Perché essere ancora democristiani

Perché essere ancora democristiani
Fernando Ciarrocchi

A cura di Fernando Ciarrocchi (Ascoli Piceno) * Segretario regionale del Dipartimento Comunicazione della Democrazia Cristiana della Regione Marche *

fernando.ciarrocchi@dconline.info * 

www.ilpopolo.news

www.democraziacristianaonline.it 

Perchè essere oggi democristiani ?

Spesso si sente dire: ma perché ancora oggi crediamo che sia non solo giusto, ma addirittura urgente essere democratici cristiani?

A ben riflettere le motivazioni e le ragioni ovviamente sono più di una.

La prima, da cui non si può prescindere, è di natura storica. Dunque vuol dire rendere giustizia ma soprattutto rendere la dovuta memoria ai nostri padri fondatori (Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, La Pira,  Bonomi, Aldo Moro ed altri) che hanno avuto la lungimiranza di mettere in moto questo importante processo democratico in un contesto storico sociale che non era certo tra i più facili.

Sono stati uomini precursori di libertà, democrazia, progresso e rinascita che anche gli altri partiti storici dell arco costituzionale hanno seguito e posto le basi per essere quello che siamo oggi: uno dei paesi più industrializzati del mondo.

L’ altra ragione è di natura ovviamente politica.

Il Partito della Democrazia Cristiana ha rappresentato e rappresenta la formazione politica per eccellenza della moderazione e della mediazione che dal secondo dopoguerra fino ad oggi sono state e sono i fattori che hanno fatto crescere la nostra nazione.

Moderazione, mediazione, lungimiranza, dialogo, sana laicità, aconfessionalità, interclassismo, coerenza ai valori non negoziabili (cfr Papa Benedetto XVI): questo vuol dire essere democratici cristiani anche e soprattutto oggi nell’attuale panorama politico italiano contraddistinto, purtroppo, dal mero populismo, dall’approssimazione e dall’enorme confusione.

Essere democristiani oggi vuol dire essere portatori di uno stile di agire politico improntato sulle coordinate sopra indicate, che oggi non esistono più.

E la politica, è sotto gli occhi di tutti, ha smarrito la sua funzione primaria che è quella di compiere concretamente scelte per il bene della comunità.

Non a  caso Paolo Paolo VI ha definito la politica “la più nobile azione di carità”.

A noi democratici cristiani, quindi, spetta la missione di tornare ad umanizzare la politica riportando al centro la persona umana, la sua dignità, i suoi bisogni umani e sociali, con scelte coerenti con il nostro immenso patrimonio storico, valoriale e culturale.

La presenza dei cattolici, con e nel partito della Democrazia Cristiana, non è più rinviabile  per restituire alla nostra amata nazione l’autorevolezza e la credibilità all’interno dello scacchiere internazionale dell’alleanza atlantica come ai tempi dell azione politica internazionale condotta con lungimiranza dal ministro degli esteri per eccellenza, l’indimenticabile Presidente Giulio Andreotti.

Essere dunque democristiani nel terzo millennio vuol dire inoltre saper accettare queste sfide il che ben si traduce nella capacità di saper interpretare i tempi che cambiano sempre nel rispetto della nostra tradizione e cultura cattolica democratico cristiana.

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A cura di Fernando Ciarrocchi (Ascoli Piceno) *

Segretario regionale del Dipartimento Comunicazione della Democrazia Cristiana della Regione Marche *

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