SI E’ CHIUSA A GRADO (GO) CON UN APPREZZABILE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA LA MOSTRA “UN MARE DI RISORSE” ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LACUS TIMAVI”

SI E’ CHIUSA A GRADO (GO) CON UN APPREZZABILE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA LA MOSTRA “UN MARE DI RISORSE” ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LACUS TIMAVI”
Rag. Aldo Sandri

A cura di Rag. Aldo Sandri (Cervignano del Friuli/UD)

aldo.sandri@dconline.info * cell. 388-9969846 *

< SI E’ CHIUSA A GRADO (GO) CON UN APPREZZABILE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA LA MOSTRA “UN MARE DI RISORSE” ORGANIZZATA DALLA ASSOCIAZIONE CULTURALE “LACUS TIMAVI” >.

Si è chiusa – come previsto – il 15 agosto, a Grado, l’isola del sole  (la nota località balneare in provincia di Gorizia), con un apprezzabile successo di pubblico e di critica, la Mostra dedicata al mare intitolata < UN MARE DI RISORSE > organizzata dall’Associazione culturale “Lacus Timavi” di Monfalcone (GO), .

Si è trattato di una Mostra archeologica ed etnografica, che – come recitava il manifesto di presentazione –  si è occupata di < storie di pesca e di pescatori nell’Alto Adriatico, dall’età romana al Novecento >.

La Mostra è stata allestita presso la Casa della Musica di Grado, sita in Piazza Biagio Marin n. 2 ed è stata promossa appunto dall’Associazione culturale “Lacus Timavi” di Monfalcone (GO).

La mostra infatti è stata ideata da un “team” di esperti ed appassionati composto da Andrea Fasolo, Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci.

La Mostra è stata finanziata dal Comune di Grado (GO) e dalla Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia e rientrava tra le iniziative che si occupa dello sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico.

Un “mix” tra archeologia ed etnografia e che rientra nel più ampio progetto intitolato < Un mare di risorse >: un insieme di iniziative progettuali finalizzate alla promozione della cultura etnografica e riguardanti la pesca, nonchè la raccolta delle risorse marine. Tutti aspetti che hanno accompagnato la storia della cultura umana fin dai primordi della nostra esistenza.

Nel corso dei millenni le tecniche riguardanti la pesca sono diventate sempre più elaborate, anche grazie alla realizzazione di strumenti sempre più efficienti mantenendo tuttavia una forte aderenza ai caratteri della tradizione.

Documenti scritti, raffigurazioni, opere artistiche e testimonianze archeologiche ed etnografiche hanno permesso di visualizzare come questa importante attività – concernente lo sfruttamento delle specie ittiche e di altre faune marine si svolgeva nel passato.

Ma la Mostra ha inteso far “immergere” il visitatore nel mondo della pesca e dei suoi valori così come formatisi nell’area nord-adriatica, dalla Laguna di Marano e Grado, fino a Pirano, in un continuo viaggio – tra passato e presente – negli ultimi duemila anni.

Al termine di questo importante impegno culturale, l’Associazione “Lacus Timavi” ha inteso congedarsi dalla Comunità gradese con una interessante ed apprezzata iniziativa canora.

Si è trattato di una rassegna dei canti tradizionali gradesi eseguiti dalla componente maschile della corale Santa Cecilia di Grado, diretta con la consueta valentia dal Maestro del Coro Annello Boemo.

Giuseppe Marchesan, conosciuto da tutti a Grado come “Pino Sima”

La rassegna canora ha avuto luogo nell’area antistante la “Casa della Musica” di Grado (location della Mostra “Un mare di risorse”), sita in Piazza Biagio Marin a Grado, nella serata della vigilia della Festività dell’Assunta (la sera del 14 agosto 2021).

I canti tradizionali gradesi che sono stati eseguiti nella serata erano accompagnati – quale organista – da Ivan Bianchi.

E’ stato un modo di congedarsi veramente molto apprezzato anche dai tanti turisti che gremivano Grado in questo affollato periodo ferragostano.

L’iniziativa musicale è stata anche una maniera affettuosa per ricordare la figura di Giuseppe Marchesan, conosciuto da tutti a Grado come “Pino Sima”, scomparso nell’aprile del 2021.

Giuseppe Marchesan è stato pittore, decoratore, componente di compagnia spettacoli viaggiante, per tanti anni apprezzato componente della Corale di “Santa Cecilia”, nonchè noto interprete della poesia di Biagio Marin.

A lui – nel corso della serata musicale – è stato dedicato un commosso ricordo.

 

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