VERA POLITICA O DISTRAZIONE DI MASSA?

VERA POLITICA O DISTRAZIONE DI MASSA?

VERA POLITICA O DISTRAZIONE DI MASSA?

Mentre l’Italia perde 16.000 pugliesi all’anno, mentre 5,7 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, mentre le liste d’attesa sanitarie durano mesi e Taranto aspetta ancora un futuro dopo decenni di promesse tradite, la scena politica ci offre un generale con 80.000 iscritti in quattro mesi che parla di ‘cameratismo’ e una destra che si frammenta invece di governare.

Vanacci non è una risposta. È un sintomo.

Il sintomo di un Paese che cerca valori e non li trova nei partiti esistenti. Il problema non è lui: è il vuoto che ha riempito. Un vuoto creato da trent’anni di politica delle promesse non mantenute. Dal 2019 ad oggi: povertà assoluta salita dal 7,7% al 9,7%. Pensioni minime ancora sotto la soglia di dignità. PNRR speso solo al 40% nonostante i miliardi disponibili.

Chi ha promesso il lavoro al Sud e non l’ha creato. Chi ha promesso la legalità e ha candidato gli impresentabili — 28 segnalati dalla Commissione Antimafia solo alle comunali di maggio 2026.

Chi ha promesso meno tasse e ha portato il debito pubblico a 2.900 miliardi. Chi ha promesso la riforma della giustizia e l’ha lasciata a metà mandato.

Le parole sono rimaste parole. I problemi sono rimasti problemi.

Il fenomeno Vanacci ci dice qualcosa di preciso: quando i partiti di governo non mantengono le promesse, l’elettorato non va a sinistra. Va sempre più a destra. Verso chi parla di nemici da combattere invece di problemi da risolvere. È la dinamica che ha portato al fascismo nel 1922.

La storia lo insegna. La Democrazia Cristiana lo ricorda perché Don Sturzo fu esiliato da quel fascismo nel 1924 e tornò in Italia solo nel 1946, dopo 22 anni di esilio.

La Democrazia Cristiana e Italia 2.0 non nascono per riempire uno spazio elettorale.

Nascono perché i valori fondanti della Repubblica — dignità della persona, sussidiarietà, bene comune, legalità — non hanno più un partito che li rappresenti con coerenza. Non con i proclami del comizio. Con un programma verificabile di 14 capitoli. Con indicatori misurabili. Con la firma sotto ogni promessa.

Il centro cristiano-democratico non è il luogo del compromesso tra destra e sinistra.

È il luogo dove i diritti universali del cittadino italiano diventano politica concreta: salario minimo a 12,50 euro l’ora, sanità portata al 7,5% del PIL, Alta Velocità fino a Taranto entro il 2032, zero candidati impresentabili, bilanci di partito pubblici online. Non promesse. Atti con scadenza e responsabile.

L’Italia non ha bisogno di altri simboli sulla scheda. Ha bisogno di meno parole e più atti. La DC è pronta.

AD MAIORA SEMPER !

 

A cura del Dott. Giovanni Luigi Girotto · Vicenza

Segretario Nazionale Vicario del Dipartimento «Lavoro – Problematiche sindacali – Formazione» della Democrazia Cristiana italiana

Segretario Interregionale – Triveneto del Dipartimento «Lavoro – Problematiche sindacali – Formazione» della Democrazia Cristiana italiana

Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana

Componente della Direzione Democrazia Cristiana italiana

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Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana · www.ilpopolo.news