< VERSO IL XXV CONGRESSO NAZIONALE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA: “UNA RISPOSTA ALLE MINACCE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE VERSO LA DEMOCRAZIA E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA” >.
La Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana italiana ha giustamente posto tra le sue priorità urgenti, anche in vista del suo ormai prossimo XXV Congresso nazionale della D.C., gli scottanti e per molti versi preoccupanti temi concernenti le problematiche connesse all’Intelligenza Artificiale.
Quella stiamo vivendo infatti, piaccia o non piaccia, è la fase di cambiamento, di transizione, più complessa che la Storia dell’umanità abbia mai dovuto affrontare.
Una trasformazione della società e dell’economia da definire davvero < radicale > e che si realizza quotidianamente in modo tutto sommato troppo silente con un insito e immenso potere di persuasione che coinvolge tutti gli esseri umani, anche se la maggior parte di loro non vuole tutto questo.
Un tema questo che non solo non può passare sotto silenzio ma che sarebbe da irresponsabili non mettere al primo posto dell’agenda politica delle nazioni e dei partiti che concorrono alla loro democratica gestione.

Da qui la scelta del Segretario politico nazionale uscente della Democrazia Cristiana Angelo Sandri di mettere al centro dell’ormai prossimo XXV Congresso nazionale della D.C. queste argomentazioni e le loro pesanti conseguenze sulla dignità della persona umana.
Tant’è che la proposta che verrà fatta al prossimo Consiglio nazionale del partito dello Scudo crociato sarà quella di incentrare il xxv Congresso nazionale della Democrazia Cristiana: “Una risposta alle minacce dell’Intelligenza Artificiale verso la Democrazia e la Costituzione della Repubblica Italiana”
Un’azione del genere – quella riguardante la < AI > – che muove i suoi primi passi da decenni or sono.
Tanto per capirci, quando decenni or sono sugli schermi vedevamo film che definivano fantascienza a posteriori tutto sommato anticipavano quello che sarebbe accaduto a distanza di 50-60 anni.
Dunque nel terzo millennio: i film con gli umanoidi, con macchine che percorrevano strade senza autista, ebbene, da fantascienza di ieri a realtà di oggi.
Tutto questo reso ancora più perfetto e perfettibile dalla protagonista primaria: Sua Maestà l’Intelligenza Artificiale.
A tal proposito negli anni più recenti l’argomento oltre ad essere oggetto di studio, di approfondimento, è stato anche lo spunto per tanta nuova letteratura.


A riguardo numerose pubblicazioni sono state realizzate tentando di dare risposte e spiegare la complessa tematica dell’Intelligenza Artificiale che sta modificando molto velocemente di quanto si possa immaginare lo stile di vita di ciascuno di noi.
Il Vice-Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana dott. Luigi Marcianò (Reggio Calabria) ha voluto tal proposito segnalarci di essersi imbattuto in un testo molto interessante perché controcorrente.
In che senso … controcorrente ?
Emanuele Pascuzzi, autore del romanzo “Conta chi resta: relazione e speranza nel tempo dell’AI”, originario di Lamezia Terme (CZ) e romano d’adozione, esperto di Digital trasformation, pur riconoscendo il valore della tecnologia, credendo nel suo potenziale, si pone una domanda sostanziale ” che cosa resta di noi quando tutto cambia? ”
L’autore incalza ulteriormente: “Non è tanto come funzionano le macchine, ma chi siamo noi mentre le macchine cambiano il mondo”.

Un interrogativo davvero sostanziale che sta a sottolineare soprattutto la velocità con cui queste macchine, la tecnologia tutta cambia il mondo in frazioni di secondi.
“Ciò che era vero ieri non è più vero oggi”.
Non è per nulla un proverbio fuori luogo se contestualizzato con la situazione attuale.
Emanuele Pascuzzi continua: ”Il rischio più grande non è costruire macchine sempre più intelligenti. E’ smettere di coltivare ciò che rende più intelligente l’uomo”.
Ecco la peculiarità del testo: la centralità della < PERSONA > !
Nessun algoritmo può sostituire l’uomo.
L’’Intelligenza Artificiale, dal grande filosofo e teologo, esperto mondiale in materia, il francescano Padre Paolo Benanti, è stata definita “Un agere sine intelligere”.
Del resto se i grandi big data non sono riempiti di contenuti e nozioni da parte dell’uomo l’intelligenza artificiale non funziona.
Ciò per dire che l’azione della PERSONA è insostituibile.

Fatta questa digressione il saggio di Emanuele Pascuzzi vuole essere un’esplorazione della vita concreta: il lavoro perduto, la solitudine connessa, il giudizio delegato a un algoritmo, la comunità che si svuota.
Il protagonista del libro è Antonio, quarantatré anni, ex responsabile della logistica di un’azienda che ha cessato la sua attività.
Antonio non l’ha presa bene la vicenda del suo licenziamento tanto che per molto tempo ha volutamente lasciato il suo badge sul comodino. Non riesce a dismetterlo.
Il suo non è un fallimento: una storia di transizione.
Nella sua vita si muovono altri personaggi come Teresa e Marta, che racconta la sua giornata ad un assistente Pvocale perché nessuno le rivolge la giusta considerazione.
Poi ancora Claudia, che scrive per difendere la dignità di un uomo che mai incontrerà.
Da ultimo Francesca, che non ha più suo figlio che apre una porta e aspetta.
Non sono eroi. Sono persone ordinarie che hanno scelto di non affidare la propria esistenza a nessun sistema.
Il “fil rouge” della profonda riflessione è l’esame della tematica del lavoro nell’era dell’automazione, la solitudine digitale, la governance degli algoritmi, l’educazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale, senza però mai perdere di vista la < PERSONA >.
Non offre soluzioni tecniche. Propone qualcosa di più difficile e più necessario: una visione dell’uomo che nessuna macchina può sostituire.
Nei momenti più difficili, come la fattispecie del licenziamento, < CONTA CHI RESTA >, non il sistema che non guarda in faccia nessuno.
Le relazioni, le PERSONE, nonostante l’era dell’intelligenza artificiale, restano insostituibili !
E’ un testo da leggere per comprendere ancora meglio come tutto potrà essere ideato ma senza mai nè mortificare, nè scartare la PERSONA.
A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
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Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Componente del Consiglio nazionale e della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
A cura di GEORGETA ARGHIR (Dragona / Roma Capitale)
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Vice-Segretaria Organizzativa generale della Democrazia Cristiana Internazionale
Segretaria politica provinciale del “Movimento Femminile e per le Pari Opportunità” della Democrazia Cristiana di Roma Capitale e della provincia di Roma
Segretaria Organizzativa provinciale Vicaria della Democrazia Cristiana di Roma Capitale e della Provincia di Roma
Componente del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana
Editorialista con il giornale < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
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Concordo..il problema più grosso è che dietro IAc’è sempre una mente umana manipolatrice