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

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