< PROSEGUE LA COLLABORAZIONE TRA “ITALIA 2.0” E LA DEMOCRAZIA CRISTIANA A SOSTEGNO DELLE RAGIONI DEL “SI” NEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 22 E 23 MARZO 2026. >
Prosegue la collaborazione politica ed organizzativa tra < Italia 2.0 > e la < Democrazia Cristiana > in vista dell’importante appuntamento referendario della seconda metà di marzo 2026 sulla riforma della Giustizia e di cui si sta discutendo ampiamente in tutto il nostro Paese.
Nel già menzionato incontro svoltosi al “Novo Hotel” di Brescia tra i vertici di < Italia 2.0 > e della < Democrazia Cristiana > si è ufficialmente concordato di sostenere vigorosamente le ragioni del < SI > in vista di questo importante appuntamento referendario.
Vi è stata piena sintonia a questo proposito tra il Segretario politico nazionale di < Italia 2.0 > dott. Aldo Palleschi (Brescia) ed il Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana dott. Angelo Sandri (Udine), in pieno accordo anche con il Presidente Nazionale D.C. dott. Pier Luigi Ghelarducci (Livorno) ed il Responsabile nazionale per i rapporti esterni ed istituzionali di Italia 2.0 Avvocato Roberto Di Pietro (Messina).
Nel corso dell’incontro di Brescia sono state approfondite dunque le ragioni di un convinto sostegno al < SÌ > nel referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante.
Un passaggio davvero necessario ed imprescindibile per poter dare una piena ed effettiva attuazione ai principi del < giusto processo > così come sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana.
Tali principi non possono rimanere una semplice enunciazione astratta, ma devono trovare una concreta attuazione in un assetto del nostro Ordinamento che sia del tutto coerente.
La separazione delle carriere dunque rappresenta lo strumento attraverso il quale si potrà realmente rendere effettivo quel modello costituzionale del processo a cui tutti dichiarano di richiamarsi.
La distinzione delle carriere dunque rafforza la terzietà del Giudice e contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema della Giustizia, presupposto essenziale di uno Stato di diritto.
La separazione delle carriere consente invece un “sistema di autogoverno” realmente indipendente e funzionale, assicurando d’altro lato una gestione più trasparente e coerente dei rispettivi ruoli.
Ci si pone quindi l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione sia la funzione che il merito.
A cura di Dott. ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli / prov. di Udine)
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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana
Presidente Nazionale della < Confederazione della Democrazia Cristiana >
Direttore responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
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Mandi Agnul!!