OCCORRE RIPARTIRE DA STURZO !

OCCORRE RIPARTIRE DA STURZO !

A cura di Dott. Franco D’Urbino (Caltagirone/CT) * franco.durbino@ilpopolo.news * Consulente editoriale de “IL POPOLO”.

Franco D’Urbino

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

#RIVOGLIOLADC 

< OCCORRE RIPARTIRE DA STURZO ! >

Essendosi chiesto una volta che cosa gli avesse insegnato la vita fra tanti dolori, lotte, sconfitte, ingratitudini, disconoscenze e perfino la condanna all’esilio, don Luigi Sturzo rispose: “ottimismo, cioè fiducia nell’umanità; tolleranza; rispetto della personalità degli altri esseri; misticismo, cioè unione di sentimenti spirituali”.

In altra circostanza, aveva detto: “prego Iddio che il mio grido sopravviva alla mia tomba”.

Ecco come è morto il giusto! Il suo apostolato sociale è stata la via che l’ha condotto alla santità.

E Don Luigi Sturzo fu innanzitutto sacerdote  e poi politico, ma di quella politicità, filosofica e sociale, che non ha nulla da spartire certamente con il moderno politichese, che non riesce a trasmettere nei cattolici italiani il senso del diritto-dovere, della partecipazione alla vita politica e sociale, alla luce dell’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa. 

Oggi la questione morale, secondo l’attuale corso politico, è in discussione perché il declassamento della coscienza politica non porta a scegliere il miglior progetto, ma il minor “ladro”, come ci insegnano i fatti e i misfatti della politica italiana.

Dicevo prima che la cosiddetta questione morale si pone oggi con tutte le sue ambivalenze anche per l’opinione pubblica.

Negli anni ’90 Roberto Bobbio scriveva sulla stampa un articolo dal titolo “corrotti ed eletti” dove faceva notare che i partiti che avevano posto a fondamento del loro programma elettorale la moralità, non erano stati affatto premiati, mentre i partiti e i candidati che non se ne erano curati, erano stati abbondantemente premiati. 

Accanto alle strutture correntizie ufficialmente riconosciute si stanno ancora di più consolidando forme occulte di potere quali la massoneria, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, oltre alla “classica” raccomandazione, la bustarella, la tangentopoli, la bancopoli, la covid (grande businnes per politici e pseudo imprenditori).

Quello che più preoccupa è quel senso di diffuso disagio tra la gente nei confronti della politica e della sua gestione, che purtroppo è molto guidata da criteri clientelari e di mera spartizione di potere.

Il che ci fa dire che: la politica oggi è malata !

Il segno più grave di questo malessere sociale è la crescente perdita di credibilità dei partiti e delle istituzioni pubbliche.

La gente non si sente più rappresentata dai partiti ed avverte che il distacco con il palazzo è sempre più profondo. La questione morale ripropone il problema tra etica e politica.

Ci si chiede: quali rapporti intrinsechi o ragioni autonome esistono?

Il rapporto fra etica e politica è complesso e difficile perché mette in relazione due realtà dinamiche e con notevoli diversità.

La morale non è un ordine astratto, ma una continua ricerca, una sete di giustizia. 

Anche la politica è una realtà che deve misurarsi con i vari momenti storici.

La rinascita della politica deve passare attraverso una rifondazione etica, che ridisegni il quadro dei valori e degli ideali.

Il vero problema di oggi è la perdita di una cultura politica e di un’etica della politica, che riguarda essenzialmente le persone più che le strutture organizzate. È alle persone dunque che dobbiamo riferirci ogni qual volta che intendiamo parlare di responsabilità morale.

Ricordiamo che negli anni ’20, uomini e politici che si definivano cristiani, offesero Don Sturzo con l’appellativo di Prete “ sinistro” perché si opponeva alla follia del fascismo.

Negli anni ’50, mutarono l’appellativo in prete “destrorso” perche Don Sturzo si opponeva alla follia dello statalismo e del comunismo.

La verità è che il grande Sacerdote di Caltagirone fu sempre un moderato senza mai dare credito alle teorie della destra o della sinistra.

È stata la mancanza di coerenza cristiana proprio di chi guidava la Democrazia Cristiana che ha portato deprecabile diaspora dei cattolici in politica.

Diaspora profetizzata da Don Luigi Sturzo nel suo ultimo articolo sul Giornale d’Italia: “Guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno alla Democrazia Cristiana.

Si comincia con le divisioni ideologiche, si passa poi alle divisioni personali, si finisce con la frantumazione del Partito”. 

La frantumazione è avvenuta e purtroppo continua fra i tanti rivoli di partitini e di movimenti, ai quali auguriamo di trovare coesione di idee e di cultura politica purché antepongano alle ambizioni personali lo spirito di servizio ! 

È un timore che ha sempre avuto il fondatore del P.P.I., tanto che si oppose con fermezza nel 1919 a chi proponeva il nome di Partito Popolare Cristiano.

Il popolarismo sturziano è la stretta unione tra democrazia politica e democrazia economica nel pieno rispetto dei valori morali.

Alle origini della deviazione che si è poi consumata vi è stato il mancato ascolto del pensiero basilare della dottrina sturziana: “Occorre rifarsi al Vangelo per non perdere mai il contatto con gli ideali di giustizia e di libertà, che sono alla base di una solida politica democristiana”. 

È stato un grave errore ritenere che giustizia e libertà si potessero comprare favorendo l’intreccio morale fra politica ed economia, causando in tal modo tante difficoltà al corretto agire della Democrazia Cristiana.

E’ venuto inatti meno all’interno del partito quel soffio etico, religioso che doveva invece essere presente in chi aveva accettato l’onore di fare politica in un contesto partitico, che si definiva Cristiano.

Lo aveva capito negli anni ’50 Don Sturzo quando non era evidente la vittoria delle tre male bestie: la partitocrazia, lo statalismo e lo sperpero di denaro pubblico. 

L’economia senza etica è diseconomia !

Questo è il titolo di un grande libro scritto da un giovane Sacerdote, Don Alfio Spampinato.

Un volume sui fondamenti etici dell’economia e della sociologia Sturziana , che vale la pena di leggere.

Scriveva l’On. Giovanni Spadolini ( gli uomini che fecero l’Italia, Longanesi 1971): “per Sturzo la libertà religiosa è inseparabile dalla libertà politica e la libertà politica indi scindibile da quella economica”. 

Oggi, purtroppo, assistiamo ad una involuzione sul fronte della moralità pubblica.

I condoni fiscali ed edilizi come sistema; le leggi ad personam per risolvere problemi personali; i conflitti d’interesse come normalità; l’abuso del denaro pubblico; la corruzione scientificamente organizzata; la magistratura sempre più a rotoli; fino al disprezzo di quel pilastro che era una volta la Banca d’Italia.

Nell’attuale situazione socio-culturale, la politica è attestata in una fase di anoressia ideale.

Don Sturzo è stato fin ora per l’Italia, un’occasione mancata.

I prezzi che abbiamo pagato e continuiamo a pagare sono stati talmente elevati che vale fare di tutto per richiamare lo spirito in un tempo nel quale la politica e la comunicazione appaiono prigioniere all’interno di un buco nero, orfane di tradizioni, di legami con la storia e le radici culturali, incapaci di trovare nel passato le ragioni del presente e del futuro.

Si sente pregnante la necessità nell’attuale momento storico di ripartire da Sturzo, non per usarlo, ma per inserirlo ancora una volta nel Pantheon dei padri di un’Italia che non può e non deve ripartire da zero. Si sente la necessità di ricercare uomini e partiti che abbiamo competenza e moralità.

Il servizio politico deve passare attraverso un preciso e quotidiano impegno, che esige una grande competenza nello svolgimento del proprio potere e una moralità a tutta prova nella gestione disinteressata e trasparente del potere. Oggi più di ieri abbiamo bisogno di recepire integralmente l’appello di Pio XI , e Cristianizzare la politica e l’economia. 

Dal suo ritorno in Italia dopo 22 anni di esilio Don Sturzo intervistato da alcuni giornalisti stranieri alla domanda: quali sono stati i migliori giorni della sua vita? Così egli rispose: nel campo religioso, il giorno della mia ordinazione sacerdotale ( 19 maggio 1894), nel campo dell’azione sociale, il giorno in cui fui ricevuto da Papa Leone XIII che mi ripeté che se la democrazia sarà cristiana farà un gran bene al mondo ( Agosto 1900), nel campo politico, il giorno della fondazione del Partito Popolare Italiano ( 18 Gennaio 1919).

Questo è stato il grande progetto di Don Sturzo, convinto divulgatore con gli scritti e con i fatti dei principi valori contenuti nella Rerum Novarum. Or bene, se la democrazia sarà Cristiana potrà conferire alla Nazione un avvenire di pace, di proprietà e di felicità.

Questi concetti fondamentali ed irrinunciabili furono posti come due colonne portanti sulla testata della Croce di Costantino, la rivista fondata da Don Sturzo del 1897. Egli ci ha lasciato una grande preghiera, che riteniamo sia la migliore eredità per un Cattolico che spetta a tutti noi praticare “ prego Iddio che il mio grido sopravviva alla mia tomba “ perché senza diffusione della buona cultura sarà difficile rigenerare l’Italia.  

L’augurio è che il suo pensiero possa finalmente fare scuola senza essere sottoposto a torsioni, ma con un’ azione pratica che onori Sturzo con le realizzazioni e l’azione più che con le commemorazioni. L’Italia ne ha un gran bisogno per uscire da una crisi che può essere risolta, con una condivisione democratica e partecipata, sul solco della storia che ha fatto grande l’Italia.

A cura di Dott. Franco D’Urbino (Caltagirone/CT) * franco.durbino@ilpopolo.news * Consulente editoriale de “IL POPOLO”.

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it * #RIVOGLIOLADC 

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mm
Admin

Porgo il mio più sentito e vivo ringraziamento al Dott. Franco D’Urbino nell’esprimere il Suo pensiero Nobile nei confronti di Don Luigi Sturzo, ma non condivido la sua volontà che gli Uomini di ieri siano stati ben diversi degli “ominicchi” di oggi e che far ripartire nuovamente la nuova Democrazia Cristiana con uomini con la lettera minuscola è solo un rischio. Con il mio breve commento desidero riportarlo al nostro Capitano Angelo Sandri per comunicargli che per conto del Dott. D’Urbino bisogna ripartire da Don Luigi Sturzo. Ma in realtà oggi è necessario ripartire dalla base alla gestione politica del Dott. Sandri e far capire a poche persone che il Partito non é solo di poche persone, ma di tutti: da chi ha una piccola nomina fino gli apicali di questo sodalizio comune e sociale. Siamo in democrazia e pertanto va rispettato il Codice Etico della Democrazia Cristiana !
* ANDREA SPINELLI * Segretario Organizzativo D.C. di Polignano a Mare (prov.Bari) * andrea.spinelli@dconline.info.

mm
Admin

Sturzo è politicamente attuale? Domanda semplice a porsi ma complessa nella sua analisi e le sue conclusioni. Le società aperte e le loro democrazie sono in grave difficoltà e sotto attacco !. Dall’esterno ma anche dall’interno. Cala la fiducia nelle ragioni e nelle istituzioni della democrazia, del mercato, della libertà religiosa, della ricerca scientifica, dei diritti fondamentali. Tutto da analizzare profondamente. Ma l’invito è molto interessante e stimolante, credo per tutti. Grazie. * Ing. BENIAMINO BULLIO – Presidente provinciale della Democrazia Cristiana della provincia di Frosinone * beniamino.bullio@dconline.info