POSIZIONE UNITARIA A SOSTEGNO DEL “SI” TRA “DEMOCRAZIA CRISTIANA” E “SOCIALDEMOCRAZIA SD” IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO REFERENDARIO DEL 22 E 23 MARZO 2026

POSIZIONE UNITARIA A SOSTEGNO DEL “SI” TRA “DEMOCRAZIA CRISTIANA” E “SOCIALDEMOCRAZIA SD” IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO REFERENDARIO DEL 22 E 23 MARZO 2026

< POSIZIONE UNITARIA A SOSTEGNO DEL “SI” TRA “DEMOCRAZIA CRISTIANA” E “SOCIALDEMOCRAZIA SD” IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO REFERENDARIO DEL 22 E 23 MARZO 2026 >

Dott. Umberto Costi

Una posizione unitaria tra < SOCIALDEMOCRAZIA CRISTIANA SD > e la < DEMOCRAZIA CRISTIANA > è stata concordata a livello nazionale a sostegno delle ragione del < SI > in vista del prossimo appuntamento referendario del 22 e 23 marzo 2026 sulle questioni della < GIUSTIZIA >.

Angelo Sandri interviene a sostegno del SI

A ribadirlo un comunicato congiunto a firma del Segretario politico nazionale della Socialdemocrazia Dott. UMBERTO COSTI (Roma Capitale) e del Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana Dott. ANGELO SANDRI (Udine).

Nell’avvicinarsi di questo attteso appuntamento referendario sui temi della Giustizia si intensificano dunque le azioni a sostegno della propria presa di posizione.
E sulla vicenda referendaria del 22 e 23 marzo sia il partito della <SOCIALDEMOCRAZIA > che quello della DEMOCRAZIA CRISTIANA propendono a chiare lettere a sostegno del < SI > !

Lo sottolinea con forza il comunicato congiunto siglato dal dott. Umberto Costi e dal Dott. Angelo Sandri e che sottolineano l’importante e significativa convergenza a favore del < SI > in un appuntamento referendario che investe una questione assai grave e fondamentale come quella relativa all’esigenza di un GIUSTO PROCEDDO in Italia.

I vertici apicali delle due forze politiche (Democrazia Cristiana e Socialdemocrazia SD) hanno potuto dunque constatare una sostanziale convergenza sulle ragioni che fanno propendere per un sostegno a questa riforma della Giustizia che verte sostanzialmente sulla divisione e separazione delle due funzioni di Giudice in un processo rispetto a quella di Pubblico Ministero.
Due posizioni che vanno distinte proprio per poter garantire un processo più giusto ed equilibrato, senza ledere la poszione di indipendenza della Magistratura e che di converso ne viene rafforzata.
Senza considerare che questo aspetto (attinenete alla cosiddetta separazione delle carriere) è ormai consolidato in tutti gli ordinamenti giurisdizionali che troviamo nelle situazioni di < democrazia >.
Va anche detto inoltre che era necessario arginare situazioni che apparivano sufficientemente inquinate e su cui era comunque necessario mettere mano.
Era stata infatti messa in discussione l’importante funzione di < garanzia per la giustizia > a vantaggio di una gestione eccessivamente “sindacale”, quasi  corporativa, delle carriere. E questo fatto presenta gravi ricadute sull’imparzialità dei giudizi e sulla scarsa attivazione di indagini.
Da qui l’appello di Umberto Costi (Socialdemocrazia SD) e di Angelo Sandri (Democrazia Cristiana) ad un voto ragionato e sereno che facciano emergere le valutazoni in ordine al sistema giuridico esistente e sulla necessità di apportare modifiche per un suo più efficace funzionamento.
ne conseguel’invito a partecipare massicciamente al voto in occasione del Referendum sulla Giustizia dei prossimi 22 e 23 marzo 2026 sostenendo le ragioni del < SI > ed assicurando così la conferma della già approvata riforma della Giustizia.

 

A cura di Prof.ssa EMANUELA PECORARIO (Roma Capitale)

emanuela.pecorario@dconline.info * Cell. 350-1217201 *

Segretaria nazionale Vicaria Dipartimento < Scuola e Pubblica istruzione / Arte – Cultura – Spettacolo > della Democrazia Cristiana italiana.

Vice-Segretaria nazionale del Movimento Femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana

Segretaria regionale del Dipartimento < Scuola – Pubblica istruzione – Cultura > della Democrazia Cristiana della regione Lazio.

Componente della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana

Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana Italiana

Editorialista de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana

 

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