< Una domanda per riflettere: ma chi ha vinto le ultime elezioni regionali? >
Siamo ad urne chiuse, con le elezioni regionali (ed in alcuni luoghi comunali) concluse.
Come sempre e come è giusto che sia, ci sono vincitori e vinti. Per i vincitori tanta euforia, gioia, festa, tappi di campagne che volano, brindisi, è proprio il caso di dire “in alto i calici”.
Ebbene: tutti comportamenti, reazioni più che legittime, ci mancherebbe! La vittoria fa piacere sempre a tutti.
Però, come suolsi dire, a bocce ferme alcune considerazioni oltre ad essere d’obbligo, moralmente e politicamente parlando, appunto, si impongono.

Sono riflessioni che vuol dire altro che render ancora più esplicito il freddo ed incontrovertibile che emerge dai numeri, dalle percentuali di voto ma soprattutto dei votanti.
A costo di sembrare ripetitivi fino all’ennesima potenza anche questa volta i risultati delle recenti elezioni regionali che come da previsioni hanno fatto esultare il centro destra con la riconferma delle guida delle regioni Marche e Calabria mentre per il centrosinistra la Toscana, come da copione del resto.
Fin qui nulla da eccepire.
Ma il vincitore vero, quello effettivo, a quale partito risponde?
È lapalissiano: il partito del non voto che cresce sempre più di elezione in elezione !
A costo di affermare una cosa scontata ed arcinota questo dato così preoccupante, spesso non considerato come si dovrebbe, per paura o per comodo tornaconto, è il sintomo di democrazia malata, una democrazia affetta dalla non partecipazione popolare.
Non è cosa di poco conto né per ciascun cittadino, né tanto meno per il mondo della politica che si regge su di un consenso minoritario.
Il che per il sistema elettorale vigente che comunque legittima inequivocabilmente quella coalizione che risulta aver avuto il maggior di voti di una maggioranza minoritaria di cittadini che hanno partecipato al voto.
E’ una vittoria spuria che paga lo scotto di uno sistema elettorale polarizzato che relega il cittadino a ruolo non di protagonista, ma di coprotagonista il cui i partiti a livello centrale fanno il buono e il cattivo tempo.

Ma tutto questo è il risultato di quel “modus operandi” che da oltre vent’anni gli analisti politici hanno definito politica liquida che si autorganizza e si autodisfa all’occorrenza.
Sorgono comitati elettorali all’occorrenza ed in concomitanza con le consultazioni elettorali che poi al termine si dissolvono lasciando un vuoto incolmabile sul territorio creando sconcerto e disorientamento tra gli elettori.
Acuisce ulteriormente il divario tra cittadini e politica o meglio accresce quel fenomeno di disaffezione alla politica che alcuni anni or sono veniva definito con l’espressione “aumenta sempre più il divario tra paese ideale e paese reale”.
Questa è la patologia appurata da decenni ma mai sanata,
Urge per vita della democrazia stessa un sistema di voto proporzionale con lo sbarramento al tre per cento in cui il cittadino torna essere effettivamente protagonista della vita politica della nazione così come costituzionalmente statuito.
Purtroppo però si avverte la sensazione che spesso il dettato costituzionale in materia è disatteso alimentando di consultazione in consultazione la disaffezione dalla politica da parte del corpo elettorale.
Oltre alla riforma del sistema elettorale in senso proporzionale urge che la politica torni tra, per, con la gente riaprendo le sezioni stabilmente per ricreare un filo di collegamento tra eletti ed elettori e non solo nell’arco di tempo di una campagna elettorale ma tutto l’anno.
La rinascita deve ripartire dalla base per sperare concretamente in una nuova politica in cui partecipazione e libertà sono pilastri imprescindibili dell’agire politico quotidiano.
Dalla storia, dalle testimonianze di vita di come Don Luigi Sturzo che ci hanno lasciato il loro testamento morale e politico si deve ripartire per ridare un anima alla politica e speranza al nostro paese.

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
